Attualità

Limitazioni ai diesel euro 5 e potenziamento per il trasporto pubblico, dalla Regione via al piano dell’aria

Ridurre le emissioni di inquinanti. Intervenire simultaneamente su trasporti, combustione di biomasse, agricoltura, ma anche sull’industria, e farlo sia su scala estesa (di Bacino padano e nazionale) che locale. E prevenire gli episodi di inquinamento acuto, riducendo i picchi locali.

Questi, in sintesi, gli obiettivi strategici del Piano aria integrato regionale – Pair 2030. Piano che può contare su risorse pari a 154,6 milioni di euro, 64 dei quali verranno impiegati nel primo triennio.

Dopo un lungo e articolato percorso di confronto con moltissimi interlocutori, oggi il Pair è stato adottato in Giunta. Ora inizia un percorso che porterà il Piano alla discussione in Aula nell’ambito della Assemblea legislativa.

Le risorse

“Il nostro Piano parte, per la prima volta, con una dotazione di risors che saranno ulteriormente incrementate con altre fonti di finanziamento” Lo ha spiegato Irene Priolo, vicepresidente con delega all’Ambiente. Non solo. “Non dimentichiamo che si potranno evitare costi conseguenti all’inquinamento atmosferico, grazie alle riduzioni emissive previste. Parliamo, questa la nostra stima, di 643 milioni di euro di costi evitati, di cui 637,5 solo per gli aspetti sanitari. Sicuramente- ha aggiunto la vicepresidente- le misure messe in campo negli anni scorsi con il precedente Piano hanno contributo a migliorare la situazione dell’inquinamento atmosferico, ma non basta, perché l’aria del bacino Padano resta un problema reale”.

“Ora- ha concluso Priolo- proponiamo un Piano che non pone unicamente delle restrizioni, ma offre soprattutto delle opportunità, a partire da quello dell’innovazione del sistema produttivo fino al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Ma questi risultati si potranno raggiungere solo se, insieme, istituzioni, cittadini e imprese andranno nella stessa direzione”.

Le misure previste dal Piano

Una grossa novità riguarda i Comuni coinvolti: nel Piano precedente erano 33, fra cui tutti i capoluoghi di provincia, nel nuovo Piano saranno 207 (Bologna e agglomerato, Appennino, Pianura Ovest e Pianura Est), confermando quindi l’estensione dell’ambito di intervento introdotta con le misure straordinarie del 2021.

La Regione ha individuato 8 ambiti d’intervento prioritari per il raggiungimento degli obiettivi della qualità dell’aria. Di questi, 5 sono tematici (ambito urbano e zone di pianura, trasporti, energia e biomasse, attività produttive) e 3 trasversali.

Nelle città si lavorerà per ridurre i flussi di traffico, promuovendo la mobilità ciclistica e sostenibile e l’intermodalità, con nuovi bandi “Bike to work” e incentivi all’acquisto di biciclette, cargo-bike e motocicli elettrici.

A partire dal 1° ottobre 2025, come già previsto nel precedente Piano dell’aria, nei comuni con popolazione superiore a 30mila abitanti, dell’agglomerato di Bologna e in quelli che avevano già aderito volontariamente al precedente Piano, entreranno in vigore le limitazioni ai diesel euro 5. In tutti gli altri, entreranno in vigore dal 1° ottobre 2023 le limitazioni relative agli euro 4. Il PAIR 2030 prevede, inoltre, la possibilità di utilizzare il servizio Move-in, una misura al contempo ecologica e di equità sociale per chi non può permettersi di cambiare il veicolo soggetto alle limitazioni.

Verrà ulteriormente potenziato il trasporto pubblico sia su gomma che su ferro. Verrà rinnovato il parco autobus. Sarà confermata l’integrazione tariffaria per gli abbonamenti Salta su e Mi muovo, ma anche gli incentivi per lo spostamento del trasporto merci su ferro.

Ambito energetico

Per quanto riguarda l’ambito energetico, il nuovo Piano prevede ancora incentivi per la sostituzione delle vecchie stufe con impianti di ultima generazione e la conferma, ora strutturale nelle zone di pianura, del limite delle temperature fino a un massimo di 19°C in casa, ufficio, luoghi di ricreazione, associazioni, luoghi di culto (sono esclusi ospedali e case di cura). Saranno 17 invece i gradi consentiti nel commercio e nell’industria.

Il Piano regolamenta anche l’installazione e l’utilizzo degli impianti a biomassa per il riscaldamento domestico nelle zone di pianura. Il tutto prevedendo limitazioni progressive in funzione della classificazione emissiva degli impianti.

Il mondo produttivo

Per il mondo produttivo l’obiettivo è quello della riqualificazione progressiva delle tecniche adottate nelle aziende e di una riduzione delle emissioni. Obiettivo da raggiungere promuovendo anche accordi d’area o territoriali.

Infine, per agricoltura e zootecnia, sono previsti bandi di finanziamento per la copertura delle vasche, l’efficienza degli stoccaggi e le tecniche di spandimento per liquami e fertilizzanti, ma anche l’obbligo di interramento degli effluenti zootecnici entro le 12 ore dallo spandimento, oltreché l’obbligo di copertura di vasche e lagoni di stoccaggio a partire dal 1° gennaio del 2030.

A partire dal 1° gennaio 2026, nelle zone Pianura ovest, est e agglomerato, ci sarà l’obbligo di incorporare nel terreno i fertilizzanti a base di urea nel più breve tempo possibile. Comunque, entro le 24 ore successive allo spandimento.

Sono confermate le misure emergenziali, già introdotte nel 2021. Misure che si attivano sulla base di un meccanismo previsionale volto a evitare il più possibile il verificarsi dei superamenti del valore limite giornaliero di PM10.

Il Piano prevede inoltre che i Comuni, nel momento in cui vengano raggiunti, in una delle stazioni di monitoraggio collocate sul proprio territorio, i 25 superamenti del valore limite giornaliero di PM10, intervengano con misure aggiuntive a livello locale sulle principali sorgenti emissive.
A queste azioni se ne affiancano poi altre per la sostenibilità ambientale degli enti pubblici e per la comunicazione, educazione e formazione.

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