Attualità

Nuova ordinanza del presidente Bonaccini, misure per il trasporto pubblico a tutela di utenti e lavoratori

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato una nuova ordinanza su misure anti-coronavirus.

Da un lato interviene in materia di trasporto pubblico, tutelando la salute degli utenti e dei lavoratori.

Dall’altro proroga fino al 3 aprile l’efficacia delle disposizioni di una ordinanza precedente e in scadenza oggi: la numero 35 del 14 marzo.
Fra i provvedimenti che aveva introdotto e che restano in vigore, la sospensione di tutte le attività che prevedono la somministrazione e il consumo sul posto di alimenti e quelle che prevedono l’asporto, compresi i take-away, cioè gli esercizi che preparano pasti da portare via, come ad esempio rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio.

Attività per le quali resta consentito solo il servizio di consegna presso il domicilio o la residenza del cliente, con la prescrizione, per chi organizza l’attività di consegna a domicilio – che sia lo stesso esercente o una piattaforma – del rispetto delle disposizioni igienico sanitarie.

Ancora, il fatto che restano consentite le attività di ristorazione all’interno di strutture ricettive quali, a titolo di esempio, alberghi, residenze alberghiere agriturismi per i clienti che vi soggiornano. Poi la chiusura al pubblico degli stabilimenti balneari e relative aree di pertinenza, con l’accesso consentito solo al personale impegnato in comprovate attività di cantiere e lavorative in corso, anche relative alle aree in concessione o di pertinenza.

Da segnalare anche la sospensione di qualunque erogazione di prestazioni programmabili e non urgenti da parte delle strutture del sistema sanitario privato, anch’essa confermata.

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Le misure sul trasporto pubblico

Servizio ferroviario regionale

Non sono previste variazioni per i prossimi quattro giorni, fino al 29 marzo, rispetto a quanto previsto dall’ordinanza numero 39 del 16 marzo scorso sulla riduzione dei servizi di treni e bus.

Autobus

Dal 30 marzo, e sempre fino al 3 aprile, la programmazione del servizio ferroviario regionale vedrà ulteriori riduzioni, secondo un programma proposto dall’operatore ferroviario e condiviso con la Regione. Di massima, dovrà essere garantito il servizio nell’arco temporale giornaliero e dovranno essere soddisfatte le esigenze di spostamento dei lavoratori negli orari di maggior afflusso, oltre all’accessibilità ai turnisti e a coloro che operano in attività ritenute essenziali dalle disposizioni vigenti. La programmazione prevederà un servizio con cadenza almeno bioraria ad eccezione della fascia mattutina dalle 9 alle 12 nella quale il servizio sarà sospeso per garantire le operazioni di manutenzione della linea, tutelando le condizioni di salubrità e sicurezza per i lavoratori dei soggetti gestori dell’infrastruttura. Allo stesso tempo, dovrà essere mantenuta la continuità dell’esercizio e l’operatività degli impianti, sempre tutelando la salute dei lavoratori ed evitando la necessità di iniziative ancor più drastiche. Il servizio verrà costantemente monitorato e il gestore dovrà effettuare la massima informazione possibile sui nuovi orari del servizio.

Vengono confermate le disposizioni previste nell’ordinanza del 16 marzo. Così come per le province di Piacenza e Rimini quanto previsto dall’ordinanza di ieri, 24 marzo (riprogrammazione temporanea del servizio con eventuale soppressione delle corse o rimodulazione degli orari, garantendo i livelli essenziali di mobilità pubblica). Confermate anche le modalità di accesso ai mezzi: salita dalla porta posteriore e a bordo la distanza di sicurezza.

Taxi e Noleggio con conducente

Anche in questo caso, si conferma quanto definito dall’ordinanza del 16 marzo, con la raccomandazione agli Enti Locali di rimodulare l’offerta di servizio, sentite anche le organizzazioni di categoria, prevedendo riduzioni e comunque garantendo i servizi minimi essenziali. Rispettando le modalità per la prevenzione del contagio degli operatori e degli utenti, taxi e NCC possono essere utilizzati anche per la consegna a domicilio di beni di prima necessità. In questo caso, i Comuni, nell’ambito della propria competenza, possono definire le modalità operative e le tariffe di accesso del servizio o estendere le modalità operative e le tariffe applicate al trasporto delle persone.

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