Sono 18 le persone arrestate nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari o di appropriazione indebita. Di queste 15 sono finite in carcere e 3 agli arresti domiciliari.
Sono poi 11 le ordinanze di interdizione dalla professione dell’attività di imprenditore commerciale e amministratore di imprese commerciali per un anno e 51 i sequestri di beni mobili e immobili, finalizzati alla confisca, per una somma complessiva pari a circa 13 milioni di euro quale provento delle attività illecite.
Come detto sono 18 gli arresti scattati questa mattina nell’ambito dell’inchiesta del sostituto procuratore Roberta Panico della Dda di Brescia. L’operazione ha interessato le province di Brescia, Milano, Bergamo, Mantova, Lodi, Alessandria, Novara, Varese, Parma, Piacenza. Sono stati sequestrati 51 beni tra mobili e immobili, le quote societarie di quattro imprese, una villetta a Chiari nel Bresciano, quattro in provincia di Brescia, Milano e Bergamo, 7 autorimesse, un magazzino commerciale, due terreni in provincia di Brescia e 250 conti correnti in Italia.
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