Un feto senza vita, trovato all’interno dei bagni del pronto soccorso. I fatti sono accaduti questa mattina all’ospedale di Piacenza: precisamente, come detto, al pronto soccorso. Erano circa le 6 quando un’addetta alle pulizie si è recata all’interno del bagno destinato al pubblico, ai pazienti e agli accompagnatori insomma.
All’interno del cestino dei rifiuti, la donna avrebbe notato un sacchetto sporco di sangue e altri stracci sempre macchiati di rosso. A quel punto l’operatrice avrebbe segnalato la cosa. Nel sacchetto era presente il feto di un bambino.
Subito il personale ha lanciato l’allarme allertando le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato gli accertamenti del caso.
A quanto si è appreso saranno fatte delle analisi su alcune tracce di sangue nell’area del nosocomio dove il feto è stato trovato. Non si tratta di una vera e propria scia, ma di macchie, anche all’ esterno del bagno, che sono state notate successivamente e quindi collegate al ritrovamento. Le tracce potrebbero comunque essere utili per indicare un percorso e poi in seguito dare informazioni sull’identità della persona che ha perso sangue.
Dai primissimi accertamenti sembra che il feto fosse quasi a termine. Il suo rinvenimento è avvenuto intorno alle 7. Per fare luce sulla vicenda saranno visionate le telecamere di sorveglianza della zona e dell’ ospedale. È quasi certo che chi ha lasciato il feto nel cestino lo abbia fatto nel corso della notte.
Potrebbe avere tra le 27 e le 30 settimane il feto trovato morto questa mattina in un bagno del pronto soccorso di Piacenza. Lo sostiene il direttore del presidio unico dell’Ausl di Piacenza, Franco Federici. “Se così fosse, è ipotizzabile che il feto sia nato vivo”. Una possibilità che renderebbe ancora più agghiacciante quanto accaduto.
Ancora da appurare il genere, non è chiaro al momento se sia maschio o femmina. Inoltre, Federici avanza una seconda ipotesi: “Non è da escludere che sia stato portato da fuori”. L’autore del gesto, dunque, potrebbe essere entrato al pronto soccorso con il sacchetto contenente il feto, avrebbe raggiunto il bagno e lì avrebbe gettato nel cestino dei rifiuti il corpicino.
Tale ipotesi nasce dalle condizioni in cui versava il bagno, teatro del ritrovamento. Vi erano tracce di sangue, certamente, ma non in quantità sufficiente da giustificare un parto. In altre parole, se una donna avesse dato alla luce il feto per poi gettarlo nel cestino, il bagno sarebbe stato molto meno “pulito”, vi sarebbero state altre tracce evidenti.
Per tutta la mattina la Scientifica dei carabinieri è rimasta all’interno del pronto soccorso per effettuare i rilievi del caso. Intorno alle 14 hanno lasciato l’edificio portando con sé il cestino in cui è stato fatto il macabro ritrovamento.
Maggiori informazioni potrebbero arrivare dalle telecamere di sorveglianza.
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