Varie realtà hanno organizzato una mobilitazione durante il passaggio della fiamma olimpica per chiedere l’esclusione di Israele dalle Olimpiadi. Una mobilitazione a cui aderiscono diversi collettivi, partiti e sindacati di base (Una voce per Gaza, ControTendenza, Collettivo Schiaffo, Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte, Collettivo 26×1, Palestra Popolare Stevenson, Coro Infrangibile, Rete del Caffè Sospeso, Salaam Ragazzi dell’olivo, USB, SiCobas, SGB, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo!).
Israele infatti potrà partecipare con le sue squadre a questo evento, che diviene un’altra occasione di propaganda e sportwashing per un’istituzione che sta continuando a perpetrare un genocidio, nonostante la presunta tregua firmata a novembre: da allora centinaia di palestinesi sono stati uccisi da Israele e le frontiere continuano ad essere chiuse al passaggio di aiuti umanitari, mentre i palestinesi sopravvissuti continuano a vivere in tende, senza servizi fognari o riscaldamento, al freddo e sotto le intemperie. Recentemente inoltre Israele ha revocato la possibilità di operare a Gaza e in Cisgiordania ad una serie di organizzazioni umanitarie (tra cui Medici Senza Frontiere, Oxfam, ActionAid e Caritas), rendendo ancora più difficile il soccorso alla popolazione palestinese in estrema difficoltà.
Le Olimpiadi, come altri eventi pubblici e di respiro mondiale, sono un’occasione per Israele per presentarsi come uno stato come gli altri, attento ai principi espressi dalla Carta Olimpica: Israele invece ha dimostrato sempre più ferocemente negli ultimi anni di voler imporre sulla Palestina e l’intero Medio Oriente una “democrazia” basata sulla noncuranza dei diritti umani, sulla discriminazione, sul genocidio e la repressione.
Non normalizziamo il genocidio! Rompiamo ogni complicità con la politica di Israele: tra gli sponsor delle Olimpiadi ci sono ENI e Coca Cola, due aziende che stanno lucrando grazie al colonialismo e al genocidio imposti da Israele.
Per tutto questo anche a Piacenza invitiamo ad “accogliere” la fiamma olimpica con bandiere della Palestina e mostrando le vere mani insanguinate di chi sta continuando a uccidere migliaia di civili, bombardando ospedali, affamando e assetando bambini e bambine.
Aderisci anche tu, venerdì 16 gennaio tra le 18 e le 19, scegli un punto del percorso e sventola la bandiera della Palestina al passaggio della fiaccola o presentati con le mani insanguinate, la kefya, un fazzoletto rosso del sangue versato in Palestina e in Cisgiordania.
No al genocidio, no al colonialismo in Palestina, in Venezuela e dovunque.
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