Attualità

Festival Illica e Festival di Teatro Antico di Veleia, insieme per una ricca proposta culturale – AUDIO

Le edizioni 2026 del Festival Illica e del Festival di Teatro Antico di Veleia saranno realizzati in stretta collaborazione artistica e organizzativa.

IL FESTIVAL DI TEATRO ANTICO DI VELEIA

«Ogni edizione del Festival di Teatro Antico di Veleia nasce da una domanda rivolta al nostro tempo. Questa domanda prende forma in un luogo che non è un semplice scenario: è memoria in misura del rapporto tra passato e presente. Progettare il Festival di Veleia significa interrogare l’antico non come repertorio concluso, ma come insieme di categorie capaci di leggere le inquietudini del pensiero contemporaneo.

Negli anni il Festival ha scelto di restare fedele a quelle categorie – anche rielaborate – sottraendosi alla forma più facile del contenitore generalista. Ha così disegnato la propria identità, radicata nel genius loci di Veleia: non perimetro difensivo, bensì principio di orientamento, custode della riconoscibilità del progetto anche nel suo movimento.

Nel 2026 questa identità si conferma e, insieme, amplia il proprio orizzonte. Il Festival conserva il suo centro nell’area archeologica, ma estende il disegno a Vigoleno, Castell’Arquato, Castellnuovo Fogliani, componendo una mappa sensibile in cui luoghi, paesaggi e comunità entrano a far parte di un unico racconto.

Il Festival si fa circuito senza disperdersi: allarga le proprie traiettorie pur continuando a riconoscersi nella forza della sua origine.

L’estensione riguarda anche la trama delle collaborazioni. La nuova sinergia con il Festival Illica, il rinnovarsi del rapporto con XNL, il dialogo con ATER Fondazione, Filarmonica Arturo Toscanini e Cineteca di Bologna intensificano la risonanza del progetto, superando la dimensione della semplice alleanza operativa e componendo un sistema di incontri in cui il teatro antico si apre al confronto con altri linguaggi, competenze, realtà artistiche e istituzionali, mantenendo saldo il proprio centro.

La multidisciplinarità diventa così pratica concreta di relazione.

Il cartellone 2026 si configura come un organismo plurale. Accanto ad artisti come Marco Paolini, Cecilia Sala, Arianna Porcelli Safonov, che approdano per la prima volta al Festival, introducendo nuovi sguardi nella sua fisionomia, ce ne sono altri con cui il Festival ha costruito nel tempo un dialogo profondo: Leonardo Lidi, Gioele Dix, Paolo Rossi, Lella Costa, Stefano Massini, Sergio Rubini non attraversano il Festival come una semplice tappa, ma vi portano percorsi di ricerca.

In questa prospettiva, le prime nazionali assumono il valore di un atto di fiducia reciproca in cui gli artisti riconoscono al Festival la capacità di accogliere e orientare nuove progettualità.

Il disegno dell’edizione 2026 lascia emergere direttrici tematiche in cui l’antico si misura con le fratture del presente, a partire dalla guerra, sottratta alla retorica della gloria e ricondotta alla verità dei corpi esposti, delle madri, dei figli, degli stranieri.

Qui si iscrive Medea di Lidi (donna, straniera, consegnata all’esilio); accanto a lei, i bambini, punto fragile in cui la storia degli adulti precipita nel futuro.

Alla stessa ferita rispondono lo sguardo di Cecilia Sala sui conflitti contemporanei e la nuova creazione di Gioele Dix dedicata a Ettore e Andromaca.

Un altro leitmotiv è l’incanto che attraversa il viaggio nell’Odissea di Paolo Rossi, l’incontro di Lella Costa con la fata di Collodi, la soglia iniziatica de Il flauto magico restituita dall’interpretazione di Sergio Rubini e dalla potenza musicale della Toscanini.

Torna, naturalmente, il mito, radice comune, come strumento critico (Bestiario idrico di Paolini riconduce l’acqua – presenza iscritta nella memoria termale di Veleia – alla dimensione civile, ecologica, comunitaria), rielaborazione simbolica (della figura del minotauro, ad esempio, nella raffinata ironia di Arianna Safonov), ma anche nella sua matrice originaria grazie a Bottega XNL-Fare Teatro, che porta a Veleia la grande tragedia attica (Medea di Euripide) e che nella sua coralità rinnova la dimensione più profonda del teatro greco, quella del rito civile di una comunità riunita per rivivere, attraverso la scena, i miti di un passato collettivo.»

IL FESTIVAL ILLICA

Il Festival Illica è un tributo alla figura di Luigi Illica, un’eccellenza italiana e cosmopolita nella librettistica d’opera, che ha realizzato per i grandi operisti come Giacomo Puccini, Pietro Mascagni e Umberto Giordano i più celebri titoli del melodramma, ed ebbe un’amicizia forte e duratura con Giosuè Carducci, che invitava di frequente nel paese natio a Castell’Arquato.

Ogni due anni viene assegnato il Premio Biennale Luigi Illica, uno dei più prestigiosi e antichi d’Italia, giunto nel 2025 alla 34esima edizione, istituito per onorare le eccellenze nel campo della lirica, della cultura e del giornalismo.

Castell’Arquato si prepara ad accogliere l’edizione 2026 del Festival Illica, manifestazione dedicata alla valorizzazione della musica, del teatro e della cultura che porta il nome del celebre librettista Luigi Illica. Il programma propone tre appuntamenti speciali capaci di intrecciare tradizione operistica, racconto scenico e sperimentazione artistica, trasformando il borgo medievale piacentino in un palcoscenico a cielo aperto.

Ad aprire il calendario sarà “My Cousin”, in programma venerdì 3 luglio alle ore 21.30 nel Salone del Palazzo del Podestà. Realizzato in collaborazione con ATER Fondazione, il cine-concerto prende spunto dal film The Kid Brother di Harold Lloyd (USA, 1927) e vede la partecipazione dell’Ensemble del Teatro Comunale di Modena. Le immagini del cinema muto dialogheranno con la musica eseguita dal vivo, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva che unisce la magia della grande tradizione cinematografica all’energia della performance musicale contemporanea.

Il 16 luglio, alle ore 21.30 in Piazza Monumentale, sarà protagonista Stefano Massini, tra gli autori e narratori più apprezzati della scena culturale italiana. Lo scrittore porterà in scena “Vissi d’arte”, uno spettacolo che intreccia parola, musica e teatro in un percorso dedicato all’universo di Luigi Illica. Ad accompagnarlo saranno il soprano Renata Campanella, il tenore Diego Cavazzin e il pianista Federico Forti, in una produzione presentata come prima nazionale e concepita appositamente per il festival.

Il terzo grande appuntamento è previsto per mercoledì 22 luglio, sempre alle 21.30 in Piazza Monumentale, con Sergio Rubini e la Filarmonica Toscanini protagonisti de “Il flauto magico”. L’attore darà voce alla narrazione dello spettacolo affiancato da un cast di interpreti e dall’orchestra diretta dal maestro Nicola Valentini. L’evento rappresenta un omaggio a uno dei capolavori assoluti di Wolfgang Amadeus Mozart, proposto in una formula che unisce racconto, musica e teatro, avvicinando il pubblico alla grande opera in modo coinvolgente e accessibile.

L’edizione 2026 del Festival Illica conferma così la propria vocazione a coniugare qualità artistica e innovazione, valorizzando il patrimonio culturale di Castell’Arquato attraverso eventi di respiro nazionale. Un programma che mette in dialogo linguaggi diversi e che, grazie alla presenza di artisti di primo piano, promette di richiamare appassionati e visitatori da tutta Italia.

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