Ultimo giorno a Piacenza per il Festival del Pensare Contemporaneo. Oggi, domenica 27 settembre, la quarta edizione arriva alla sua giornata conclusiva con un programma che dalla mattina alla sera attraversa alcuni dei grandi temi del presente: educazione, politica internazionale, salute, letteratura, viaggio, creatività, tecnologia e trasformazioni sociali. Nel tardo pomeriggio la cerimonia ufficiale di chiusura con il conferimento del Premio Internazionale Pensare Contemporaneo a Jimmy Wales, mentre la sera il Festival saluterà il pubblico con teatro, danza e musica.
Il primo blocco di incontri prende il via alle 10.30. In Piazza Cavalli, Francesco Costa dialoga con Veronica Fernandes in Come se ne esce? Il mondo dopo Donald Trump, un incontro dedicato agli Stati Uniti e agli equilibri internazionali. Alla Sala dei Teatini, invece, Maria Cristina Alfieri, Danilo Casertano e Antonella Inverno sono protagonisti di Nessuno nasce cattivo. Dove la città finisce: educare dove nessuno guarda, dedicato al ruolo dell’educazione nei contesti più difficili.
Sempre alle 10.30, al Salone d’onore di Palazzo Rota Pisaroni, Maura Gancitano guida Attraversare il tempo perduto, una lettura silenziosa di Marcel Proust su prenotazione. Al Teatro Gioia, Marcello Ceccaroni e Giorgia Soleri affrontano invece il tema dell’endometriosi e delle patologie femminili ancora troppo spesso difficili da riconoscere in Il dolore invisibile. Al Palabanca Eventi, infine, Vincenzo Celli, Roberto Giardinelli e Francesca Nepote si confrontano in Come cambia la creatività nel tempo?, mettendo a confronto generazioni diverse di direttori creativi.
A mezzogiorno si apre un altro fitto gruppo di appuntamenti. Alla Sala dei Teatini la geopolitica torna in primo piano con Non si fa più la guerra come una volta. Il ruolo delle materie prime sottoterra, dei droni in cielo, e di chi sta sul terreno, con Alessandro Arduino, Alexander Etkind, Sophie Nivelle-Cardinale e Veronica Fernandes. In contemporanea, Piazza Cavalli ospita Dalla Scuola al Mondo, nuovi pensatori contemporanei, evento di chiusura del percorso dedicato alle scuole.
A XNL Piacenza, dalle 12 alle 13.15, arriva Michela Marzano con Attraversare per diventare. Le prenotazioni risultano esaurite, ma il Festival segnala che restano alcuni posti a ingresso libero fino a esaurimento della capienza. All’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Nicola Bertellotti, Jonny Costantino, Carmen Gallo e Alessandro Fusacchia sono invece protagonisti di Questo non è un dettaglio, mentre al Teatro dei Filodrammatici Mariangela Gualtieri e Giorgiomaria Cornelio si incontrano in C’è splendore in ogni cosa.
Dopo la pausa, il Festival riparte alle 15 all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano con Tutto un altro viaggiare, insieme a Lucie Azema ed Eleonora Sacco. Dalle 15.30, a XNL Piacenza, Giorgio Diritti, Paola Pedrazzini e Lella Ravasi Bellocchio sono protagonisti della proiezione L’ascolto.
Uno degli incontri centrali del pomeriggio è alle 15.30 in Piazza Cavalli, dove Dacia Maraini e Maura Gancitano si confrontano in Attraversare la parola: un appuntamento che porta nel cuore del Festival la letteratura e la parola come strumenti per leggere, raccontare e attraversare la realtà.
Alle 17 si apre l’ultimo grande blocco di incontri. Al Teatro dei Filodrammatici, Cambiare canone. Scrittrici, filosofe e artiste da riscoprire riunisce Johnny L. Bertolio e Francesca Recchia Luciani. All’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, invece, Emanuele Bevilacqua e Alex Braga sono protagonisti di Dimmi chi erano i Beat. Tra spontaneità e attenzione.
A Palazzo Rota Pisaroni, sempre alle 17, Giulia Bergamaschi e Mario Colucci affrontano una domanda che intercetta uno dei temi più presenti nel dibattito contemporaneo: Ci salverà la terapia? Attraversare la salute mentale. Al Palabanca Eventi, Alec Ross, Giampiero Cannella, Katia Tarasconi ed Eva Giovannini si interrogano invece in Può esistere un «sogno italiano»?, guardando alle possibilità di immaginare il futuro a partire dal Paese di oggi e da ciò che può ancora essere costruito.
Il momento istituzionale conclusivo è fissato alle 18.30 a Palazzo Gotico. Come abbiamo attraversato il Festival sarà la cerimonia di chiusura dell’edizione 2026, con Katia Tarasconi, Roberto Reggi e Alessandro Fusacchia. A seguire il Premio Internazionale Pensare Contemporaneo, con il conferimento e la lectio di Jimmy Wales. Le prenotazioni risultano esaurite, ma il sito ufficiale indica la disponibilità di alcuni posti a ingresso libero fino a esaurimento della capienza. L’appuntamento è previsto anche in live streaming.
Ma la chiusura istituzionale non coincide con la fine della giornata. Alle 20.30 a Palazzo Farnese è in programma Oltre il passo. Quando la danza diventa attraversamento, spettacolo a pagamento che porta il linguaggio della danza all’interno del percorso del Festival.
Il saluto finale arriverà alle 21 in Piazza Cavalli con Quaglie sovversive, concerto filosofico di chiusura con Andrea Colamedici, Maura Gancitano e Marco Castello. Un ultimo incontro tra musica e pensiero che, fino alle 22.30, chiuderà simbolicamente quattro giorni costruiti attorno all’idea dell’“attraversare”: luoghi, linguaggi, conflitti, relazioni e trasformazioni del presente. L’evento sarà trasmesso anche in live streaming.
Si conclude così un Festival che ha provato a utilizzare discipline e punti di vista differenti per interrogare il contemporaneo senza ridurlo a risposte semplici. E la domenica finale sembra condensarne lo spirito: dalle trasformazioni della geopolitica alla cura, dalla parola alla creatività, dall’educazione alla tecnologia, fino alla domanda su quale futuro sia ancora possibile immaginare. Prima di lasciare spazio, ancora una volta, alla musica.
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