Denunciò i maltrattamenti all’asilo Farnesiana, educatrice trasferita: “E’ una ritorsione”

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Maltrattamenti asilo

Aveva denunciato i maltrattamenti all’asilo Farnesiana, trasferita. E’ quanto accaduto a Rosanna Di Simone, l’educatrice che segnalò gli atteggiamenti delle due colleghe, solite adottare comportamenti violenti e scomposti nei confronti dei bimbi a loro affidati.

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Le due insegnanti di 53 e 30 anni erano state arrestate per maltrattamenti nei confronti di alcuni bimbi iscritti all’asilo Farnesiana dove le due donne lavoravano. Il gip Giuseppe Bersani aveva convalidato l’arresto lo scorso 29 maggio, ma allo stesso tempo aveva disposto per entrambe la scarcerazione.

I comportamenti che hanno portato all’arresto delle due donne erano stati documentati mediante telecamere nascoste installate dai carabinieri all’interno dell’aula dove le imputate avevano l’incarico di sorvegliare e assistere una quindicina di bambini di età compresa tra i 12 e i 18 mesi.

Ebbene le indagini partirono dalla segnalazione di un’altra educatrice, appunto Rosanna, che oggi lamenta di essere stata trasferita in una struttura di Rivergaro: un provvedimento che secondo il legale della donna suona come una ritorsione. Senza contare che l’educatrice, residente a Piacenza, non possiede nemmeno la patente.

Sull’argomento intervengono anche Luigi Rabuffi, consigliere comunale per la lista Piacenza in Comune, e Rifondazione Comunista.

“Il 25 maggio 2017, a Piacenza, due educatrici dell’asilo “Farnesiana” vengono arrestate in flagranza di reato dai carabinieri della Stazione di Levante. L’accusa è grave: si parla di maltrattamenti agiti sui bimbi loro affidati. La vicenda appare subito complessa e le indagini procedono a ritmo serrato. Nel corso dei giorni seguenti, la cittadinanza apprende, sgomenta, che già alcune segnalazioni sarebbero state effettuate dai genitori di bimbi frequentanti lo stesso nido, ma che, apparentemente, queste segnalazioni non avrebbero sortito alcuna conseguenza. L’arresto delle due educatrici, e le precedenti indagini, sono state rese possibili dalla denuncia di una coraggiosa collega, dipendente della stessa Cooperativa. A parere di molti cittadini, questa coraggiosa lavoratrice avrebbe dovuto venire premiata sia dalla Cooperativa presso cui presta servizio, per avere consentito di mettere fine ad una situazione di una tale gravità, sia dalle Istituzioni, per avere messo in atto un comportamento caratterizzato da un alto senso civico. Invece, sul quotidiano “Libertà”, appare la notizia che nessuno di noi avrebbe mai desiderato leggere e che purtroppo avevamo in qualche modo annunciato lo scorso 3 giugno in un intervento a firma dell’allora
candidato Sindaco di Piacenza in Comune, Luigi Rabuffi. L’ausiliaria che ha sporto denuncia contro le due educatrici, Rosanna Di Simone, denuncia di avere subito il trasferimento in una struttura a Rivergaro, accessibile solo grazie all’automobile, ma la signora non ha la patente. Secondo il parere del legale della lavoratrice, l’avvocato David Santi, si tratta di un “trasferimento ritorsivo”. Ed è realmente difficile credere ad una coincidenza. Toccherà ancora una volta ai giudici fare chiarezza su questa vicenda. A noi, non rimane che esprimere la nostra piena solidarietà a questa
coraggiosa lavoratrice, che decidendo di non “voltarsi dall’altra parte” ed esponendosi in prima persona, ha posto fine a maltrattamenti così intensi da costringere i Carabinieri un intervento urgente. Esprimiamo solidarietà ad una persona che ha deciso di mettere in repentaglio la propria rassicurante quotidianità per mettere in atto ciò che è giusto e che ha consentito a tanti bambini la cessazione di un incubo. Siamo certi che le cittadine ed i cittadini di Piacenza vorranno, come noi, esprimere la loro ammirazione e la loro vicinanza a questa donna
esemplare”.

La Segreteria del Circolo Cittadino
del Partito della Rifondazione Comunista
“Rosa Luxemburg”

Il Consigliere Comunale di
Piacenza in Comune
Luigi Rabuffi

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