Artù liberato dalla sua vita in catene, intervento delle guardie zoofile dell’Enpa

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Sono state le numerosissime segnalazioni dei cittadini di una frazione piacentina, impietositi dal vedere quel bellissimo e dolce pitbull costretto a una vita così misera. Il cane che chiameremo Artù, ha cercato anche di fuggire da quella agonia ed una notte è riuscito a liberarsi dalle catene, durante la sua fuga ha aggredito un cagnolino che passeggiava insieme alla sua padrona senza però provocare danni gravi, il compagno a 4 zampe è stato prontamente curato e dimesso dalla clinica veterinaria Farnesiana.

La fuga e le segnalazioni

È stata proprio quella fuga a scatenare la pioggia di segnalazioni che in due giorni hanno intasato la mail delle guardie dell’ENPA di Piacenza “ malgrado la fuga e l’aggressione Artù veniva dai  segnalanti – compresa la proprietaria del cane aggredito che ha difeso Artù da chi voleva bollarlo come cane da combattimento – descritto come un cane docile e affettuoso con le persone, ma costretto a vivere in una  prigione fatta di catena, collare a strozzo, senza nessun riparo dalle intemperie che fosse estate o inverno, nessuna carezza o gioco, sempre legato in uno spazio angusto”.

Il controllo presso l’abitazione

Così le Guardie procedono al controllo presso l’abitazione dei proprietari, trovando effettivamente il cane detenuto a una cortissima catena agganciata a un collare a strozzo che impediva al cane di fare non più che pochi passi prima di venire soffocato dal collare “Questo collare, detto anche collare a strangolo è abbastanza particolare, in molti Comuni – come Parma per esempio – è vietato, proprio perché l’uso sconsiderato danneggia gravemente l’animale.

In questo caso ogni volta che Artù cercava di fare un passo in più della lunghezza della catena il collare gli si stringeva attorno al collo provocando soffocamento, al nostro arrivo scodinzolava e cercava di venirci vicino per farsi accarezzare ma desisteva strangolato dal collare, descrive il Capo Nucleo dell’Enpa Michela Bravaccini, il cane non aveva riparo ne giaciglio, Artù era costretto a dormire sopra le sue stesse feci.

Eseguiti i rilievi e gli accertamenti del caso le Guardie hanno proceduto al Sequestro Penale del cane e alla relativa Denuncia del proprietario per maltrattamento – art 544 ter – e detenzione non compatibile con l’etologia dell’animale – 727 cp -. Sul posto è giunta anche la Polizia Locale di Piacenza chiamata in supporto dalle Guardie Enpa per tutelare la sicurezza delle stesse.  Al trasporto di Artù ha provveduto l’associazione Aisa, la documentazione è al vaglio della Procura della Repubblica.

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