Attualità

Dalle politiche sugli antibiotici alla prevenzione dell’HIV: il nuovo ruolo strategico delle Malattie infettive

Obiettivi raggiunti e altri sempre più vicini, una squadra che cresce in professionalità, adeguatezza delle risposte e spirito di collaborazione; sfide cliniche e di sanità pubblica sempre più complesse, a cui rispondere con appropriatezza delle cure e prevenzione.

Non sono ancora due le candeline che Filippo Trapani spegne come direttore di Malattie infettive, ma è già significativo il lavoro svolto dentro e fuori da un reparto che è diventato sempre più strategico per la sanità pubblica.

Classe 1981, formatosi all’Università di Bologna, il professionista ha maturato la propria esperienza al Policlinico Sant’Orsola e all’Istituto di Montecatone, confrontandosi con contesti ad alta complessità clinica: dalla gestione dei pazienti critici alle infezioni da batteri multiresistenti. Un bagaglio di competenze che ha messo a servizio dell’Azienda di Piacenza garantendo continuità organizzativa e professionale.

Uno dei primi interventi attuati ha riguardato l’organizzazione interna del personale dell’unità operativa. “L’obiettivo – sottolinea – non era stravolgere un sistema che già funzionava, ma migliorarne le risposte in termini di continuità assistenziale e rendere più efficiente il lavoro quotidiano. Da questo percorso sono nate alcune mini-équipe funzionali, dedicate rispettivamente alla gestione del reparto, degli ambulatori e delle consulenze. Gruppi distinti ma strettamente interconnessi, che operano in modo coordinato e solidale, supportandosi nei momenti di maggiore complessità. Un modello che rafforza lo spirito di squadra, garantisce risposte più tempestive e appropriate ai bisogni dei pazienti e favorisce una collaborazione sempre più strutturata con gli altri reparti ospedalieri”.

Antibiotici: appropriatezza e personalizzazione della cura

Tra gli obiettivi strategici affidati al dottor Trapani rientra la gestione e l’evoluzione delle politiche di antimicrobial stewardship, ovvero la gestione responsabile degli antimicrobici che prevede strategie, interventi e politiche volte a garantire l’uso appropriato, efficace e sicuro degli antibiotici e degli altri antimicrobici;  tema chiave per l’Azienda, che ha affidato al professionista il coordinamento del gruppo aziendale dedicato.

“Il fine ultimo e principale – spiega – è prescrivere la terapia più efficace al singolo paziente: la personalizzazione della cura, anche nei tempi e nella durata della somministrazione, è la chiave per ridurre significativamente il rischio di microrganismi resistenti. A questo scopo stiamo procedendo con un lavoro multidisciplinare, che coinvolge Farmacia ospedaliera e territoriale, Microbiologia, Igiene ospedaliera e numerose specialità cliniche, dalla Terapia intensiva all’Ematologia, per garantire l’utilizzo appropriato del farmaco corretto, attraverso un approccio terapeutico personalizzato che ne massimizzi l’efficacia e impatti positivamente sull’ecologia microbica dell’intero sistema sanitario”.

I risultati di questo approccio multidisciplinare sono concreti: una riduzione di circa il 25% della spesa per antibiotici ed antifungini, pari a quasi 250 mila euro, ottenuta senza compromettere l’efficacia delle cure.

Particolare attenzione è stata rivolta anche al territorio. Nel 2024 Piacenza risultava tra le realtà regionali con il più elevato consumo di antibiotici; nel giro di pochi mesi, grazie alla farmacia territoriale ed alla collaborazione con gli specialisti infettivologi il trend è stato invertito. Nel prossimo futuro le Malattie infettive saranno sempre più un servizio di supporto trasversale, in particolare nella gestione della terapia antimicrobica, rivolto a tutte le tipologie di pazienti. Questo approccio consentirà di costruire percorsi multidisciplinari condivisi, ottimizzando il trattamento e rafforzando la collaborazione con i professionisti operanti sul territorio a supporto delle scelte terapeutiche.

HIV: cura, prevenzione e innovazione terapeutica

Resta alta anche l’attenzione sul trattamento e sulla prevenzione dell’HIV, che rappresentano una componente centrale dell’attività del reparto. Dopo l’aumento delle nuove diagnosi registrato nel 2024, nel 2025 l’incidenza è tornata su valori più in linea con quelli degli anni precedenti; si tratta tuttavia di un dato che richiede un monitoraggio costante.

“Oggi l’HIV, con una diagnosi precoce, è una patologia cronica controllabile – evidenzia Trapani in questo contesto è anche responsabile aziendale della rete Mister – Malattie infettive sessualmente trasmissibili Emilia-Romagna – I giovani tendono a intercettare l’infezione nelle fasi iniziali, mentre nelle fasce di età più avanzate persistono diagnosi tardive, spesso già in fase di malattia avanzata; questo fenomeno è legato ad una diversa percezione del rischio, maggiormente presente nei giovani. Accanto alle strategie di prevenzione tradizionali assumono un ruolo sempre più rilevante la profilassi post-esposizione (PEP) e la profilassi pre-esposizione (PrEP). In questo contesto l’obiettivo è duplice: promuovere comportamenti responsabili e virtuosi e rafforzare la diffusione e l’accesso alle misure di prevenzione disponibili. Avviare tempestivamente la terapia significa interrompere la trasmissibilità del virus e garantire un’aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione generale. Lo sguardo è infine rivolto all’innovazione farmacologica: sono già disponibili terapie iniettabili a lunga durata e, nei prossimi anni, potrebbero affermarsi soluzioni con copertura annuale”.

Sfide sempre più complesse per la sanità pubblica

Guardando ai prossimi mesi, le priorità individuate dal dottor Trapani riguardano il potenziamento degli strumenti informatici per il contrasto all’antimicrobico-resistenza e l’avvio di progetti in ottica One Health, con il coinvolgimento dell’Istituto zooprofilattico e dei servizi veterinari.

“Le malattie infettive impongono uno sguardo costantemente attento: monitoraggio, prevenzione e capacità di intercettare nuove minacce – conclude – ma anche un forte investimento culturale sulla popolazione, che deve essere consapevole del fatto che un trattamento antibiotico inutile ed inappropriato si può tradurre nella selezione di batteri resistenti sulla singola persona e di conseguenza sul resto della popolazione. L’uso appropriato degli antibiotici e la consapevolezza dei comportamenti a rischio sono parte integrante della risposta sanitaria”.

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