Le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL di Piacenza esprimono “profonda preoccupazione e sconcerto per l’inaugurazione, avvenuta nel fine settimana in città, di una sede di Forza Nuova alla presenza del segretario nazionale Roberto Fiore e del dirigente Luca Castellini, entrambi condannati in primo grado per l’assalto del 9 ottobre 2021 alla sede nazionale della CGIL a Roma”.
Non si tratta dell’apertura di un’associazione qualsiasi. Parliamo di un movimento che è stato protagonista di un grave attacco a una sede sindacale, simbolo della rappresentanza democratica del lavoro nel nostro Paese. L’assalto alla CGIL non è stato solo un episodio di violenza a un sindacato: è stato un attacco ai principi costituzionali, alla libertà sindacale e alla convivenza civile.
Per il mondo del lavoro piacentino quella giornata resta una ferita aperta. Rivendicare o minimizzare quell’azione significa legittimare una cultura politica incompatibile con i valori della nostra Repubblica, fondata sul lavoro e sull’antifascismo.
Le organizzazioni sindacali confederali respingono ogni tentativo di contrapporre lavoratrici e lavoratori, di alimentare tensioni sociali e di spostare il conflitto su terreno identitario o etnico anziché sui veri problemi che attraversano il mondo del lavoro: salari insufficienti, precarietà, sicurezza sociale, tutela dei diritti, qualità dei servizi pubblici.
In una città come Piacenza, che ha una storia democratica e antifascista radicata, riteniamo necessario che le istituzioni locali esprimano con chiarezza la propria posizione, riaffermando i valori costituzionali e il rispetto delle regole democratiche. Il silenzio, in questi casi, rischia di essere interpretato come indifferenza.
CGIL, CISL e UIL di Piacenza ribadiscono il proprio impegno a difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, della libertà sindacale e dei principi democratici sanciti dalla Costituzione. La tutela del lavoro e della coesione sociale passa anche dalla capacità di isolare ogni forma di violenza politica e di intolleranza.
Piacenza merita un confronto civile e democratico, non provocazioni che riaprono ferite e alimentano divisioni.
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