Attualità

Al Bell e Bon Festival presentata la quarta edizione della Fiera dei Vini di Piacenza Expo: dal 14 al 16 novembre

Nella cornice del Bell e Bon Festival, andato in scena lo scorso fine settimana sul Pubblico Passeggio, è stata presentata la 4ª edizione della Fiera dei Vini di Piacenza Expo.

Sul palco, per presentare l’evento che quest’anno si svolgerà dal 14 al 16 novembre al quartiere fieristico di Le Mose, la Vicepresidente di Piacenza Expo, Elisabetta Montesissa, il Responsabile organizzativo della fiera, Gregorio Amoretti, il Presidente provinciale dell’Associazione Italiana Sommelier, Giovanni Derba, il giornalista enogastronomico Giorgio Lambri, e Matteo Castignoli, ristoratore ma anche co-organizzatore del Bell e Bon festival.

“Il comparto vinicolo italiano – ha precisato Elisabetta Montesissa – sta vivendo da alcuni anni un periodo di difficoltà causato principalmente dal calo dei consumi, diminuiti nel 2025 del 9,4% rispetto al 2024, ma anche delle vendite che lo scorso anno hanno registrato una flessione del 3%. In questo difficile contesto, una fiera di alto livello qualitativo come quella ideata e organizzata da Piacenza Expo può sicuramente contribuire a ridare slancio al settore, favorendo nuovi contatti, rapporti commerciali, momenti di formazione e di approfondimento, generando anche importanti ricadute economiche sul territorio”.

“Una fiera – ha aggiunto Amoretti – che sta crescendo ad ogni edizione e che quest’anno sarà maggiormente legata al mondo della ristorazione, per consolidare ulteriormente il legame tra cibo e vino. Avremo anche vari eventi collaterali e iniziative mirate per creare un ponte di collegamento tra la città e il quartiere fieristico di Le Mose”.

Dal contesto nazionale a quello locale, per mettere in vetrina – nell’ambito di un festival dedicato alle eccellenze enogastronomiche piacentine – le punte di diamante della produzione vitivinicola locale.

“I vini piacentini – hanno evidenziato sia Lambri che Derba – hanno raggiunto un livello qualitativo davvero alto, ma godono ancora di un limitato grado di conoscenza in ambito nazionale per un difetto di marketing e di comunicazione. Una lacuna che occorre colmare attraverso un costruttivo gioco di squadra che dovrebbe coinvolgere non soltanto gli operatori del mondo vinicolo, ma anche le associazioni di categoria, gli enti e le istituzioni. In più, c’è il problema della molteplicità delle DOC – diciotto in tutto quelle riconosciute ai vini piacentini – mentre sembra purtroppo tramontato il progetto che avrebbe portato in dote al nostro territorio due DOCG, una per il Gutturnio e una per la Malvasia”.

Chiusura, sempre dedicata al territorio, con Matteo Castignoli che ha sottolineato “la forte richiesta di vini piacentini dagli utenti della ristorazione, segno di un gradimento sempre crescente, anche da parte di chi arriva a Piacenza da altri territori, nei confronti delle produzioni vinicole delle nostre splendide vallate”.

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