Attualità

Coronavirus, la Regione chiede al governo un piano speciale per turismo, commercio e infrastrutture

“Il turismo è il settore maggiormente colpito dall’emergenza sanitaria legata al Coronavirus. Occorrono misure straordinarie per tutta la filiera, a partire da un Fondo nazionale di sostegno e da un piano strategico industriale per il rilancio del settore”. 

Così l’assessore regionale a Turismo e Commercio, Andrea Corsini, rilancia le richieste contenute nel documento condiviso da tutte le Regioni e presentato nei giorni scorsi al Governo dal presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

 “Per far fronte alla situazione incerta determinata dagli effetti del Coronavirus, servono interventi straordinari, investimenti pubblici e attenzione alle nostre relazioni con i Paesi esteri con cui dobbiamo operare per rilanciare il turismo ed essere pronti a ripartire nel momento in cui questa emergenza sarà superata”, sottolinea Corsini.

Per il rilancio del turismo, in particolare, oltre all’opportunità di introdurre, in condivisione tra Stato e Regioni, un piano strategico industriale, le Regioni stesse hanno proposto anche una serie di emendamenti da approvare in sede di conversione al decreto legge 9/2020 per rendere più efficaci le misure urgenti di sostegno del settore. 

Nel dettaglio, si chiede di estendere l’ambito di applicazione degli interventi (di cui all’art. 8 del decreto) a tutte le imprese che operano nella filiera turistico-culturale e che hanno risentito degli effetti negativi dell’emergenza. Quindi non solo alle imprese turistico-ricettive, agenzie di viaggio e tour operator già previste; ma anche al comparto termale e al settore fieristico, agli impianti sciistici, nautica da diporto, parchi tematici, siti museali, storici ed archeologici, a guide turistiche e esercizi pubblici e commerciali. 

Inoltre, la sospensione dei versamenti relativi a imposte e tasse va prorogata oltre al 30 aprile e fino al 30 settembre, mentre va introdotta la possibilità di rateizzare i pagamenti pregressi alla scadenza e occorre prevedere un accesso facilitato ai fondi di garanzia per le imprese della filiera turistica. 

Ancora più strategica la necessità di promozione del sistema Paese e, in particolare, delle comunità provate dall’emergenza del coronavirus. Per questo il documento delle Regioni chiede al Governo di avviare azioni integrate a livello nazionale ed internazionale attraverso Enit, l’Agenzia nazionale del Turismo; accompagnando la promo commercializzazione con un rafforzamento della programmazione di attività che riguardano i beni ambientali e culturali, le rassegne, i festival nelle zone più colpite dall’emergenza sanitaria. 

“Intanto, come Emilia-Romagna stiamo già lavorando a un piano di comunicazione straordinario che finanziamo con 1,5 milioni di euro; piano da far partire non appena sarà terminata l’emergenza sanitaria. Interesserà il mercato italiano con lo scopo di promuovere fin da subito il recupero della domanda interna; mentre per il mercato internazionale abbiamo già attivato una cabina di regia con altre Aziende di promozione turistica. E con la Commissione turismo nazionale stiamo ipotizzando anche altre misure sempre per stimolare la domanda interna come il credito d’imposta sulle spese che le famiglie sosterranno in vacanza per trasporto pubblico, alberghi, campeggi e ricettività in generale, ingressi nei musei e siti culturali”. 

Per quanto concerne il settore fieristico si ritiene necessario un piano straordinario ad hoc; sia diretto a favore dei quartieri e degli organizzatori, sia indiretto a favore dell’indotto. Alla Commissione europea andrà chiesta l’erogazione di contributi a fondo perduto per far fronte agli extra-costi che derivano dalla nuova calendarizzazione degli eventi; ma anche prestiti ponte a tasso zero, sostegno alla liquidità e voucher per i partecipanti. 

Infine, per tutta la filiera turistica sono fondamentali anche gli interventi già chiesti per il sostegno alle altre imprese; dagli investimenti nel digitale, al sostegno al reddito e alla salvaguardia dei posti di lavoro; il tutto con l’attivazione di cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori del comparto, allo sblocco delle procedure per l’avvio delle grandi infrastrutture.

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