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Dal Nicolini al palco nazionale, sei giovanissimi percussionisti conquistano il Festival di Campobasso

Dal Nicolini al palco nazionale: sei giovanissimi percussionisti conquistano il Festival di Campobasso.

C’è un momento, per ogni giovane musicista, in cui il talento incontra il mondo vero. Per sei studenti dei corsi propedeutici della classe di Strumenti a Percussione del Conservatorio Nicolini, quel momento è arrivato lo scorso weekend a Campobasso, sul palco della 17ª edizione del “Festival Percussioni”, una delle manifestazioni più importanti dedicate all’universo delle percussioni in Italia.

Giacomo Mistraletti, Tommaso Tribi, Anna Antonia Savi, Diego Chiesa, Riccardo Fortugno e Carlo Negroni, allievi del maestro Loris Stefanuto, sono stati invitati a partecipare al festival dopo essere stati notati sui social dal percussionista Giulio Costanzo, ideatore e direttore artistico della rassegna. Un invito speciale, che ha portato i ragazzi a essere il gruppo più giovane mai ospitato nella storia del festival.

Per tre giorni consecutivi i giovani percussionisti hanno avuto l’opportunità di esibirsi davanti a un pubblico attento e appassionato, proponendo un repertorio ricco di energia e personalità: “Catching Shadows” di Ivan Trevino, “Stardust” di Hubbart, “Triplets Ragtime” di George Hamilton Green e l’intramontabile “Can Can” di Offenbach. Brani diversi tra loro, capaci di mettere in luce tecnica, precisione ritmica e spirito di gruppo.

“L’esperienza ha rappresentato molto più di una semplice trasferta musicale – sottolinea il maestro Stefanuto -. Per questi ragazzi, infatti, salire su un palco lontano dalla propria città e dal proprio Conservatorio ha significato confrontarsi con una realtà artistica di alto livello, vivendo in prima persona il clima di un festival nazionale. Durante la manifestazione hanno inoltre potuto ascoltare, incontrare e interagire con percussionisti di fama nazionale e internazionale come Gabriel Prado, Marco Molino, Gabriele Cappelletto e Pier Paolo Bisogno, arricchendo così il proprio percorso artistico e umano”.

Fondamentale anche il clima di accoglienza vissuto durante i tre giorni a Campobasso, che ha reso l’esperienza ancora più significativa. “Un’occasione di crescita culturale, musicale e personale che difficilmente i ragazzi dimenticheranno e che conferma il valore del lavoro svolto all’interno della classe di Strumenti a Percussione del Conservatorio Nicolini. Un piccolo grande traguardo che, per questi giovani musicisti, potrebbe essere soltanto l’inizio” conclude il docente del Conservatorio Nicolini.

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