Attualità

Giornata mondiale della voce, il 16 aprile anche a Piacenza la campagna di sensibilizzazione

“Ho il raspino”, “ho la raucedine, cosa posso fare?” Sono anche queste le richieste di aiuto che arrivano ai professionisti che si occupano dei disturbi della voce. E anche di questo si parlerà in occasione della Giornata mondiale della voce di giovedì 16 aprile, per cui Siaf, la Società italiana di foniatria e audiologia, ha lanciato una campagna in tutta Italia.

La raucedine

Per capirci, la famosa “raucedine” è definita dai professionisti sanitari come l’insieme dei disturbi della voce (disfonie), che possono essere causati sia da comportamenti scorretti sia da vere e proprie lesioni delle corde vocali. Queste lesioni possono avere diversi livelli di gravità, dalle forme più lievi, come i noduli, fino a condizioni più complesse come le neoplasie.

Come capire cosa fare, quindi, se la voce soffre? Domenico Cuda, direttore del reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ausl di Piacenza e presidente Siaf, è chiaro: «Innanzitutto, se i sintomi di disagio nel parlare – abbassamento della voce o stanchezza vocale alla sera, apparentemente senza motivazione, ovvero senza eccessivi sforzi vocali o senza bruciore alla gola, raffreddore o tosse – perdurano per più di cinque giorni, il suggerimento è quello di recarsi dal medico di medicina generale. Se questi lo riterrà opportuno, consiglierà alla persona una visita specialistica. Nel nostro ospedale, dopo una prima visita otorinolaringoiatrica, la persona può essere indirizzata a esami strumentali specifici per la valutazione dell’organo vocale».

Alterazioni di forma o di funzione dell’organo vocale

«Gli esami per individuare le alterazioni di forma o di funzione dell’organo vocale – continua Cuda – sono molto specifici e permettono di indirizzare il paziente disfonico verso cure mediche riabilitative o, se necessario, al chirurgo».

Della riabilitazione della voce parlano le logopediste Michela Benvenuti e Chiara Falzone, che da ottobre 2025 guidano i gruppi di pazienti nel percorso di apprendimento della buona tecnica fonatoria. «La terapia di gruppo di disfonia è messa in atto su quei pazienti che non hanno lesioni delle corde vocali, ma che semplicemente devono apprendere come parlare, rispettando il criterio di equilibrio tra aria e suono», afferma Falzone. «Finora sono state educate 12 persone, 11 delle quali sono tuttora impegnate in un percorso che permette di imparare insieme. Per la nostra Ausl, l’approccio in gruppo ha comportato un significativo abbattimento delle liste di attesa».

Il trattamento singolo

«Il trattamento singolo non è tramontato – aggiunge Benvenuti –, anzi è ora dedicato ai casi di disturbo più complesso, come nel caso di noduli cordali, o risponde a bisogni più articolati, come negli esiti di chirurgia della laringe o nel caso di paralisi monolaterale delle corde vocali».

Qualche anno fa Benvenuti aveva avviato anche la rieducazione a distanza mediante teleriabilitazione: «Sempre più persone aderiscono a questo tipo di trattamento perché permette di non assentarsi dal lavoro, di eseguirlo anche in vacanza o in caso di trasferimento all’estero. Questo rende attrattiva la nostra Ausl anche nelle altre province: in trattamento ci sono persone che arrivano da Parma, Reggio Emilia e dal Lodigiano, decidendo di avvalersi della terapia logopedica comodamente seduti nel proprio salotto di casa».

I pazienti in carico

Quanti sono i pazienti in carico agli ambulatori di otorinolaringoiatria? «Da un’analisi degli ultimi sei mesi – osserva Laura Mazzoni, audiologa foniatra – emerge che circa 80 pazienti sono stati visitati nell’ambulatorio dedicato ai disturbi di voce (e deglutizione). Di questi, 41 sono stati indirizzati a terapia riabilitativa logopedica. Solo a 10 è stato proposto un approccio chirurgico».

«Non esistono ricette che vadano bene per tutti – sostiene Nicoletta Tinelli, otorinolaringoiatra –, ma possiamo certo dire che uno stile di vita sano, senza fumo né eccessi di alcol e con un adeguato consumo di frutta e verdura, è basilare; inoltre, nemici silenziosi della nostra voce sono la scarsa idratazione e gli ambienti troppo asciutti. Anche la temperatura in casa ha un ruolo: non dovrebbe superare i 19-20 gradi in inverno e, in estate, non dovrebbe scendere mai sotto i 25-27, quindi attenzione anche all’aria condizionata».

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