Giovanni Scifoni a Piacenza venerd’ 25 ottobre al Teatro Politeama di via San Siro 7 alle ore 21. Il titolo del monologo è: Frà, San Francesco la superstar del medioevo”,tutti conoscono Francesco ma perchè è così irresistibile? Era un artista, forse il più grande della storia, nessuno ha mai raccontato Dio con tanta creatività. Un monologo orchestrato con laudimedioevali e gli strumenti antichi di Luciano Di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli.
“Sì, anche perché chiunque parla di Francesco – spiega Giovanni Scifoni a radio Sound – e poi ci sono quelli che sanno veramente le cose come sono andate, che stanno col fucile spianato, quindi come fai sbagli. Però Francesco è anche un po’ questo, ognuno lo racconta a modo suo, se tu vedi tutti i film che sono stati fatti, l’uno è diverso dall’altro. Io ho voluto mettere in scena un po’ il Francesco superstar, il grande performer, attore meraviglioso, narratore, perché lui quando predicava era una cosa incredibile, radunava le folle, come quella volta che predicò davanti a 5.000 persone, cantava, ballava, era un attore pazzesco, molto più bravo di me e quindi il vero problema semmai è quello”.
“Lui era l’uomo più famoso del medioevo, anzi l’uomo più famoso del mondo – racconta Scifoni – prova ad immaginare che dopo la sua morte tutte le mamme hanno cominciato a chiamare i figli Francesco, che diventava così il nome più famoso del mondo, il più diffuso. In realtà per lui era un soprannome, non esisteva questo nome prima di allora, lui lo prese perché parlava di francesi, in realtà si chiamava Giovanni, come me. Come se ti chiamassi Er Patata, e dopo la morte tutti cominciano a chiamarsi Patata e diventa così il nome più famoso del mondo”.
“Lui ebbe l’dea del presepe prima di tutti – ancora scifoni – che poi quella volta non era un presepe vero e proprio, era una rappresentazione, dopo che l’ha fatto lui, tutti hanno iniziato a comprare, il muschio finto. Immagina che idea ha avuto, non era mai venuto in mente a nessuno fino a quel momento. Insomma avrebbe incassato tantissimo per i diritti”.
“Sul palco – anticipa Scifoni – con me ci sono tre musicisti che sono dei fenomeni, sono dei diavoli scatenati. Si tratta di Luciano Di Giandomenico, Maurizio Picchiò, Stefano Carloncelli, che suonano strumenti antichi, ma anche moderni. C’è l’arpa, la Ghironda, ma anche la batteria, il pianoforte. Fanno musica medievale, mescolata un po’ con il rock progressive. Prova a pensare al Banco del Muto Soccorso con Jacopone da Todi in mezzo, che suona una musica assurda. L’hanno praticamente scritta ed è bellissima.
Biglietti in prevendita nel circuito Ticketone, presso il botteghino del teatro.
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