Commercio e ristorazione, perse oltre 200 attività nel 2020. Imprese in calo dello 0,62% rispetto al 2019

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Circa 292.000 iscrizioni e 273.000 cessazioni al Registro delle imprese nel 2020, con un saldo che fa segnare un +0,32%. L’andamento demografico dell’imprenditoria italiana è apparso, lo scorso anno, complessivamente caratterizzato da una diffusa incertezza sull’evoluzione della pandemia. Il risultato, secondo i dati Unioncamere/Infocamere, è che le imprese nate nel 2020 sono state 292.308. A fronte di queste, nello stesso periodo hanno definitivamente chiuso i battenti 272.992 attività. Normalmente le cancellazioni di attività dal Registro delle imprese si concentrano nei primi tre mesi dell’anno ed è in questo periodo che si attendono le maggiori ripercussioni della crisi dovuta alla pandemia.

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E’ quanto emerge dall’indagine condotta da Unioncamere. A livello nazionale, dunque il saldo è positivo anche se, come detto, si dovrà attendere la conclusione del primo trimestre 2021 per tracciare un bilancio corretto.

La situazione a Piacenza

A Piacenza la situazione risulta differente con un saldo negativo di 200 unità. Sono state infatti 1174 le nuove imprese e 1374 quelle cessate. I settori più colpiti sono stati agricoltura, edilizia, commercio e ristorazione. Questi ultimi due comparti, ovviamente, hanno risentito particolarmente dell’emergenza sanitaria.

Per quanto riguarda “Alloggio e ristorazione”, le imprese cessate sono state 112 a fronte di 52 nuove aperture, un saldo negativo di 60 unità. Per quanto riguarda il commercio, la provincia di Piacenza è rimasta orfana di 341 imprese a fronte di 192 aperture, un saldo negativo di 149 unità.

Rispetto al 2019 le imprese registrate a Piacenza sono in calo di 198 unità: erano 28912 nel 2020 contro le 29110 del 2019.

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