Eventi a Piacenza

Concerto Evento in ricordo di Franco e Vittoria Groppi il 21 ottobre alla Galleria Alberoni

Va in scena alla Galleria Alberoni, mercoledì 21 ottobre alle ore 20.30, un concerto evento, a ingresso gratuito e senza prenotazione, promosso da Società dei Concerti di Piacenza, Opera Pia Alberoni e Fondazione Donatella Ronconi Enrica Prati, in ricordo di Franco e Vittoria Groppi, coniugi piacentini, tra i fondatori nel 1992 della Società dei Concerti di Piacenza, musicofili che con la loro munificenza hanno sostenuto giovani talenti musicali, dando loro ospitalità, opportunità di studi e concedendo in uso preziosi strumenti musicali di loro proprietà.

Il prezioso pianoforte della Galleria Alberoni, uno strumento Yamaha serie S fabbricato artigianalmente, è stato donato proprio da loro all’Opera Pia Alberoni nell’anno 2008, e da quel momento è stato suonato, con grande apprezzamento, da importanti musicisti italiani e internazionali.

Emanuela Piemonti e Mauro Loguercio 

due straordinari solisti per un concerto evento

Saliranno sul palco della Sala degli Arazzi due tra i più importanti solisti della scena musicale italiana e internazionale: il violinista Mauro Loguercio e la pianista Emanuela Piemonti, che vantano una carriera di altissimo livello, esibizioni nelle più prestigiose Sale concerto del mondo e incisioni con le etichette discografiche più significative. 

Clamoroso il successo ottenuto con la registrazione, in prima assoluta mondiale, della Nona Sinfonia di Beethoven nella trascrizione, per violino e pianoforte, di Hans Sitt (1850-1922), per la casa discografica Brilliant, che ha loro proposto di registrare l’integrale delle Sinfonie.

Loguercio e Piemonti stanno infatti affrontando il progetto “Beethoven 199” che prevede l’esecuzione e la registrazione integrale per l’etichetta Brilliant Classics delle sinfonie di Beethoven, attraverso le storiche trascrizioni per violino e pianoforte realizzate dal compositore e didatta ceco Hans Sitt tra Otto e Novecento.

Un’impresa filologica e visionaria che intende riportare le nove Sinfonie di Ludwig van Beethoven a una dimensione cameristica.

Ludvig van Beethoven alla Sala degli Arazzi

Le sinfonie n. 2 e n. 5 

Di grande interesse il programma musicale proposto alla Galleria Alberoni che vedrà i solisti eseguire la Sinfonia n. 2 re maggiore op 36 e la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67, nella trascrizione per violino e pianoforte di Hans Sitt (1850-1922).

Come scrive Alessandro Solbiati, Hans Sitt è stato una personalità̀ di estrema importanza nel passaggio tra ’800 e ’900: Grande violinista, di formazione e cultura a cavallo tra Ungheria, Boemia e Germania, ma ancor più grande didatta che ha formato molti dei grandi violinisti degli anni successivi, è stato un compositore notevolmente prolifico. 

Tra l’altro, mentre di solito i compositori-strumentisti si dedicarono soprattutto a produzioni cameristiche con al centro, un poco narcisisticamente, il proprio strumento, Sitt compose soprattutto per orchestra, dimostrando così una naturale attitudine alla scrittura per vaste compagini.

Se si legge il suo catalogo si rimane però stupefatti innanzitutto dall’enorme numero (e peso) delle sue trascrizioni dei più importanti repertori sinfonici ottocenteschi per l’organico di violino e pianoforte. 

Sitt trascrisse tutte (!) le nove Sinfonie di Beethoven, impresa già in sé ciclopica, ma

anche due di Haydn, una di Mozart, le due più̀ note di Schubert (Incompiuta e Nona), due di Mendelssohn e una di Schumann: si tratta di un lavoro di proporzioni inimmaginabili, se si pensa alla difficoltà di riportare all’organico di violino e pianoforte partiture di vaste proporzioni da ogni punto di vista e alle migliaia di scelte da effettuare battuta dopo battuta.

È proprio nell’organico che le trascrizioni di Sitt si differenziano da quelle che si facevano attorno a lui, dicendoci apertamente che il suo scopo era diverso da quello degli altri trascrittori.

I Solisti

Mauro Loguercio

“Solista di estrema chiarezza e profondità interpretativa”.

Così il noto critico Mario Bortolotto definisce il violinista Mauro Loguercio in una delle sue recensioni. Violinista capace dì un rapporto naturalissimo con lo strumento, Loguercio si è esibito come solista in sale prestigiose, quali, fra le altre, la Queen Elizabeth Hall di Londra, la Filarmonica di Berlino, il Concertgebouw, l’Accademia di S. Cecilia di Roma e la Tonhalle di Zurigo, collaborando con direttori quali Riccardo Chailly, Eliau Inbal e Roberto Abbado, solo per citarne alcuni. È stato ospite dei Festival di musica da camera di Marlboro, Dresda e St. Moritz e delle Settimane Musicali Internazionali di Napoli, oltre ad aver suonato per le più importanti società concertistiche italiane. Nel corso della sua carriera ha suonato in trio con Nikita Magaloff e Antonio Meneses, mentre in duo ha collaborato con Maria Joao Pires, Tamás Vásáry, Bruno Canino, Philip Fowke, Rocco Filippini, Franco Petracchi e Astor Piazzolla. 

