“Corruzione in atti giudiziari”, indagato l’imprenditore piacentino Sergio Giglio

La Guardia di Finanza ha perquisito ieri, lunedì 23 ottobre, le abitazioni e gli uffici del magistrato del Consiglio di Stato, Nicola Russo, e degli imprenditore Ezio Bigotti e Sergio Giglio coinvolti in una indagine della Procura di Roma nella quale viene contestato loro il reato di corruzione in atti giudiziari. Nel procedimento coinvolti anche il padre di Russo, l’avvocato Orazio Russo e l’avvocato Piero Amara. L’atto istruttorio è stato svolto dai finanzieri del Gico.

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Secondo l’accusa formulata, gli imprenditori avrebbero pagato una tangente a Orazio Russo che nella qualità di presidente di un collegio arbitrale avrebbe potuto favorirli. A fare da intermediario tra la famiglia Russo e i due imprenditori l’avvocato Amara.

Recita così il capo di imputazione: “Gli imprenditori Ezio Bigotti e Sergio Giglio in accordo in accordo con l’avvocato Piero Amara che agiva da intermediario, davano indicazione perché fosse nominato presidente della commissione arbitrale – nella controversia che vedeva contrapposte Antas Srl e Sti Spa (riferibili a Bigotti e Giglio) e che prevedeva una retribuzione pari a 200 mila euro per arbitro – Orazio Russo, padre di Nicola, perché costui, Consigliere di Stato che componeva i collegi in relazione a controversie giurisdizionali amministrative che vedevano coinvolti soggetti giuridici appartenenti a entrambi i gruppi, svolgesse la sua funzione, nelle citate controversie, in favore delle società medesime”. (Fonte Lastampa.it)

In un’intervista rilasciata ad alcuni organi di stampa, l’avvocato difensore di Giglio, Roberto Rovero, ha definito l’imprenditore piacentino estraneo ai fatti.

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