Furbetti del cartellino, sospensione dal lavoro per 22 dipendenti indagati

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Sono stati sospesi dal lavoro 22 dei 50 dipendenti comunali indagati dalla Procura di Piacenza nell’ambito dell’inchiesta sull’assenteismo. Il decreto di sospensione dal lavoro è stato deciso dal Nucleo di Valutazione Interna del Comune di Piacenza che ora si occuperà di valutare le posizioni degli altri impiegati infedeli. Si tratta in sostanza di una commissione composta dai dirigenti Elena Vezzulli, Ermanno Lorenzetti e Laura Bossi: un provvedimento, quello assunto oggi, che si basa sulle ultime direttive emanate dal ministro Marianna Madia in materia di lavoro pubblico e assenteismo.

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La sospensione ha una durata di un mese, poi per i lavoratori coinvolti potrebbe scattare il licenziamento.

In tutto, come detto, sono 50 i dipendenti pubblici identificati dalla guardia di finanza e dalla polizia municipale: nella pratica gli impiegati coinvolti timbravano il cartellino di inizio turno per poi uscire per compiere commissioni personali, spesso a bordo proprio dei mezzi di servizio dell’ente. Attraverso pedinamenti, gli inquirenti hanno colto sul fatto dipendenti che avrebbero dovuto coprire il proprio turno di lavoro impegnati invece a fare shopping, andare in palestra, recarsi al bar. Il caso più eclatante riguarda un 60enne che invece, al volante di un furgone di proprietà del Comune, raggiungeva una lucciola minorenne con cui poi consumava rapporti sessuali.

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