Con la sua 81ª Assemblea pubblica, Confindustria Piacenza sceglie un titolo che è prima di tutto una presa di posizione: “La scelta di credere nello sviluppo”. Non uno slogan, ma una dichiarazione di metodo. Le scelte definiscono chi siamo e chi vogliamo essere e una comunità industriale che guarda avanti ha il dovere di scegliere con visione, anche quando il contesto invita alla prudenza.
Credere nello sviluppo significa seminare oggi sapendo che i frutti maturano domani. Significa accettare di essere “inattuali oggi per essere attuali domani”, come recita il manifesto dell’assemblea. È da questa convinzione che nasce il tema della tavola rotonda pomeridiana: la competitività di domani è la scelta di oggi.
La prima parte dell’assemblea è dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale e responsabilità umana. Attraverso un’intervista a Padre Paolo Benanti — teologo, uno dei massimi esperti mondiali di etica dell’IA e Presidente della Commissione IA per l’informazione del Governo Italiano — l’assemblea affronta le domande che ogni imprenditore si sta ponendo: cosa cambia, concretamente, quando un algoritmo entra nella catena delle decisioni aziendali? Come si distingue una vera innovazione da una moda tecnologica? E soprattutto: come si tiene l’uomo al centro, senza perdere il controllo delle proprie scelte?
Il confronto tocca anche la dimensione regolatoria e il rischio che pochi grandi player tecnologici finiscano per condizionare il quadro normativo a proprio vantaggio.
Francescano del Terz’Ordine Regolare, teologo e docente alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, Padre Paolo Benanti è considerato uno dei principali esperti italiani di etica dell’IA. Autore del saggio Human in the loop (2022), è Presidente della Commissione AI per l’Informazione istituita presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio e membro dell’AI Advisory Body dell’ONU. Presidente della Commissione Etica dell’Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale. Ha contribuito al dibattito pubblico e istituzionale sull’IA in Italia.
La tavola rotonda del pomeriggio allarga lo sguardo alle grandi sfide che ridisegneranno la competitività nei prossimi anni. Tre i filoni principali: le politiche regionali per l’innovazione industriale e il ruolo delle eccellenze della ricerca italiana; le opportunità dell’economia spaziale e le ricadute delle tecnologie aerospace sulle filiere produttive del territorio; la tenuta della transizione energetica di fronte alle turbolenze geopolitiche.
Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e Assessore allo Sviluppo Economico, porta all’assemblea la prospettiva di chi traduce le grandi sfide dell’innovazione in politiche industriali concrete. Interlocutore naturale per le imprese del territorio, è chiamato a ragionare sul ruolo della Regione come ponte tra eccellenza della ricerca e competitività internazionale delle PMI piacentine.
Astrofisica e divulgatrice scientifica, Edwige Pezzulli si occupa di buchi neri, cosmologia e fisica computazionale. È stata assegnista di ricerca presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
La sua presenza apre la riflessione su un tema spesso percepito come lontano dalla vita quotidiana e invece sempre più centrale per le filiere produttive: l’economia dello spazio.
Amministratore Delegato di MAIRE, multinazionale italiana dell’ingegneria e dell’energia con operazioni in oltre 45 Paesi, Alessandro Bernini è una delle figure di punta dell’industria italiana nello scenario globale. Piacentino d’origine, porta all’assemblea la voce di chi affronta ogni giorno le contraddizioni geopolitiche legate alla transizione energetica: come si tiene la rotta su una trasformazione di lungo periodo quando il vento geopolitico cambia direzione?
L’assemblea si è chiusa con le riflessioni del Presidente Nicola Parenti, con un intervento dedicato alle “scelte” che definiscono il futuro del territorio e del paese (La competitività di domani è la scelta di oggi).
Il discorso di Nicola Parenti, presidente provinciale di Confindustria Piacenza, ruota attorno a un messaggio centrale: il futuro si costruisce attraverso scelte coraggiose e concrete, non con l’immobilismo. Parenti sottolinea come Italia e territori locali abbiano spesso rallentato il proprio sviluppo dicendo “no” a infrastrutture, energia e innovazione, pagando oggi il prezzo di queste decisioni in termini di competitività, dipendenza energetica e crescita mancata.
“Abbiamo detto NO all’idroelettrico, no all’eolico, no alle biomasse. No anche al nucleare, che oggi è entrato nella tassonomia europea degli investimenti sostenibili. E ancora no alle semplificazioni sulle procedure per gli impianti elettrici. No dopo no, anno dopo anno. Ogni NO aveva le sue ragioni. Lo so. Lo capisco. Ma il conto di quei NO lo stiamo pagando adesso. E lo abbiamo pagato negli ultimi due decenni. Con le bollette, la dipendenza energetica. Con la competitività persa e con la mancata crescita“.
Viene evidenziata l’importanza di dire “sì” ai progetti strategici: dalle infrastrutture energetiche al TAP, fino alla proposta di una nuova stazione dell’alta velocità nell’area piacentina, vista come un’opportunità decisiva per attrarre investimenti, aumentare il PIL e rafforzare il territorio. Grande enfasi è posta sulla collaborazione tra associazioni, imprese, sindacati e istituzioni locali, considerate fondamentali per ottenere risultati concreti.
Un altro tema centrale è quello dei giovani e dell’innovazione. Parenti insiste sulla necessità di investire in formazione, ricerca, venture capital e dialogo tra scuole e imprese, valorizzando il talento delle nuove generazioni e accompagnandole nell’imprenditorialità e nell’uso delle nuove tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale.
Il presidente di Confindustria Piacenza critica inoltre la lentezza burocratica e politica italiana, giudicata incompatibile con i ritmi delle imprese e dei mercati globali. Per questo avanza richieste precise: semplificazione amministrativa, sostegno alle energie rinnovabili, realizzazione della diga in Val Nure, valorizzazione di Piacenza Expo e accelerazione dei processi decisionali pubblici.
In conclusione, Parenti difende il ruolo dell’industria come pilastro economico e sociale del territorio piacentino, avvertendo che la deindustrializzazione è un rischio reale. Il messaggio finale è che il futuro non arriva da solo: va costruito insieme, “scelta dopo scelta, sì dopo sì”.
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