Trasformare gli attuali plessi didattici in istituti comprensivi. E’ la rivoluzione proposta dalla giunta e avvallata all’unanimità dal consiglio comunale. La conversione è prevista a partire dall’anno 2026-2027, per sfruttare le nuove strutture scolastiche che si ricaveranno dalla riqualificazione della ex Manifattura Tabacchi e dell’ex Laboratorio Pontieri. A illustrare il programma è stato l’assessore Mario Dadati.
“Anche la Regione ha sottolineato l’importanza per i comuni di sostenere e diffondere nella riorganizzazione della rete scolastica il modello organizzativo verticale dell’istituto comprensivo. Lo scenario è in rapida evoluzione e la prossima costruzione di due nuove scuole secondarie di primo grado, l’ex Manifattura Tabacchi di cui abbiamo appena posato la prima pietra e il Laboratorio Pontieri, grazie ai fondi del PNRR intercettati dall’amministrazione Barbieri e finalizzati dalla giunta Tarasconi, ha consentito di ridare slancio e nuova opportunità alla costruzione dei comprensivi in città”.
La situazione attuale a Piacenza presenta sei circoli didattici, al cui interno trovano spazio 19 plessi di scuole di infanzia per un totale odierno di 1531 iscritti, unitamente a 16 plessi di scuole primaria per un totale ad oggi di 4373 iscritti. Sono presenti tre scuole secondarie di primo grado per un totale di 8 plessi e 2922 iscritti. Ad oggi quindi il primo ciclo di istruzione del Comune di Piacenza è popolato da 8826 iscritti. Gli istituti comprensivi saranno 8.
Come effetto del callo della natalità, i giovani residenti di età 3-14 anni nei prossimi tre anni diminuiranno di 307 unità, meno 3,2%, e la decrescita risulta più marcata nella fascia 6-10 anni, meno 5%. Le previsioni non tengono in considerazione i futuri effetti dei flussi migratori nel nostro comune, influenzati dagli scenari internazionali e di difficile quantificazione.
Il centrodestra ha sostanzialmente accolto positivamente il programma, sottolineando però che si tratta di un percorso iniziato con la giunta Barbieri. Lo ha sostenuto Sara Soresi, di Fratelli d’Italia. Patrizia Barbieri, invece, ha invitato a un maggiore coinvolgimento delle parti in causa.
“E’ importante che vi sia una condivisione, una condivisione unitaria, la necessità che vengano anche coinvolti i genitori, la necessità che vengono anche coinvolti i docenti: è un passaggio che abbiamo sempre tenuto tutti in considerazione, penso anche l’assessore Dadati. Un passaggio che dovrà essere necessariamente fatto subito dopo, proprio perché qui noi stiamo parlando di una scelta didattica e pedagogica, una scelta che mette al primo posto il bambino che poi diventa adolescente, che noi accompagniamo dall’inizio e alla fine in una grande sfida, una grande sfida ovviamente anche per gli insegnanti”.
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