La Dott.sa Daniela Aschieri, primario del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Castel San Giovanni è intervenuta in diretta ai microfoni di Radio Sound, spiegando la situazione attuale che stanno vivendo in ospedale e rispondendo ad alcune domande pervenute in redazione tramite WhatsApp.
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Una delle caratteristiche peggiori di questa patologia è la necessaria distanza tra il paziente e i familiari, che non possono entrare in contatto. Lo conferma la dottoressa Daniela Aschieri.
“Affrontare questo argomento è molto difficile. Un medico si abitua alla morte, ma in questa patologia esiste un lato umano che prova tutti. Il parente non può entrare, il paziente ci vede con divise insolite, tutte uguali. Quando sorridi al paziente, lui non vede perché hai la mascherina. Anche per questo abbiamo adottato i tablet”.
“E’ struggente. Per ora la stiamo sperimentando perché comunque è un lavoro in più che i pochi operatori sanitari devono aggiungere alle proprie mansioni. Chiediamo di non donare tablet all’Ausl perché altrimenti sarebbe un disastro: dobbiamo fornire tablet ai sanitari solo se si possono utilizzare. Ieri abbiamo iniziato i test, ma lo strumento serve nel momento in cui lo possiamo utilizzare. E’ evidente, ripeto, che però si tratta di un lavoro in più anche se sembra poco: l’operatore deve vestirsi, attendere la chiamata, stare col paziente in quei momenti”.
Aschieri: “La cura specifica contro il coronavirus, oggi non c’è”
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