Impianto di Biometano a Sarmato, protesta dei cittadini fuori dal Consiglio Comunale: “La scelta è scellerata, la Giunta prenda una posizione precisa”. Rimane calda nel piacentino la questione, scoppiata a inizio estate verso la fine giugno, legata alla costruzione e l’esercizio, in prossimità del centro abitato, di un impianto per la produzione di biometano nel comune di Sarmato.
Il Comitato “RinnoviAMO Sarmato”, costituito per dire no alla realizzazione dell’ impianto, potrebbe mettere in atto azioni istituzionali che non escludono esposti e Class Action. I temi sono stati anche dibattuti nell’ultimo incontro pubblico, alla presenza di circa 400 cittadini, intitolato “Biometano – NO GRAZIE”, organizzata dal citato comitato.
Il Comitato precisa che non vi sono derive politiche in quanto l’eterogeneità di tutti i suoi componenti, fondatori e non, è di per sé garanzia di obiettività e trasparenza. Altresì si pone l’accento sull’assenza di preconcetti riguardo le fonti di energia rinnovabili purché le stesse garantiscano salute e pubblica utilità.
Sarmato – commenta Bruno Fellegara Presidente del comitato – ha una storia infinita di disagi ambientali che perdura ancora oggi e credo che sia giunto il momento di riprenderci alcune delle nostre sacrosante libertà. Siamo sempre stati esposti a odori ed emissioni atmosferiche che hanno condizionato la cittadinanza. Ora vedere presentare questa domanda per un impianto che dovrebbe essere attivo 24 ore su 24 tutto l’anno vicino al centro abitato non ci ha solo preoccupato, ma anche allarmato! Vorremmo ci venisse restituita la dignità di poter essere liberi da queste situazioni.
Abbiamo bisogno di sostegno da parte delle istituzioni, quindi abbiamo pensato all’ANAC, al Ministero dell’Ambiente, alla Guardia di Finanza e ai NAS per attivare una serie di verifiche sul tema. Abbiamo bisogno di sapere come sono andate le cose. Chiediamo il rispetto della Articolo 41 della Costituzione Italiana. L’Articolo dice che l’iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in contrasto alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.
Circa un centinaio di cittadini hanno dato vita a una protesta civile e creativa. Abbiamo applaudito l’Amministrazione Comunale per sollecitarla a prendere una posizione netta a vantaggio, non del comitato, ma della popolazione.
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