Crollo del ponte a Genova, vigili del fuoco piacentini al lavoro

Crolla ponte Morandi Anpas

Crolla ponte Morandi – Crollo del ponte a Genova, si preparano a intervenire anche i soccorsi dall’Emilia Romagna e da Piacenza. Per ora sul posto si sono già recati i vigili del fuoco di Piacenza con una unità cinofila specializzata nella ricerca di persone disperse. Pronti a intervenire anche i soccorritori di Anpas.

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“Siamo in costante contatto con i colleghi di Anpas nazionale e come Anpas Emilia Romagna abbiamo dato la nostra disponibilità a intervenire: per ora non abbiamo ricevuto richieste di intervento ma la situazione è ancora molto caotica e i soccorsi sono molto difficili”. A parlare è Paolo Rebecchi, responsabile regionale di Anpas Emilia Romagna.

“In caso di attivazione siamo pronti a metterci a disposizione degli enti locali, il personale Anpas può agire a supporto degli operatori sanitari ma anche a livello di sostegno logistico. Per ora è fondamentale che i cittadini stiano nelle zone lontane dall’evento: in questi casi le strade sono utili ai soccorritori, per gli spostamenti e per gli interventi. In caso qualcuno volesse avere notizie di amici o conoscenti nel timore che possano essere rimasti coinvolti nel crollo del ponte, può contattare i numeri di telefono messi a disposizione dai soccorsi liguri e fare riferimento a loro”.

In seguito al tragico crollo del Ponte Morandi di Genova, anche le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Emilia Romagna sono state messe in preallerta. Al momento è già in stand-by e pronta partenza una squadra della componente Speleo-disostruttori, con mezzo fuoristrada e squadra di supporto.
Nel frattempo è stato attivato il gestore del Rifugio Monte Penna/Faggio dei Tre Comuni e operatore del Soccorso Alpino, per monitorare le condizioni meteorologiche ed informare circa la possibilità di passaggio di eventuali elicotteri di soccorso sul crinale.

Da Piacenza inviata un’unità cinofila dei vigili del fuoco per la ricerca dispersi.

 

Crollo ponte Morandi – Genova

Ci sarebbero almeno una decina di mezzi coinvolti nel crollo del ponte autostradale Morandi sul Polcevera a Genova. Lo riferiscono i soccorritori.

Secondo il Secolo XIX ci sarebbero almeno 20 vittime e numerosi feriti, 11 quelle accertate. Un video diffuso sui social mostra i momenti finali del crollo.

Due persone sono state estratte vive dalle macerie. I soccorritori stanno lavorando a mani nude.

https://twitter.com/Pgreco_/status/1029334800354762752

Durante le drammatiche fasi del cedimento del viadotto Morandi a Genova c’era un violento nubifragio. Una bomba d’acqua si era abbattuta sulla città dalla mattinata. Il crollo del viadotto a Genova ha sfiorato i capannoni di Ansaldo Energia, una delle principali industrie di impianti per la produzione di energia d’Italia.

 

L’ingresso della fabbrica si trova proprio sotto il viadotto ma il crollo ha interessato una campata situata a pochi metri di distanza che è precipitata su un parcheggio che a quanto sembra in quel momento era vuoto. In questi giorni Ansaldo è chiusa ma nel sito lavorano alcune persone per la manutenzione. Il ponte ha colpito una parte del centro Amiu, l’azienda ambientale del comune, dove si trovano uffici e dove viene gestita la logistica. Una parte del fabbricato risulta distrutta.

Due furgoni Porter e un camion risultano schiacciati. I vigili del fuoco sono al lavoro ma non hanno ancora individuato vittime. Si sta valutando se evacuare il resto del capannone. Era in corso un consolidamento – Autostrade per l’Italia comunica che «sulla struttura – risalente agli anni ’60 – erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e che, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione».

https://twitter.com/mauriB_N/status/1029342034979692544

«I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova», assicurano le Autostrade. Sospesa la circolazione dei treni – La circolazione ferroviaria è stata sospesa. Come spiega il Secolo XIX, il provvedimento è stato causato dallo sbalzo di tensione provocato dai cavi elettrici tranciati.

Progettato dall’ingegnere Riccardo Morandi, il viadotto fu costruito tra il 1963 e il 1967 dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua. È noto come “Ponte delle Condotte” dalla società che lo costruì, ma anche “Ponte di Brooklyn” per una forma che richiama molto vagamente il celebre ponte americano.

Ha una lunghezza di 1.182 metri, un’altezza al piano stradale di 45 metri e 3 piloni in cemento armato che raggiungono i 90 metri di altezza; la luce massima è di 210 metri. Venne edificato con una struttura mista: cemento armato precompresso per l’impalcato e cemento armato ordinario per le torri e le pile. Il ponte venne inaugurato il 4 settembre 1967 alla presenza del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Dalla sua costruzione, il ponte ha sempre fatto discutere; negli anni è stato oggetto di manutenzioni profonde.

 

Evento tragico che ricorda il crollo del ponte a Piacenza nel 2009.

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