Per 14 anni è stato leader del “Quartetto David di Milano”, col quale ha inciso

l’integrale dei quartetti di Luigi Cherubini, Puccini e Verdi. Da 20 anni suona con i fratelli

Angelo e Francesco Pepicelli, coi quali ha creato il Trio Metamorphosi: con loro ha inciso, per DECCA, l’integrale dei Trii di Beethoven e di Schumann. 

Dopo il successo clamoroso ottenuto con la prima registrazione mondiale della Nona Sinfonia di Beethoven per violino e pianoforte nella trascrizione di Hans Sitt (1850-1922) in compagnia di Emanuela Piemonti al pianoforte, la casa discografica BRILLIANT gli ha proposto di registrare l’integrale delle Sinfonie, progetto sposato dalla maggior parte delle società che avevano ospitato la Nona. 

È stato docente di violino al Conservatorio di Milano e alla Guildhall School di Londra.

Emanuela Piemonti

Si accosta al pianoforte a quattro anni sotto la guida della madre e studia poi al Conservatorio di Milano con Anita Porrini ed Alberto Mozzati diplomandosi a pieni voti nel 1980.

L’esperienza del “suonare insieme” l’ha condotta fin dai suoi undici anni a collaborare prima con giovani talenti poi con interpreti di fama internazionale quali Baumann, Maggio Ormezowski, Mackeney, Dindo, Hossen, Scharapan.

Alla Scuola di Fiesole frequenta i corsi tenuti dal Trio di Trieste e incontra personalità musicali per lei determinanti: Dario De Rosa, punto di riferimento costante, Piero Farulli, Amedeo Baldovino, Renato Zanettovich, Maureen Jones, Norbert Brainin e Valentin Berlinskij.

Nel 1982 fonda il Trio Matisse con il quale vince i Premi Internazionali Vittorio Gui di Firenze, Atkinson di Milano e Città di Torino, risultando finalista alla Melbourne Chamber Music Competition.

Ha suonato per le Società e nelle Sale italiane più prestigiose (Teatri La Fenice, S. Carlo, Carlo Felice, Ponchielli, Olimpico di Vicenza e di Roma, Bibiena, Quirinale, Sala Verdi di Milano, Lingotto, Salone dei Cinquecento…) e ha effettuato tournées in Germania, Spagna, Francia, Austria, Portogallo, Bulgaria, Israele, Australia, Cina.

Esperienza essenziale è la collaborazione con compositori quali Kagel, De Pablo, Sciarrino, Kurtág, Francesconi, Fedele, Solbiati.

Ha inciso per le etichette Aura, Amadeus, EmaVinci Records, LimenMusic e Stradivarius. Ha registrato per Naxos i due Tripli Concerti di Casella e di Ghedini, CD che ha vinto il premio “de Classica” per la rivista francese Classica Magazine.

Titolare della cattedra di musica da camera presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, ritiene l’esperienza didattica importante e appassionante quanto quella esecutiva.

Una storia di passione e amicizia

Oscar Maria Pisacane, Società dei Concerti, ricorda Franco e Vittoria Groppi

La passione per la musica di Franco e Vittoria Groppi parte da lontano, da quando giovani studenti scappavano alla Scala con il permesso delle famiglie e l’obbligo di rientrare a casa per mezzanotte!

Questa passione, coltivata con un gruppo di amici musicofili, portò nel 1992 alla nascita della Società dei Concerti di Piacenza. 

Franco e Vittoria con la loro munificenza hanno sostenuto durante tutta la loro vita giovani talenti musicali cui hanno offerto ospitalità, opportunità di studi e a volte uso di preziosi strumenti musicali di loro proprietà. Molti di questi musicisti hanno poi fatto grandi carriere e grazie alla grande amicizia e gratitudine rimaste vive nel tempo hanno poi suonato più volte per la Società dei Concerti di Piacenza.

Il pianoforte del Collegio Alberoni è dono di Franco e Vittoria Groppi.

Alessandro Guidotti, presidente Opera Pia Alberoni

Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di Davide Cammi e della Società dei Concerti di Piacenza di organizzare e promuovere congiuntamente il concerto evento che vedrà protagonisti due grandi musicisti quali sono Mauro Loguercio ed Emanuela Piemonti; abbiamo deciso di collaborare non solo con entusiasmo, data la grande qualità dei musicisti, ma anche con profondo spirito di gratitudine nei confronti di Franco e Vittoria Groppi, appassionati cultori di musica che hanno generosamente operato a servizio della comunità piacentina e della stessa Galleria Alberoni.

Mi piace ricordare che fu proprio mio padre Gianguido, ai tempi consigliere di Amministrazione di Opera Pia Alberoni, ad avvicinarli all’Istituzione alberoniana e alla Galleria Alberoni, di fronte alla cui magnificenza Franco e Vittoria maturarono l’idea di dotarla di un prezioso pianoforte da loro donato.

Nel 2008, nell’imminenza dell’inaugurazione della Galleria Alberoni, al termine restyling alla quale era stata sottoposta, Franco e Vittoria Groppi giunsero alla Sala degli Arazzi con lo splendido pianoforte Yamaha serie S, fabbricato artigianalmente, accompagnando nella splendida cornice degli arazzi alberoniani, proprio la pianista Emanuela Piemonti, amica dei coniugi Groppi, che per prima provò e suonò il piano.

Emanuela Piemonti tornò alla Galleria Alberoni l’anno successivo con il Trio Matisse per un concerto ideato da Franco e Vittoria Groppi e molto apprezzato dal folto pubblico presente.

È ancora una volta insieme a Lei e con il violinista Mauro Loguercio che, in un concerto davvero da non perdere, ricorderemo questi due amici e benefattori del nostro museo e della città di Piacenza.

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