Ex mercato ortofrutticolo, Italia Nostra: “Edificio di grande importanza, no all’abbattimento. Diventi una Cittadella della Cultura”

Abbattere l’ex mercato ortofrutticolo? No, grazie. L’associazione Italia Nostra critica la decisione della giunta comunale di abbattere l’edificio per costruire un parcheggio.

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L’importanza dell’edificio

Negli anni Trenta del Novecento, il complesso Mercato Ortofrutticolo di Piacenza, di proprietà del Comune di Piacenza, dal centro antico si trasferisce in primissima periferia sull’area dell’ex mercato del bestiame fuori Barriera Roma, un’area di circa mq.12.000, che si sviluppa da via Cristoforo Colombo a ovest fino alla ferrovia e il canale Rifiuto a est e il Piano Caricatore a nord.

All’interno sono stati progettati sei fabbricati di uguale dimensione con due magazzini ciascuno, uno al piano terreno e uno al primo piano, tutti comunicanti tramite una scala interna, dotati di un vasto locale sotterraneo, oltre ad un portico con pensilina nella parte anteriore, per l’esposizione della merce su di un asse collettivo, orientato est-ovest con ingresso da via Colombo che si interrompe davanti una palazzina di due piani con autorimesse e locali frigoriferi. I fabbricati si distribuiscono sull’asse, quattro a sud e due a nord; questi ultimi due proseguono con una pensilina di circa cinquanta metri a servizio del piano caricatore sul raccordo ferroviario.

Due strade di servizio, carico/scarico ai magazzini, completavano la distribuzione del complesso a nord e a sud sul retro delle palazzine. A sud-est lungo il canale, sono costruite la stalla per cavalli con sopra il fienile, a fianco l’abitazione dello stalliere e i servizi igienici del complesso.

Su via Cristoforo Colombo un palazzo adibito a Direzione, trattoria, abitazione del custode, banca, e la pesa. All’ingresso del mercato è costruita la palazzina a un piano per gli uffici del mercato. Il progettista del complesso, l’ing. Giuseppe Cogni, tra gli stili e le correnti dell’architettura dell’allora periodo fascista seguì il Razionalismo Italiano, più interessante e in sintonia con le tendenze europee.

Tutto l’impianto è improntato su questi caratteri stilistici che si conformano e si adeguano con logica funzionalista alla logica distributiva e organizzativa del mercato. Per tutti questi motivi l’impianto morfologico e la tipologia degli edifici posseggono numerosi elementi qualificativi. Nella seconda metà del Novecento il complesso ha subito poche modifiche: per migliorare il ciclo lavorativo furono costruite tettoie tra una palazzina e l’altra, staticamente isolate dalla struttura delle stesse. Nel 1991/92 fu costruita una grande copertura a riparare dalle intemperie l’asse centrale con una struttura metallica zincata con manto di copertura in fibrocemento ondulato (no Eternit).

Per tutti questi motivi l’impianto morfologico e la tipologia degli edifici posseggono numerosi elementi qualificativi.

Cittadella della cultura

“Con un Accordo di Programma con privati, il Comune di Piacenza proprietario dell’area intende demolire tutto il complesso – con l’eccezione forse di un paio di edifici che risulterebbero comunque totalmente decontestualizzati – per creare un parcheggio a servizio di una adiacente lottizzazione privata a massima caratterizzazione di terziario e commerciale (albergo, uffici, centro commerciale)”.

“La Sezione di Italia Nostra di Piacenza, insieme ad altre 10 associazioni culturali e gruppi teatrali hanno da tempo richiesto all’Amministrazione comunale per trasformare il complesso in Cittadella della Cultura e dello Spettacolo, vista la mancanza di spazi per la creazione e produzione culturale sul territorio”.

“Il complesso sarà demolito, e perso per sempre, una volta che la società privata proprietaria dell’adiacente comparto firmerà l’Accordo di Programma con il Comune di Piacenza i primi di marzo 2021, come è previsto, ha tempo 120 giorni per demolire il complesso”.

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