Nei giorni scorsi i professionisti di Gastroenterologia ed epatologia di Piacenza hanno partecipato al congresso organizzato dalla European Society of Gastrointestinal Endoscopy, uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati all’endoscopia digestiva, che quest’anno si è svolto per la prima volta a Milano.
Il congresso riunisce specialisti provenienti da tutto il mondo per condividere studi, esperienze cliniche e innovazioni nel campo delle procedure endoscopiche. L’équipe piacentina era composta da Giovanni Aragona, direttore della Gastroenterologia ed epatologia, i professionisti Anna Cominardi – che ha curato una comunicazione orale ed ha presentato un poster scientifico – Gian Maria Prati, Chiara Salvatore, Serena Patricia Gianina e l’infermiera Elisa Benedetti, coinvolta nella presentazione di un poster scientifico.
La comunicazione orale ha riguardato la sedazione durante l’Ercp o colangiopancreatografia retrograda endoscopica, procedura endoscopica utilizzata per trattare patologie delle vie biliari, come calcoli o tumori. “Lo studio – ha illustrato la dottoressa Cominardi – ha confrontato la sedazione tradizionale con un approccio innovativo basato sull’utilizzo della ketamina associata a midazolam”.
“Dall’analisi è emerso che questa modalità consente di mantenere la stessa efficacia della procedura, riducendo però i tempi di recupero dei pazienti e soprattutto gli effetti collaterali respiratori legati alla sedazione. Un risultato particolarmente significativo considerando che l’esame viene eseguito con il paziente in posizione prona, condizione che rende più complessa la gestione respiratoria”.
Il tema della sedazione è stato uno degli argomenti centrali del congresso e il lavoro presentato ha suscitato interesse per l’approccio innovativo adottato, che permette di eseguire queste procedure in sicurezza mantenendo elevati standard di qualità e assistenza.
Il poster scientifico ha invece approfondito il follow-up a lungo termine dei drenaggi ecoendoscopici della colecisti nei pazienti fragili e ad alto rischio chirurgico, cioè persone che non possono essere sottoposte all’intervento di rimozione della colecisti per età avanzata o importanti patologie concomitanti. Lo studio ha analizzato il follow up a tre anni di circa cento pazienti trattati a Piacenza con questa tecnica mini-invasiva. I risultati mostrano un’elevata efficacia clinica a lungo termine e un numero molto ridotto di complicanze, confermando la sicurezza della procedura anche nei pazienti più complessi.
L’infermiera Elisa Benedetti ha presentato un poster riguardante le competenze cliniche infermieristiche riguardanti la gestione e la sostituzione delle sonde gastrostomiche percutanee (PEG).
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