Attualità

Educare con cervello, alla Cattolica le neuroscienze dello sviluppo dialogano con la pedagogia dell’infanzia

C’è un momento, nei primissimi mesi di vita, in cui tutto avviene in modo simultaneo e inseparabile: un bambino muove la mano, sente il contatto di una pelle, incontra uno sguardo. In quell’istante si intrecciano movimento, emozione e pensiero, e il cervello costruisce se stesso attraverso la relazione. Su questo terreno si gioca una delle sfide più affascinanti della pedagogia contemporanea: capire come le prime interazioni plasmino lo sviluppo cerebrale, e trarne indicazioni concrete per chi educa.

È attorno a questo interrogativo che si costruisce il seminario Educare con cervello, in programma martedì 10 marzo 2026 presso il Centro Congressi “G. Mazzocchi” dell’Università Cattolica, in Via Emilia Parmense 84 a Piacenza, dalle 17.00 alle 19.00. A guidare la riflessione sarà la professoressa Cinzia Di Dio, docente di Fondamenti di neuroscienze dello sviluppo all’Università Cattolica di Milano e autrice del volume Psicologia del sistema motorio. Relazione, sviluppo, educazione (Vita e Pensiero).

I lavori saranno introdotti dalla professoressa Elisabetta Musi, docente di Pedagogia dell’infanzia nella sede piacentina. A concludere il pomeriggio, la dottoressa Laura Sesenna, pedagogista nei servizi educativi per la prima infanzia, e la dottoressa Eleonora Negri, insegnante di scuola primaria specializzata in attività motoria e neurodivergenze.

La relazione tra neuroscienze ed educazione non è una moda intellettuale: è un campo interdisciplinare che sta producendo strumenti concreti per insegnanti ed educatori. Le scoperte sul sistema motorio, sulle basi neurali dell’empatia, sui ritmi di sviluppo del cervello nei primi anni di vita stanno cambiando lentamente, ma in modo sostanziale, il modo in cui pensiamo la cura e l’apprendimento. Il corpo non è solo il veicolo con cui passiamo nel mondo: è il luogo in cui si forma il pensiero. Capire questo significa riconoscere quanto la qualità delle prime relazioni conti, quanto il movimento, spesso sacrificato nei programmi scolastici, sia invece un alleato irrinunciabile dell’apprendimento.

Il seminario si propone come spazio aperto, non soltanto accademico: la presenza di professionisti che lavorano ogni giorno nei nidi e nelle classi è un segnale preciso. L’obiettivo non è trasferire teorie dall’alto, ma costruire un dialogo tra sapere scientifico ed esperienza educativa viva. Ingresso libero.

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