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Il Fol in Fest si conclude a Ottone: “Allenarsi alla risalita, dalla montagna una proposta culturale per rimettere l’uomo al centro”

Si è conclusa con grande partecipazione la quinta edizione del Fol in Fest, il festival diffuso dell’appennino piacentino che, ancora una volta, ha dimostrato come la montagna possa diventare luogo privilegiato di riflessione, cultura, bellezza e incontro. Estesa in quattro fine settimana, uno per ogni comune promotore – Alta Val Tidone, Morfasso, Ferriere ed Ottone – con un totale di una ventina di eventi e migliaia di partecipanti, la rassegna ha affrontato già nel titolo “Allenarsi alla risalita. La montagna tra Paradiso e Inferno”, il tema di come affrontare le grandi sfide dell’uomo contemporaneo. Una risalita che è stata esplorata nelle sue molteplici dimensioni: spirituale, culturale, artistica, sociale, umana e perfino politica, nel senso più alto del termine, cioè come ricerca del bene comune.

In un tempo segnato da guerre, crisi educative, fragilità personali e collettive, smarrimento culturale e rivoluzioni tecnologiche, il Fol in Fest ha proposto una strada diversa: quella della responsabilità, della bellezza, della libertà e della speranza.

«La quinta edizione – dichiara il direttore artistico Massimo Polledri – ci conferma che esiste un grande desiderio di cultura capace di parlare all’uomo nella sua interezza. La risalita non è un concetto astratto, ma un cammino concreto che ciascuno è chiamato a compiere nella propria vita personale, familiare e sociale. La montagna ci insegna che nessuna vetta si raggiunge senza fatica, ma anche che ogni salita apre orizzonti nuovi. È questo il messaggio che vogliamo continuare a proporre: rimettere al centro la persona, la libertà, la responsabilità, la bellezza e la speranza.»

Il filo conduttore della risalita e delle sfide dell’uomo moderno hanno attraversato tutti gli appuntamenti della stagione 2026, tra cui si ricordano l’incontro con Boni Castellane, capace di offrire una lettura originale e stimolante della società contemporanea, invitando a recuperare la centralità della persona contro ogni riduzionismo ideologico e tecnologico. “Le sue riflessioni sulla necessità di “rimettere l’uomo al centro”, sul ruolo educativo della famiglia e sulle sfide poste dall’intelligenza artificiale – sottolinea Polledri – hanno suscitato un confronto intenso con il pubblico, confermando la vocazione del festival a essere uno spazio autentico di dialogo e di pensiero libero”.

Una riflessione culturale continuata con gli incontri stimolanti e partecipati con Giulio Tremonti e con Francesco Borgonovo, il cui laboratorio letterario ha coinvolto i partecipanti in una riflessione sul significato della libertà e della responsabilità personale, mostrando come la libertà non coincida con l’assenza di legami o di limiti, ma con la capacità di orientare la propria vita verso ciò che è vero, bello e buono.

Di altra natura, ma altrettanto coinvolgenti il laboratorio e la passeggiata fotografica con Emiliano Cribari, che hanno permesso di riscoprire l’Appennino attraverso uno sguardo capace di coglierne non solo la bellezza paesaggistica, ma anche il valore umano e spirituale.

Il filone delle camminate riveste un ruolo decisamente di primo piano nel programma del Fol in Fest, che quest’anno ha moltiplicato gli appuntamenti con il trekking, unendo a quello con Cribari quelli con Borgonovo e l’ultimo di Ottone al quadrato. “Abbiamo registrato una grande partecipazione alle camminate ecologiche conferma Camillo Mozzoni, direttore organizzativo del festival – e l’anno prossimo vogliamo ancora di più svilupparle in una sorta di ideale staffetta tra le quattro valli coinvolte”.

Incontri, camminate e ovviamente momenti artistici di alto livello nel paradigma del festival. La proposta culturale ha avuto quest’anno tra i momenti più intensi il concerto dei New Trolls, sessant’anni di storia della musica italiana, che ha richiamato gente da molte parti d’Italia e impreziosito dalla straordinaria presenza di Nico Di Palo.

“La sua vicenda personale rappresenta forse una delle immagini più potenti della risalita: dopo un gravissimo trauma che gli ha lasciato importanti limitazioni fisiche, ha saputo trasformare la sofferenza in una nuova stagione artistica, tornando a regalare al pubblico una voce capace di raggiungere autentiche vette. – sottolinea Polledri – La sua testimonianza dimostra come la resilienza, sostenuta dalla Grazia – con la G maiuscola – possa rendere possibile ciò che umanamente sembrava irraggiungibile. Non soltanto un grande musicista, ma un esempio vivente di speranza e di rinascita”. Di alto livello anche l’appuntamento teatrale che ha aperto il cartellone del festival a Nibbiano con l’anteprima nazionale dello spettacolo Oltre la Luna, con Giorgio Pasotti e il testo e le musiche di Davide Cavuti.

