Coronavirus, preoccupazione per le case di riposo. Baldini (Spi – Cigl): “A Piacenza la situazione regge, ma per un periodo importante sono mancati i presidi di sicurezza” – AUDIO

Coronavirus, preoccupazione per le case di riposo

Coronavirus, preoccupazione per le case di riposo. Baldini Spi – Cigl: “A Piacenza la situazione regge, ma per un periodo importante sono mancati per ospiti e operatori i presidi di sicurezza” – Il Segretario della sigla è intervenuto in diretta a Radio Sound.

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“La situazione nel nostro territorio è sicuramente migliore – spiega Luigi Baldini – rispetto al altre realtà della regione e della vicina Lombardia, però c’è allarme. In particolare per possibili casi di Covid 19 che non sarebbero stati censiti e denunciati“.

Le strette misure messe in atto – prosegue il Segretario di Spi – Cgil Piacenza – quindi il blocco dell’accesso dei parenti e altro, hanno favorito il contenimento della situazione nel piacentino. Invece non ha portato a una situazione di benessere migliore per gli anziani soprattutto una cosa. Il fatto che sono venuti a meno, per un periodo piuttosto importante, i presidi di sicurezza. Un fatto segnalato in molte strutture. Non serve fare differenza, ma voglio dare un’idea complessiva. Per ora la situazione è meno drammatica per il numero dei decessi rispetto alla situazione vissuta in Lombardia, però visti in nuovi contagi questi 15 giorni saranno cruciali“.

Coronavirus, preoccupazione per le case di riposo. AUDIO intervista

Isolamento e tensioni domestiche, un centinaio di interventi nel fine settimana

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Comunicato Stampa nazionale dei sindacati sulle casi di riposo

“Sono sempre più le case di riposo investite dal contagio Covid-19. Non possiamo più perdere tempo, bisogna fare presto: servono idonei dispositivi di protezione e strumenti adeguati per gli operatori, estendere al massimo l’utilizzo dei tamponi anche a queste strutture e chiuderle agli accessi dall’esterno, mettere in opera misure organizzative straordinarie che consentano di produrre una separazione reale e concreta tra ospiti colpiti dal virus e no e, infine, per gli ospiti ora isolati dalle proprie famiglie prevedere momenti di contatto da remoto”. Sono alcune delle proposte di Cgil, Fp Cgil e Spi Cgil contenute in una lettera inviata al Ministro delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e ai presidenti delle Regioni e di Anci, Stefano Bonaccini e Antonio Decaro, in merito allo stato in cui versano case di riposo e RSA alle prese con l’emergenza Coronavirus. 

“Abbiamo amaramente appreso dall’esperienza – si legge nella lettera – cosa stia significando arrivare impreparati alla lotta al virus nelle corsie e nei pronto soccorsi; non possiamo essere così impreparati anche fuori dagli ospedali, nelle case di riposo e nelle RSA. Sono sempre più case di riposo investite dal contagio Covid-19, un allarme che riguarda oltre 300 mila anziani ospitati in 7 mila strutture in tutta Italia. Una situazione molto pesante per gli ospiti e per chi opera in queste strutture, costretto ormai a lavorare in condizioni estreme, in termini di rischi, salute e sicurezza, orari e turnazioni”. Da qui le proposte dei sindacati perché, concludono, “le azioni messe in campo fino ad oggi non sono affatto sufficienti per affrontare questo grado di emergenza e gli scenari futuri. È necessario agire con la massima celerità. Ogni esitazione o distrazione in questo settore può condurre ad esiti tragici”.

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