Da una parte l’azione a tutela del decoro degli spazi pubblici, monumentali e di interesse storico-culturale della città, dall’altra la semplificazione degli iter autorizzativi per la collocazione di dehor e altre installazioni provvisorie da parte di esercizi commerciali, bar e ristoranti, nonché per le attività artigianali specializzate nella preparazione di prodotti destinati al consumo diretto.
A combinare questi due obiettivi è l’accordo tra Amministrazione comunale e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Parma e Piacenza, sottoscritto questa mattina in Municipio dalla sindaca Katia Tarasconi e dalla Soprintendente Maria Luisa Laddago, alla presenza degli assessori Adriana Fantini e Simone Fornasari, del funzionario della Soprintendenza Cristian Prati, responsabile dell’Area Paesaggio e delle associazioni di categoria del Commercio.
Requisito fondamentale per lo snellimento delle procedure amministrative, il rispetto delle linee guida approvate dalla Giunta nei giorni scorsi, con riferimento ad alcuni documenti fondamentali: l’Abaco delle soluzioni – che individua le tipologie di arredi e complementi utilizzabili sul territorio comunale, con le relative gamme cromatiche – e il Progetto Unico, che tra le possibili combinazioni seleziona quella compatibile con il contesto storico di particolare interesse.
A delimitare le varie zone e definirne i requisiti, la cartografia inserita nell’Abaco, che distingue quattro diverse aree urbane: centro storico di eccezionale valore (vie identificate da una tonalità rosso scuro); centro storico di maggior interesse, segnalato dal colore rosso; centro storico, che corrisponde all’intera area urbana entro le mura; assi commerciali al di fuori delle mura
Per tutte le richieste che siano adeguate ai criteri dell’Abaco o del Progetto Unico, non sarà necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza per le occupazioni di suolo pubblico relative a un sistema di arredi di base – tavoli, sgabelli, sedie, poltroncine, panche, ombrelloni e apparecchiature tecnologiche – purché non comportino opere di infissione e ancoraggio al suolo, fondazione o manomissione di pavimentazioni e muri.
Spetterà al Comune il rilascio, nel più breve tempo possibile, dei permessi di competenza, nonché garantire l’applicazione di tutte le prescrizioni tecniche.
Sempre nel rispetto delle linee guida comunali e in conformità al Progetto Unico, l’autorizzazione della Soprintendenza non è necessaria per la posa di fioriere.
Lo stesso vale per l’installazione di strutture coperte, che devono essere però collocate in aree esterne al centro storico di eccezionale valore.
In entrambi i casi, non devono essere eseguite opere di fondazione e manomissione delle pavimentazioni.
“Cito un concetto fondamentale dai principi generali delle linee guida”, sottolinea la sindaca Katia Tarasconi: “Lo spazio pubblico è un bene comune il cui valore non è solo estetico, ma anche sociale, culturale ed economico. In questo senso, anche gli elementi di arredo dei plateatici devono contribuire a generare bellezza, inserendosi non in modo invasivo, ma con armonia, nel contesto circostante. L’accordo che formalizziamo oggi con la Soprintendenza, che ringrazio per la sensibilità e la preziosa collaborazione, è importante non solo per i suoi effetti, ma anche come segno ulteriore dell’impegno congiunto tra pubblico e privato per tutelare il decoro urbano, il patrimonio artistico e culturale della città. La chiave è la condivisione di intenti, ma anche la reciprocità: gli esercenti e i titolari delle attività interessate aderiscono a un patto per la bellezza, se così possiamo dire, vedendo riconosciuta la loro attenzione attraverso l’alleggerimento delle pratiche amministrative. Chi ne beneficia, sotto ogni profilo, è la collettività”.
“Un aspetto prioritario per l’Amministrazione – aggiunge l’assessora all’Urbanistica Adriana Fantini – riguarda il fatto che il decoro non è solo una questione estetica, ma abbraccia necessariamente il tema dell’accessibilità. Le linee guida fissano un passaggio libero di almeno un metro e mezzo, anche sotto i portici, perché una città bella è in primo luogo una città che tutti possono attraversare, a partire dalle persone con mobilità ridotta o che spingono un passeggino”.
“Le regole costruite insieme alla Soprintendenza – rimarca l’assessore al Commercio e Marketing Territoriale – vanno nella direzione univoca di tutelare il patrimonio e, grazie alla semplificazione degli iter, facilitare il lavoro degli esercenti sia sotto il profilo burocratico, sia dal punto di vista economico, eliminando gli eventuali costi delle pratiche tecniche necessarie per interfacciarsi con la Soprintendenza. Così si favorisce il dialogo tra tessuto commerciale e culturale e promuovendo, nel rispetto della sua storia e delle sue aree monumentali, la rivitalizzazione della città “.
L’Abaco, il Progetto Unico e la cartografia che individua le diverse zone, già consultabili nella sezione Amministrazione Trasparente del sito Internet comunale, saranno disponibili a breve, completati alcuni passaggi tecnici, in una pagina web dedicata.
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