Attualità

Festival del Pensare Contemporaneo, chiude la quarta edizione: premio a Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia

“Attraversiamo, non attraverso: questo noi è importante. Anche Wikipedia esiste solo al plurale, la comunità è fondamentale e abbiamo compiuto questo viaggio insieme”. Con queste parole, Jimmy Wales ha commentato il tema portante della 4° edizione del Festival, chiusasi stasera a Palazzo Gotico con la consegna del Premio internazionale “Pensare contemporaneo” al fondatore della più grande enciclopedia mondiale e collettiva online.

“Costruire la comunità e i nostri valori fu il vero lavoro: neutralità, apertura, presumere la buona fede, civiltà”, ha spiegato Wales a una platea gremita, aggiungendo: “Niente in Wikipedia è mai finito. Ogni articolo viene scritto e continuamente riscritto. La pagina di discussione è il nostro “spazio intermedio”: è lì che il viaggio in avanti accade davvero. E Wikipedia è ben lontana dall’essere definitiva e perfetta: divari di genere, linguistici”.

“Ora, poi, ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo che dobbiamo attraversare: l’intelligenza artificiale. È qui che Wikipedia non dovrebbe né lasciarsi trasportare dalla corrente, né essere resiliente, nel senso di rifiutarsi di imparare e cambiare”. Il modo in cui l’IA ci influenza e in cui guardiamo al futuro è stato uno dei grandi temi della 4° edizione del Festival: la risposta di Wales verte “sulla fiducia al centro di tutto”, ricordando che “Wikipedia è sempre e soprattutto una comunità in cui nessuno è entrato da solo e nessuno attraverserà da solo ciò che verrà”.

Parole che riecheggiano nella motivazione del Premio: “Per aver contribuito a rendere il sapere un bene comune: aperto, gratuito e costruito collettivamente da milioni di sconosciuti che scelgono di fidarsi gli uni degli altri. Per aver dimostrato che la conoscenza non è un patrimonio da custodire, ma un cammino da percorrere insieme: un’idea di sapere che nasce nel transito e attraversa ogni confine, linguistico, geografico e disciplinare, senza mappe già tracciate.

Ma anche per aver ricordato, in un tempo di sfiducia, che la fiducia tra persone che non si conoscono è ancora la forza più grande che abbiamo per costruire qualcosa che duri. Per tutto questo, il Festival del Pensare contemporaneo, la Città di Piacenza e la Fondazione di Piacenza e Vigevano sono onorati di consegnare a Jimmy Wales il Premio Internazionale Pensare contemporaneo 2026”.

Prima della lectio del fondatore di Wikipedia, il bilancio della 4° edizione che, nelle quattro giornate, ha registrato 23 mila presenze complessive considerando i 65 eventi in programma, con una partecipazione media per ciascun incontro superiore rispetto al 2025, quando gli appuntamenti in calendario erano stati 85.

A raccontare numeri ed emozioni, la sindaca Katia Tarasconi – che un anno fa, dallo stesso palco, aveva annunciato la candidatura di Piacenza a Capitale europea della Cultura per il 2033 e questa sera ha dato l’appuntamento dal 23 al 26 settembre 2027 per la 5° edizione del Festival – e il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi, accanto al curatore del Festival Alessandro Fusacchia, ai direttori filosofici Andrea Colamedici e Maura Gancitano.

Oltre 130 gli ospiti italiani e internazionali, 16 le sedi cittadine in cui il Festival si è articolato – tutte cardioprotette grazie alla collaborazione con Progetto Vita, che ha garantito la collocazione, laddove non fosse già presente, di un defibrillatore – con l’apertura a nuove location: dalla sede degli Amici dell’Arte negli spazi della Galleria Ricci Oddi, alla sala convegni di Confindustria, sino alla sede del Tecnopolo MUSP a Casino Mandelli.

Sono 100 i volontari che hanno scelto di mettersi disposizione per garantire la piena riuscita della manifestazione – 7 le nazionalità rappresentate, 33 anni l’età media – accanto allo staff del Comune di Piacenza, della Fondazione di Piacenza e Vigevano e della Fondazione Teatri: una squadra composta da 70 addetti al funzionamento organizzativo, 20 tecnici, 15 fotografi, 10 operatori per i canali social, 10 giornalisti tra uffici stampa locali e nazionali, 8 traduttrici per le lingue straniere e 2 interpreti di lingua italiana dei segni, 10 addetti al facchinaggio e 7 addetti alle pulizie.

E poi i 35 giovani redattori della Piacenza Podcast Academy, nata dalla collaborazione tra Fondazione di Piacenza e Vigevano e Tlon, al lavoro durante il Festival per raccogliere le voci dei protagonisti nel podcast “2033”: un progetto presentato in piazza Cavalli nella serata di mercoledì 23 settembre, durante la 5° edizione de IlPod – Italian Podcast Awards, che ancora una volta ha scelto Piacenza come teatro per la consegna dei premi nazionali dedicati al podcasting italiano.

Ad arricchire ulteriormente il contributo prezioso delle nuove generazioni la conferma, anche per il 2026 della grande partecipazione delle scuole, con 200 studenti, accompagnati dai loro insegnanti, provenienti da 20 istituti di tutta Italia, impegnati nei quattro laboratori tematici ispirati agli argomenti oggetto di dibattito nel Festival nell’ambito del campus itinerante di Scuola Futura, il programma di formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, finanziato dal Pnrr, ospitato a Palazzo Farnese.

