Attualità

Comuni e Consorzio di Bonifica insieme per la montagna: “Programmati diciannove interventi per il 2025”

Si è svolto martedì 11 febbraio l’incontro del Nucleo Tecnico Politico per la Montagna, indetto dal Consorzio di Bonifica di Piacenza per fare il punto sull’avanzamento dei lavori e sull’avvio della programmazione degli interventi in tema di difesa del suolo per l’anno in corso (concertazione stabilita dall’art. 3 della Legge Regionale n. 7 del 6 luglio 2012).

PANORAMICA LAVORI EFFETTUATI

L’incontro si è aperto con una panoramica sugli interventi – conclusi e in corso – coperti con fondi consortili riferiti all’anno 2024. Si tratta di: consolidamenti delle strade di bonifica, regimazioni idrauliche, sistemazioni versanti, ripristino fossi e manutenzioni diffuse.

Un focus è stato poi fatto sul lavoro più significativo realizzato lo scorso anno, ovvero il rifacimento del ponte in località Taravelli sulla strada di bonifica Ferriere-Rocca in Comune di Ferriere. L’opera è stata finanziata per 350 mila euro dalla Regione Emilia Romagna e per la parte restante dal Consorzio di Bonifica di Piacenza.

LA PIANIFICAZIONE DEL 2025

Centrale nell’incontro del Nucleo Tecnico Politico, la pianificazione per il 2025. A partire da un elenco di proposte di lavori relative alla lotta al dissesto idrogeologico provenienti da Unioni Montane e Comuni non compresi (nelle Unioni), i tecnici consortili hanno effettuato sopralluoghi e compilato le relative schede di progetto complete di stima dei costi.

Il programma è stato discusso e sono stati definiti i 19 interventi da eseguire nell’anno in corso secondo priorità. Il programma così definito verrà ora trasmesso alle Unioni dei Comuni e all’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile della Regione Emilia Romagna per osservazioni e approvazione.

LA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSORZIO

Sul tema della difesa del suolo portato avanti dal Consorzio di Bonifica è intervenuto il Presidente Luigi Bisi: “L’impegno dei tecnici e degli operai in favore del territorio montano è portato avanti con impegno e passione ma, per quanto diffuso e costante ,non è mai abbastanza capillare, perché le risorse necessarie per una completa messa in sicurezza e per il soddisfacimento di ogni esigenza, esulano dalla capacità contributiva del territorio”.

“È proprio per questo che provvediamo ad acquisire ulteriori risorse messe a disposizione da Europa, ministeri e Regione Emilia Romagna tramite bandi. Il nostro obiettivo, a fianco delle amministrazioni locali, è quello di rendere più sicuro e accogliente il comprensorio, a vantaggio di cui lo abita e di chi vorrebbe tornarci”.

“Tra gli strumenti che ritengo siano stati vincenti – di cui abbiamo beneficiato nell’ultimo quinquennio – c’è il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) finanziato dalla Regione. Grazie a queste risorse aggiuntive abbiamo realizzato una trentina di interventi che altrimenti non saremmo riusciti a compiere. Ed è per questo che spero si apra presto una nuova stagione di finanziamenti che, in modo similare, ci permettano di replicare l’impegno sul territorio”.

IL RUOLO DEL CONSORZIO SUL TERRITORIO MONTANO

Il Consorzio di bonifica di Piacenza gestisce nel comprensorio montano/collinare, della superficie complessiva di circa 1.900 kmq (1.400 montagna e 500 collina), 125 km di viabilità di bonifica e 47 acquedotti rurali. Il territorio montano e collinare dell’Appennino piacentino è caratterizzato da una elevata intensità di fenomeni franosi. Il ruolo del Consorzio è volto principalmente a dare risposte, mediante attività di presidio ed intervento, ai fenomeni di dissesto idrogeologico.

In caso di eventi meteorologici particolarmente intensi, a seguito dei quali le infrastrutture viarie vengono compromesse da pericoli alla pubblica incolumità per smottamenti, cadute massi o da interruzioni alla viabilità, il Consorzio provvede ad acquisire dalla Regione Emilia Romagna (Servizio Difesa Suolo o Agenzia di Protezione Civile) i finanziamenti necessari per realizzare gli interventi di ripristino del transito e messa in sicurezza.

È poi secondo quanto stabilito da legge regionale (art. 3 della L.R. n. 7 del 6 luglio 2012) che viene programmata l’attività consortile in sinergia con il Nucleo Tecnico Politico per la Montagna che si riunisce per la valutazione del piano di interventi sul dissesto idrogeologico da portare a termine con le risorse derivanti dalla contribuenza montana.

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