Nella giornata di mercoledì 3 febbraio u.s. il Gruppo Realco, storica cooperativa della distribuzione con sede a Reggio Emilia e tra i soci fondatori del marchio Sigma, già da tempo alle prese con una pesante crisi finanziaria, ha depositato istanza di concordato preventivo presso il Tribunale di Bologna. Lo segnalano Cgil, Cisl e Uil.
Questa vertenza, considerato il numero delle imprese associate e dei rispettivi dipendenti – la rete complessiva conta infatti circa 120 punti vendita in Emilia Romagna e 5 fuori regione, a insegna Sigma, Ecu ed Economy – rischia di diventare la più critica tra le tantissime che stiamo gestendo nella nostra Regione.
E’ stata avviata su sollecitazione delle organizzazioni sindacali la richiesta di cassa integrazione, e per la quale si sta attendendo convocazione ministeriale, per i circa 400 dipendenti delle società del gruppo a gestione diretta – Gedis Srl, Appennino Discount Srl e Ipermonteccio Srl – mentre una precedente cassa integrazione era stata già aperta in data 01/11/2025 per i 94 dipendenti della sede centrale di Reggio Emilia.
L’incognita su cui è necessario lavorare è quella del futuro del Gruppo per cui auspichiamo che venga al più presto nominato il Commissario giudiziale da parte del Tribunale di Bologna, anche in virtù del fatto che, come già emerso nel corso dell’ultimo incontro sindacale tra le parti, già dalla prossima settimana le lavoratrici ed i lavoratori si troveranno nella drammatica condizione di non vedersi accreditato lo stipendio alla normale scadenza e di dover attendere l’autorizzazione al pagamento da parte del Commissario.
La crisi del Gruppo rischia inoltre gravi ricadute per i dipendenti dei tanti punti vendita associati, ma non a gestione diretta, così come per i dipendenti della società Flexilog a cui il Gruppo Realco ha appaltato la logistica. Siamo a conoscenza del fatto che sono in corso interlocuzioni con alcune grandi imprese delle distribuzione commerciale ma auspichiamo arrivi a brevissimo una proposta di acquisto per tutte le attività del gruppo – punti vendita, magazzini, sede amministrativa – scongiurando il pericolo “spezzatino” e garantendo continuità occupazionale alle lavoratrici e ai lavoratori che stiamo incontrando in questi giorni nelle assemblee sindacali. Inoltre, sempre nel corso delle assemblee si stanno valutando eventuali iniziative di protesta da mettere in campo al fine di denunciare pubblicamente le criticità che queste lavoratrici e questi lavoratori stanno attraversando.
Benché con il fiato sospeso per l’incertezza del loro futuro lavorativo infatti tutti i dipendenti stanno continuando a prestare coscienziosamente la loro opera per tenere aperti e in ordine negozi semi vuoti e mantenere il rapporto con i clienti a causa delle difficoltà di approvvigionamento delle merci. Nelle prossime ore invieremo richiesta unitaria, congiuntamente alle categorie che seguono le lavoratrici e i lavoratori della logistica, per una nuova convocazione del tavolo istituzionale già aperto dalla Regione Emilia Romagna per la gestione di questa grave vertenza che, complessivamente (dipendenti diretti, dipendenti aziende associate, dipendenti logistica), mette a rischio il futuro di oltre 1500 persone.
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