Un Festival in cui la partecipazione – con 2400 registrazioni agli eventi – si intreccia come sempre alla dimensione multimediale: 1 milione e 700 mila visualizzazioni e 585 mila persone su Instagram, una community di oltre 12 mila follower, 90 mila accessi al sito pensarecontemporaneo.it.

Il successo dell’edizione 2026 trova riscontro in una copertura mediatica solida e non ancora conclusasi sia in ambito nazionale che locale: ad oggi, oltre 170 uscite complessive tra stampa cartacea, articoli web, passaggi radiofonici e servizi televisivi.

Al di là dei numeri, a fare la differenza è stata la qualità e la varietà degli spazi conquistati: la rassegna del Festival ha superato la semplice segnalazione in agenda con interviste e testi d’autore e ampi servizi sui grandi settimanali e inserti culturali. Il Festival è stato coperto sia dalle pagine culturali, che da quelle dedicate alla tecnologia e all’attualità, ma anche dalle riviste femminili. Una capacità di parlare a lettori e pubblici del tutto differenti che, insieme al racconto in diretta su radio e TV e all’attenzione costante dei giornali locali, conferma la forza del Festival nel fare cultura a 360 gradi.

“In questi giorni abbiamo attraversato idee, parole, domande. Abbiamo ascoltato, discusso, qualche volta siamo stati d’accordo e qualche volta no. Ed è forse proprio questo – ha commentato la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi – il senso più bello di un Festival che si chiama “Attraversiamo”. Perché attraversare non significa semplicemente andare da una parte all’altra. Significa accettare di non essere esattamente gli stessi quando arriviamo dall’altra parte. E io spero che ciascuno di noi, questa sera, torni a casa con qualcosa: una domanda nuova, un dubbio, un pensiero che prima non aveva. Perché una città cresce anche così: quando diventa un luogo nel quale le persone si incontrano, si ascoltano e hanno ancora voglia di pensare insieme. Il Festival finisce qui. Quello che ci ha lasciato, invece, da domani comincia a camminare con noi. Grazie a tutti. E grazie, Piacenza”.

«L’atmosfera e la partecipazione registrate in questi giorni – rimarca il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi – sono la risposta bellissima all’invito che è stato rivolto al pubblico: ritrovare la dimensione della piazza, concedersi il tempo di rallentare, ascoltare punti di vista diversi, attraversare i conflitti praticando la gentilezza. La Fondazione di Piacenza e Vigevano, insieme al Comune e a tutta Rete Cultura Piacenza, ha avviato e sostenuto questa manifestazione per restituire alla città un grande evento nazionale, nella convinzione che la conoscenza rappresenti una straordinaria leva di sviluppo culturale, umano e sociale, generando nuove prospettive per il territorio. È anche grazie alle prime quattro prime edizioni del festival, che Piacenza ha maturato la consapevolezza di avere le carte in regole per affrontare la sfida della candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033».

«In questi quattro giorni siamo stati i primi ambasciatori della città con le ospiti e gli ospiti. E non ho mai sentito come quest’anno il calore di tante persone che non solo venivano al Festival per la prima volta, ma venivano a Piacenza per la prima volta, e ci hanno restituito una città accogliente, calorosa e unita. Attraversare vuol dire anche questo: spostare il punto di osservazione e guardarci un po’ da fuori. È facile vedere le cose che non funzionano; poi arriva qualcuno da fuori e ci dice che qui c’è un sacco di bellezza, di gioia, di potenziale, di socialità. È quello che ci arriva da chiunque venga a Piacenza per il Festival, ed è un pezzo fondamentale del percorso che vogliamo fare con questa città fino al 2033», dichiara Alessandro Fusacchia, curatore del Festival del Pensare Contemporaneo. 

“Quest’anno abbiamo scelto di attraversare, e il pubblico di Piacenza ha accettato la sfida con una disponibilità che ci ha sorpreso ancora una volta. Sale piene per ascoltare, discutere, restare dentro domande che non hanno risposte facili: in un tempo che ci chiede di andare sempre più veloci, è il segno che il bisogno di pensare insieme è vivo. Il Festival del Pensare Contemporaneo è ormai un’esperienza che la città riconosce come propria, e i ragazzi della Piacenza Podcast Academy, che lo hanno raccontato dall’interno, ci ricordano che il futuro di cui abbiamo parlato è già qui”, aggiungono i direttori filosofici Maura Gancitano e Andrea Colamedici, direttori filosofici.

Appuntamento all’anno prossimo, dal 23 al 26 settembre 2027, per la V edizione del Festival del Pensare Contemporaneo.

I PARTNER

Per la quarta edizione, il Festival ha confermato alcuni partenariati, tra questi, quello con il Forum Disuguaglianze e Diversità, per realizzare appuntamenti congiunti anche sull’Europa e tra le università: l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Parma e il Conservatorio Giuseppe Nicolini di Piacenza.

Torna, inoltre, la proiezione internazionale del Festival, grazie a un accordo strategico con il think tank brussellese Friends of Europe.

SPONSOR E SOSTENITORI

La realizzazione del Festival del Pensare Contemporaneo è resa possibile grazie a un gruppo di sponsor e mecenati importanti, di rilievo nazionale oltre che locale, a partire dal main sponsor Banca Generali, seguito, tra gli altri, da Poste Italiane, Coop San Martino, ALS, Gas Sales Energia, Terminal Piacenza intermodale, Confindustria Piacenza, Indosuez Wealth Management, Conad, Fornaroli Polymers, e Trenitalia in qualità di Official green carrier, oltre a numerosi altri sostenitori.

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