Due percorsi significativi dell’edizione 2026 si sono rivelati anche quello dedicato al gioco del Trucco e quello dedicato a Dante, con la mostra sul Purgatorio che ha accompagnato il festival a Pecorara e che ha tradotto concretamente il tema della risalita attraverso il viaggio della Divina Commedia. Un risultato reso possibile grazie al prezioso lavoro degli studenti e delle scuole dell’Alta Val Tidone, protagonisti di un progetto che ha saputo coniugare educazione, creatività e amore per il territorio. “È proprio questo il modello di cultura che il Fol in Fest intende promuovere – rilancia Polledri – una cultura che coinvolge le giovani generazioni e le rende protagoniste”.

La risalita è stata raccontata anche attraverso il gioco, inteso come linguaggio universale capace di creare relazioni e custodire la memoria dei popoli. Il recupero del tradizionale gioco del Trucco, proposto durante il festival, ha rappresentato molto più di una semplice riscoperta ludica: è stato un gesto di valorizzazione delle radici culturali dell’Appennino e un ponte ideale con le comunità degli emigrati piacentini in Argentina, dove questo antico gioco continua ancora oggi a essere praticato e tramandato come segno di appartenenza e identità.

“Una testimonianza concreta di come le tradizioni possano attraversare oceani e generazioni – evidenzia Mozzoni – continuando a unire persone e comunità. Anche questa è una forma di risalita: ritrovare le proprie radici per affrontare con maggiore consapevolezza il futuro.”

“Il bilancio della quinta edizione – sottolineano quindi in coro i rappresentanti del Fol in Fest – è quindi estremamente positivo, sia per la qualità degli ospiti sia per la partecipazione del pubblico, proveniente non solo dalla provincia di Piacenza ma anche da numerosi territori limitrofi. Un risultato che conferma la validità di una formula originale: un festival diffuso che porta cultura nei piccoli borghi dell’Appennino, valorizzandone l’identità e trasformandoli in luoghi di incontro e di riflessione”.

Ma questo non rappresenta un punto di arrivo.

Il tema della risalita continuerà infatti ad accompagnare il cammino del Fol in Fest anche nei prossimi mesi, attraverso nuovi appuntamenti già in programma. Tra questi spicca l’incontro del prossimo 10 settembre all’Università Cattolica di Piacenza, con la Lectio Magistralis di Monsignor Rino Fisichella, Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, che offrirà un ulteriore approfondimento sul significato della speranza e del cammino dell’uomo.

Proseguirà inoltre il percorso dedicato a Dante con il Premio universitario per il miglior elaborato sulla risalita nella Divina Commedia, iniziativa che intende valorizzare il contributo dei giovani studiosi e mantenere vivo quel dialogo tra letteratura, fede e contemporaneità che rappresenta uno dei tratti distintivi del festival.

«La quinta edizione – dichiara il direttore artistico Massimo Polledri – ci conferma che esiste un grande desiderio di cultura capace di parlare all’uomo nella sua interezza. La risalita non è un concetto astratto, ma un cammino concreto che ciascuno è chiamato a compiere nella propria vita personale, familiare e sociale. La montagna ci insegna che nessuna vetta si raggiunge senza fatica, ma anche che ogni salita apre orizzonti nuovi. È questo il messaggio che vogliamo continuare a proporre: rimettere al centro la persona, la libertà, la responsabilità, la bellezza e la speranza.»

Il Fol in Fest, promosso dai Comuni di Alta Val Tidone, Ferriere, Morfasso e Ottone, ha il patrocinio del Ministero del Turismo, di Provincia di Piacenza, Montagna Mia, Parco Culturale Ecclesiale e Associazione Italiana Trucco Argentino. Ha il contributo di Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio Emilia, Fondazione Piacenza e Vigevano, Banca di Piacenza, Allied Group e ALS.

A Ottone chiude il Fol in Fest con camminata e musica d’autore italiana. E’ stata la cornice suggestiva dell’alta Val Trebbia a salutare la quinta edizione del Fol in Fest, il festival diffuso della montagna che dopo l’apertura di Alta Val Tidone, ha visto protagoniste Ferriere e Morfasso prima dell’ultimo appuntamento a Ottone. Un fine settimana quello in Val Trebbia a due facce, che ha unito l’aspetto naturalistico con quello artistico della rassegna.

Sabato la sveglia è arrivata all’alba per una camminata che ha portato una trentina di iscritti, accompagnate dalle guide professioniste del gruppo Eva da Ottone fino a Ottone Soprano. Paesaggi immersi nel verde, silenzio e riflessioni personali in una passeggiata a contatto con la natura e la propria anima, a testimonianza di un legame profondo tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda.

Finale con un tutto nella musica d’autore italiana, domenica sera ai Giardini G. Caproni di Ottone, con il concerto della band storica I Re nella Cantina. Il repertorio del gruppo ha guidato i tanti ed entusiasti presenti in un viaggio tra i colossi del panorama musicale del Paese, da De Gregori a Lucio Battisti, da Bersani a Pino Daniele reinterpretati con arrangiamenti capaci di esprimere energia, intensità acustica e sonorità elettrica insieme a una sensibilità personale che da sempre guida il gruppo. Presenti, oltre al direttore artistico del festival Massimo Polledri, che ha introdotto la band e a Camillo Mozzoni, direttore organizzativo della rassegna, anche il Vice Sindaco di Ottone, Maria Lucia Girometta.

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