“Educatori di Strada” a Carpaneto, il Sindaco Arfani: “Iniziato il ciclo di serate nei punti di ritrovo dei ragazzi, è importante ascoltarli“. Ne ha parlato il primo cittadino a Radio Sound.
Qualche mese fa era partito un progetto dedicato al sostegno alle famiglie e agli adolescenti, nell’ottica di una corretta crescita comune. Spesso, con l’arrivo dell’età giovanile, i ragazzi affrontano una fase delicata della propria vita, e hanno bisogno di essere accompagnati. Allo stesso tempo, le loro famiglie si trovano a dover affrontare situazioni nuove, per le quali necessitano consigli e sostegno.
Per questo, abbiamo avviato il Progetto Educatori di strada, con un ciclo di incontri rivolti alle famiglie e a chi si interfaccia con i ragazzi, per capirne le esigenze, e adottare le migliori soluzioni educative.
Ora, l’attività di rivolge ai ragazzi – spiega il Sindaco Andrea Arfani – infatti ha preso il via nell’ultimo fine settimana una serie di serate, dove gli educatori saranno presenti presso i punti di ritrovo dei ragazzi. In particolare per mettere a disposizione il loro tempo, per momenti di aggregazione e formazione.
Segnalando i punti di maggior ritrovo e criticità a noi e agli operatori.
E’ un ragazzo un po’ più grande, ma non troppe, dei giovani che incontra. Inoltre ha alle spalle una formazione di educatore che gli consente di poter ascoltare in un certo modo i ragazzi e dar loro delle risposte.
Saranno occasioni innanzitutto per stare insieme, nei posti preferiti dai ragazzi e con le attività più adatte a loro, ma allo stesso tempo una proposta per affrontare i temi più importanti, e aiutarli a crescere insieme. Anche grazie alla collaborazione delle Forze dell’ordine, vogliamo fare sì che il progetto si accompagni a una finalità di prevenzione e sicurezza.
L’Assessore alle Politiche per le famiglie Silvia Rapaccioli: “Se vogliamo offrire un concreto aiuto ai ragazzi per la loro educazione dobbiamo andare da loro. Hanno bisogno di essere ascoltati e seguiti. Il progetto va in questa direzione, per stare con i ragazzi, e sentire i loro bisogni, e su questi costruire consigli. La fragilità giovanile è spesso fonte di problemi, personali e sociali, che talvolta si ripercuotono su tutta la collettività, come è accaduto. Arriviamo da loro, per far stare meglio i ragazzi, e costruire cittadini futuri più consapevoli“.
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