Attualità

Da Elsa Fornero a Beppe Severgnini, il programma del Festival del pensare contemporaneo per sabato 26 settembre

Da Fabrizio Barca ed Elsa Fornero a Beppe Severgnini, Mario Calabresi, Franco Gabrielli ed Emanuele Coccia: a Piacenza una giornata di incontri tra democrazia, geopolitica, tecnologia, città, relazioni e futuro

Una giornata che attraversa il contemporaneo da mattina a notte, mettendo insieme politica e filosofia, economia e tecnologia, città e territori, informazione, teatro e musica. Entra nel vivo oggi, sabato 26 settembre, il Festival del Pensare Contemporaneo di Piacenza, con un programma diffuso in numerosi luoghi della città e appuntamenti che proseguiranno fino all’1.30 di notte.

Ad aprire la giornata, dalle 9.30 alle 10.30 in Piazza Cavalli, è “Morning Live – I giornali, spiegati bene”, la rassegna stampa del Festival: un primo momento dedicato all’attualità e alla lettura delle notizie con cui cominciare la giornata provando a orientarsi tra i fatti e i temi del presente.

Alle 10.30, alla Sala dei Teatini, l’attenzione si sposta invece sull’intelligenza artificiale con “Fidati di me! Sono la tua IA personale”. Fino alle 12, Luca Bolognini, Loubna Bouarfa, Guido Saracco e Greta Rosa si confrontano in un dialogo dedicato a una tecnologia che sta diventando sempre più personale e presente nella quotidianità, sollevando interrogativi sul rapporto tra fiducia, persone e sistemi intelligenti. L’incontro è disponibile anche in live streaming.

Sempre alle 10.30. All’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Come si negozia in un mondo senza regole? porta Piero Benassi, Michael Tsur e Veronica Fernandes a confrontarsi sull’arte di trovare accordi quando la diplomazia entra in crisi. Alla stessa ora, al Conservatorio Giuseppe Nicolini, spazio alla musica con Caro Petrassi. Le lettere che hanno attraversato il Novecento musicale.

A mezzogiorno il programma si moltiplica. Palazzo Gotico ospita Niente alibi! Oltre il caos attuale, reinnamorarsi della democrazia, con Fabrizio Barca, Elsa Fornero e Serena Mazzini. Le prenotazioni risultano esaurite, ma il Festival segnala la disponibilità di alcuni posti a ingresso libero fino a esaurimento della capienza.

Sempre alle 12, a Palazzo Rota Pisaroni, Antonella Bruzzese, Maurizio Carta e Paola Pierotti discutono in La città che ci aspetta, un incontro dedicato alle trasformazioni dello spazio urbano. A XNL Piacenza, invece, Vittorio Gallese e Andrea Colamedici affrontano il rapporto tra identità e tecnologia in Il sé digitale. Alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi – Amici dell’Arte è invece in programma, dalle 12 alle 13, La regina di maggio.

Il pomeriggio riparte alle 15 da XNL con Non c’è più l’economia di una volta: protagoniste Anna Maria Fellegara, Elena Leonardi, Arancha Martinez e Mariangela Pira, chiamate a interrogarsi sui cambiamenti che stanno ridisegnando l’economia e il lavoro.

Alle 15.30 si aprono altri due fronti. Alla Sala dei Teatini, Confini di carta riunisce Matteo Meschiari, Alba Nabulsi, Valerio Nicolosi e Veronica Fernandes, mentre al Teatro Gioia Dario Bassani e Serena Mazzini sono protagonisti di Le nostre teste bombardate. Alle 16, Palazzo Gotico ospita invece L’Italia che resta. Il rilancio delle aree montane interne, con Guido Castelli, Massimo Gargano, Giulio Tremonti e monsignor Adriano Cevolotto.

Particolarmente ricco il blocco delle 17. All’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano Asma Mhalla, Gary Lachman e Andrea Colamedici si incontrano per Attraversare tempi oscuri. A Palazzo Rota Pisaroni, Alessio Carciofi, Carlo Verdelli e Sabina Minardi affrontano il rapporto con smartphone e connessione permanente in Siamo prigionieri? Spegnere i cellulari e tornare a riaccendersi.

Al Teatro dei Filodrammatici, invece, Matteo Cerri e Beppe Severgnini si confrontano ne L’arte di invecchiare bene. Anche per questo appuntamento le prenotazioni risultano esaurite, ma restano alcuni posti a ingresso libero fino a esaurimento della capienza. A XNL Piacenza, infine, dalle 17 alle 18.30, “Saper vorreste” porta la lirica al centro della riflessione come lingua capace di attraversare il presente.

Alle 18.30 la giornata prosegue su più palcoscenici. Alla Sala dei Teatini, Hélène Giannecchini e Alexandre Lacroix sono protagonisti di Attraversare il desiderio. Le amicizie e gli amori smisurati. In Piazza Cavalli arrivano invece Mario Calabresi, Franco Gabrielli ed Eva Giovannini con Come si torna a vedere gli altri?, mentre all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano Andrea Moro presenta Un pipistrello dagli occhi azzurri.

Alle 19, sulla Terrazza del Grande Albergo Roma, Francesco Clementi e Antonio Gaudioso sono protagonisti de Il gusto della libertà. Anche in questo caso le prenotazioni risultano esaurite, con alcuni posti che restano disponibili a ingresso libero fino alla capienza dello spazio.

Il Festival entra poi nella sua serata con quattro appuntamenti contemporanei alle 21.

In Piazza Cavalli il filosofo Emanuele Coccia propone Il continente ignoto. Filosofia dell’amore moderno, una lectio dedicata a uno dei territori più universali e allo stesso tempo più difficili da decifrare dell’esperienza umana.

A XNL Piacenza, Gabriele Di Luca, Gabriele Vacis e Sabina Minardi discutono invece de La nostra fame di narrazioni. Il teatro al tempo dell’ipnocrazia. Al Tecnopolo MUSP – Sede Casino Mandelli, Mauro Pescio porta in scena Operazione Massacro, dedicato a Rodolfo Walsh e all’invenzione della non-fiction come genere letterario.

Alla Sala dei Teatini, infine, Guido Girardi, Bruno Giussani e Andrea Colamedici si confrontano in Più futuro nelle nostre vite. Per una sovranità dell’immaginazione: un invito a tornare a concepire il futuro non soltanto come qualcosa che accade, ma come uno spazio che può ancora essere immaginato e costruito.

E quando gli incontri finiscono, il Festival cambia linguaggio ma non si ferma. Dalle 22.15 all’1.30, al Tecnopolo MUSP – Sede Casino Mandelli, la giornata si chiude con live e dj set insieme a svegliaginevra, Populous e bopintrouble, per portare il pubblico dalla riflessione alla musica e accompagnare il sabato del Festival fino a notte fonda. L’ingresso è su prenotazione.

Quella di oggi si presenta così come una delle giornate più dense del Festival del Pensare Contemporaneo: dalla crisi della diplomazia alla democrazia, dalle trasformazioni economiche all’identità digitale, dalle aree interne al rapporto con gli smartphone, fino all’amore, alle narrazioni e alla capacità di immaginare il futuro. Un mosaico di domande diverse che converge sulla stessa questione: quali strumenti servono per orientarsi in un presente che cambia più velocemente delle categorie con cui siamo abituati a interpretarlo?

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