Ictus e patologie cardiovascolari sono sempre più spesso due facce della stessa medaglia. Comprendere come cuore e cervello dialoghino tra loro, soprattutto nelle fasi acute e nella prevenzione delle recidive, rappresenta oggi una delle grandi sfide della medicina. A questo tema è dedicato il convegno Stroke e cuore. Un dialogo ad alta frequenza, in programma venerdì 20 marzo 2026 dalle 8,45 al Best Western Park Hotel di Piacenza.
La giornata riunirà cardiologi, neurologi e professionisti di diverse specialità, chiamati a confrontarsi sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle strategie assistenziali integrate per migliorare la gestione dell’ictus. Un’occasione di aggiornamento e confronto che punta a rafforzare la collaborazione tra reparti, territorio e rete dell’emergenza-urgenza, con l’obiettivo di offrire ai pazienti percorsi sempre più tempestivi ed efficaci.
Ad aprire i lavori saranno il direttore generale Paola Bardasi e Gianni Casella, presidente regionale Anmco. Seguirà la presentazione del corso a cura dei responsabili scientifici Daniela Aschieri, direttore di Cardiologia, Paolo Immovilli, direttore di Neurologia e Maria Giulia Bolognesi rappresentante per Piacenza nel direttivo regionale Anmco.
La relazione introduttiva di Stefano Strano approfondirà la Stroke–Heart Syndrome, una condizione che evidenzia il forte legame tra evento cerebrovascolare e apparato cardiovascolare, mostrando come il coinvolgimento del cuore possa influenzare prognosi e recupero.
La prima sessione entrerà nel cuore delle fasi acute dell’ictus, dal ruolo cruciale del timing e delle tecniche di trattamento, alla gestione dell’ipertensione arteriosa, fondamentale per prevenire complicanze. Non mancheranno approfondimenti sulle aritmie e sugli eventi cardiaci correlati allo stroke, con contributi mirati alle criticità più frequenti nella pratica clinica.
Ampio spazio sarà dedicato anche all’aterosclerosi e ai percorsi di prevenzione: dalla chirurgia carotidea alle terapie farmacologiche più avanzate, comprese le nuove molecole per la gestione del diabete che si sono dimostrate utili anche nella riduzione del rischio di ictus. Una sessione pensata per offrire ai professionisti un aggiornamento completo sulle opzioni terapeutiche oggi disponibili.
Nel pomeriggio l’attenzione si concentrerà sugli Esus, acromino di Embolic Stroke of Undetermined Source, ovvero gli ictus embolici a origine indeterminata, esplorando aspetti diagnostici, ruolo delle malattie cardiache occultate e valore del forame ovale pervio nella selezione dei pazienti. Una sessione “How to do?” fornirà inoltre indicazioni pratiche sulla ricerca della coronaropatia nei pazienti colpiti da ictus, con un confronto diretto tra esperienza clinica e linee guida.
La chiusura sarà dedicata al rapporto tra stroke e fibrillazione atriale, una delle associazioni più rilevanti in termini di rischio e prevenzione, con interventi di esperti nazionali e locali.
Il convegno si rivolge ai medici di diverse specialità.
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