Nicolò Fagioli ha patteggiato e per sette mesi non potrà più vestire la maglia della Juventus e quella della nazionale. Questi alcuni passaggi della deposizione del giocatore al procuratore federale Giuseppe Chiné, riportati dalla Gazzetta dello Sport: “Mi dicevano: paga o ti spezziamo le gambe“. E ancora: “Fu Tonali a dirmi di scommettere su un sito illegale. Ho scommesso su tutto, anche su Torino-Milan, ma non ho mai scommesso sulla Juve. Ho chiesto soldi in prestito, ma pagherò tutti“.
“Decisi di chiedere dei prestiti ad alcuni amici e a un compagno, Gatti, al quale chiesi 40 mila euro dicendogli che mi servivano per comprare un orologio e che avevo i conti bloccati da mia madre“. Era ottobre 2022 e quei soldi Fagioli non li ha mai restituiti, nonostante le richieste del compagno. «Altro prestito», sempre di 40 mila euro, “mi fu fatto da Dragusin e da alcuni amici di Piacenza“.
“Nicolò Fagioli dovrà partecipare ad un piano terapeutico della durata minima di 6 mesi e ad un ciclo di almeno 10 incontri, da svolgersi nell’arco di 5 mesi, presso Associazioni sportive, Centri federali, Centri per il recupero dalla dipendenza dal gioco d’azzardo, e comunque secondo le indicazioni e il programma proposti dalla Figc“.
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