Attualità

Fondazione vittime di reato, tredici casi seguiti nel 2025: “Rafforzare la rete di sostegno”

La Provincia di Piacenza ha organizzato, mercoledì 10 giugno, un incontro online rivolto ai sindaci e agli assistenti sociali dei Comuni del territorio per promuovere la “Fondazione emiliano-romagnola per le vittime di reato”. Durante l’iniziativa, moderata dalla Consigliera provinciale Nadia Pompini, sono intervenuti la dottoressa Elena Zaccherini, Direttrice della Fondazione, il dottor Gianluca Sgambuzzi, referente territoriale per la Fondazione Vittime dei reati e la consigliera Patrizia Calza in qualità di Sindaca del comune di Gragnano Trebbiense, socio aderente della fondazione.

«L’intento di questo incontro è quello di far conoscere da vicino ai sindaci, agli assistenti sociali, alla polizia municipale, un’istituzione fondamentale a cui la Regione Emilia-Romagna ha affidato la cura e il sostegno delle vittime di reato. – ha spiegato Nadia Pompini, Consigliera provinciale alle Pari Opportunità –. Desideriamo che questo incontro sia uno stimolo per approfondire la conoscenza sulla Fondazione e, soprattutto, per imparare a usufruire dei suoi servizi in caso di bisogno. È importante conoscere e saper attivare strumenti di supporto economico e psicologico per chi resta, per chi riesce a sfuggire alla violenza e per chi si salva››.

La Fondazione

La “Fondazione emiliano-romagnola per le vittime di reato”, nata nel 2004, è un’istituzione unica in Italia, presente solo in Emilia-Romagna, nata per sostenere coloro che hanno subito gravi conseguenze sulla loro vita a causa di reati gravi. Opera in rete con i Comuni, i servizi e le associazioni dei territori della regione. Una volta attivata, la fondazione fornisce supporto ed economico per aiutare le persone a ricostruirsi una vita, coprendo spese sanitarie e psicologiche, ma anche spese legali o funerarie e progetti di autonomia abitativa e lavorativa.

I dati

Durante l’incontro la dottoressa Elena Zaccherini ha presentato i dati regionali sull’attività della fondazione. In vent’anni, su 1200 vittime sostenute, 564 erano donne e oltre 500 erano minori; delle donne, ben 564 erano donne vittime di violenza, mentre, tra i minori, 77 erano vittime dirette di reati (abusi o violenza) e la restante parte vittime di violenza assistita. Per quanto riguarda la Provincia di Piacenza, la Fondazione è intervenuta in oltre vent’anni 80 volte, e nell’82% dei casi si trattava di casi di violenza di genere, erogando circa 400 mila euro. Sempre in Provincia di Piacenza, solo nel 2025, la Fondazione ha seguito 13 casi.

La testimonianza

Patrizia Calza, sindaca di Gragnano Trebbiense e socio aderente, ha quindi illustrato casi concreti di donne aiutate dalla Fondazione. Nel corso degli anni, infatti, a fronte delle istanze presentate, il Comune di Gragnano Trebbiense a ricevuto dalla Fondazione 37.800 euro, utilizzati per aiutare donne in codice rosso. In un caso il contributo ha permesso di coprire il costo dell’integrazione della retta della struttura di accoglienza in luogo protetto e avviare un nuovo progetto di vita: ‹‹Questa ragazza ha preso la qualifica professionale da OSS, ha superato la maturità, ha effettuato un’esperienza di lavoro all’estero, e ora lavora con un contratto di apprendistato di tre anni››.

Nell’altro intervento, invece, ‹‹il sostegno economico ha permesso alla signora di mantenere la sua abitazione e trovare un’occupazione lavorativa con un regolare contratto di lavoro, e ai suoi figli di continuare a vivere con la mamma››. In un’altra occasione, invece, l’importo erogato ha pagato le spese legali di una donna in codice rosso con due figli minori. «In tutti questi casi, la Fondazione ha dimostrato rapidità nella risposta, supportando percorsi di autonomia delle vittime», ha dichiarato Calza.

Come aderire alla Fondazione

La Fondazione è attualmente sostenuta da oltre 70 Comuni che versano quote associative annuali proporzionali alla popolazione, mentre per le Unioni di Comuni l’importo è calcolato sulla popolazione complessiva. Pur potendo intervenire anche nei territori non soci, l’ampliamento della rete delle adesioni rappresenta un elemento strategico per garantire la continuità e la sostenibilità degli interventi. Tutte le modalità per diventare soci e le quote annuali sono reperibili sul sito della Fondazione

Il dottor Gianluca Sgambuzzi, referente territoriale per la Fondazione Vittime dei reati, ha infine illustrato il processo di raccolta, istruttoria e inoltro delle richieste alla Fondazione, basato su una stretta collaborazione tra amministrazioni comunali, servizi sociali, avvocati, forze dell’ordine e centri antiviolenza, evidenziando anche la rapidità di risposta ed erogazione dei contributi. A completare il quadro, il Centro Antiviolenza di Piacenza ha sottolineato l’efficacia degli interventi realizzati.

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