Chiesta la condanna per sette dipendenti comunali coinvolti nell’inchiesta dei furbetti del cartellino. Parliamo ovviamente dello scandalo esploso nell’estate del 2017 quando una cinquantina di impiegati dell’ente comunale erano finiti nei guai per assenteismo: avrebbero timbrato il cartellino per poi lasciare il posto di lavoro e dedicarsi a commissioni personali. Col passare del tempo la posizione di alcuni si è ridimensionata, altri hanno scelto il rito abbreviato. Oggi in tribunale sono invece comparsi gli imputati che hanno scelto il rito ordinario.
Per loro il pm Antonio Colonna ha chiesto la condanna, rilevando episodi che dimostrerebbero la reale colpevolezza dei sette. In particolare sono state chieste pene che vanno da un anno a un anno e dieci mesi. Per tutti è stata chiesta anche una sanzione che va da un minimo di 400 euro a un massimo di mille euro.
L’udienza di oggi era incentrata proprio sulla requisitoria del pm, mentre durante la prossima prenderanno la parola i legali difensori dei sette.
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