Ucciso con un solo colpo, esploso da un’arma di grosso calibro. E’ quanto emerge dall’autopsia eseguita sul cadavere del 30enne di origini marocchine trovato senza vita nei pressi di Lugagnano lo scorso 28 aprile. Autopsia eseguita dall’Istituto di Medicina Legale di Pavia. Il colpo letale ha raggiunto la vittima nella zona del ventre: il comportamento del proiettile lascerebbe pensare a un’arma di grosso calibro, forse addirittura un fucile.
Nel frattempo le indagini proseguono. I carabinieri stanno focalizzando la propria attenzione nell’ambiente dello spaccio di droga. Il cadavere è stato rinvenuto in una zona isolata tra Lugagnano e la frazione di Tabiano, lungo una strada comunale poco battuta: proprio quell’area sarebbe diventata luogo di spaccio, circostanza che lascerebbe pensare a un delitto maturato proprio in quell’ambiente.
Nelle tasche della vittima, i carabinieri hanno trovato quattro telefoni cellulari: dall’analisi di questi apparecchi potrebbero emergere informazioni importanti.
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