Attualità

Il ministro Guido Crosetto in visita al Genio Pontieri per la grande esercitazione “Stige 26” – FOTOGALLERY

Il Comando Genio testa la capacità di superamento di un ostacolo inguadabile in uno scenario operativo pluriarma.

Si è svolta oggi, infatti, presso l’area addestrativa “Scalo Po”, sede del 2° Reggimento Genio Pontieri, la fase conclusiva dell’esercitazione “STIGE 26”, importante attività addestrativa pianificata nell’ambito dello sviluppo e consolidamento delle capacità operative della componente Genio dell’Esercito Italiano.

L’evento si è tenuto alla presenza del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello. 

L’esercitazione

L’esercitazione “STIGE 26” si inserisce nel più ampio processo di potenziamento delle capacità di combattimento delle unità del Genio, con particolare riferimento alla condotta di operazioni di attraversamento di corsi d’acqua non guadabili in scenari ad elevata complessità con connotazione multidominio.

Nel corso dell’attività una compagnia del Reggimento Genio Pontieri si è impegnata nella pianificazione, realizzazione e anche gestione di un sito di attraversamento identificato lungo l’alveo del fiume Po, abilitando la manovra di forzamento in un contesto operativo caratterizzato dalla presenza di ostacoli sulla sponda opposta e minacce diffuse.

Ambiente pluriarma

La manovra si è svolta in un ambiente pluriarma, nel quale le unità del Genio hanno operato in stretto coordinamento con assetti di manovra e specialistici della Forza Armata, fra i quali un plotone guastatori del 3° Reggimento Genio, un plotone esplorante del Reggimento “Savoia Cavalleria” (3°), un assetto del 7° Reggimento Bersaglieri e il contributo di assetti dalla Brigata Informazioni Tattiche, dal Comando Trasmissioni, dal Comando Aviazione dell’Esercito e dal Comando Artiglieria Controaerei.

Durante l’operazione, elementi del 185° Reggimento Ricognizione e Acquisizione Obiettivi e del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti hanno operato in profondità oltre la linea di contatto, contribuendo alla neutralizzazione di obiettivi tattici funzionali allo sviluppo della manovra.

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