Diciotto anni sono un traguardo importante, anche per un premio. Martedì 10 novembre 2026, alle ore 17.30, presso la ex chiesa del Carmine di Piacenza, si terrà la cerimonia della 18ª edizione del Premio Coppa d’Oro. L’evento è organizzato dal Consorzio di Tutela dei Salumi DOP Piacentini in collaborazione con il Comune di Piacenza, la Camera di Commercio dell’Emilia e il Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste. La manifestazione ha il patrocinio della Provincia di Piacenza e della Regione Emilia – Romagna.
L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti ed è aperto alla città. È necessaria la prenotazione obbligatoria entro il giorno 9 novembre tel. 0523/591260 oppure info@salumidoppiacentini.it
“La Coppa d’Oro torna con un’edizione ancora più ricca di appuntamenti, capace di raccontare una delle espressioni più autentiche della nostra identità: le eccellenze che nascono dal territorio e sanno farsi conoscere ben oltre i suoi confini” – “dichiara la Sindaca di Piacenza Katia Tarasconi – “ È particolarmente significativo che quest’anno la manifestazione preceda di pochi giorni la presentazione della Guida Michelin, che Piacenza avrà l’onore di ospitare il prossimo 12 novembre, creando un ideale filo conduttore tra due eventi di grande prestigio.
Anche i riconoscimenti di questa edizione raccontano storie di eccellenza: Davide Groppi, piacentino e protagonista internazionale del design della luce; la Guida Michelin, riferimento mondiale della gastronomia; e Luca Carboni, cantautore e artista visivo capace di portare la propria creatività oltre ogni confine, mantenendo vive le sue radici.
Perché l’eccellenza non appartiene a un solo settore, ma nasce dalla capacità di valorizzare le proprie radici e, allo stesso tempo, guardare oltre i propri confini. È questo il valore di una manifestazione che, grazie a un grande lavoro di squadra, continua a crescere e a dare prestigio alla nostra città».
Il Premio nasce nel 2007 da un’intuizione di Giuseppe Parenti, allora presidente della Camera di Commercio di Piacenza: trasformare la Coppa piacentina DOP in un simbolo dell’identità di un territorio. Giocando sul doppio significato della parola “coppa”, il Consorzio assegna ogni anno il riconoscimento a personalità dei mondi più diversi, dalla musica alla filosofia, dall’arte alla letteratura, dallo spettacolo all’imprenditoria, allo sport e alla ricerca. I premiati diventano ambasciatori di Piacenza e delle sue eccellenze, come la Coppa piacentina DOP, la Pancetta piacentina DOP e il Salame piacentino DOP.
Il Premio ha un nuovo simbolo: la lampada Bugia, “la luce che viene da dentro”.
Nella sua storia il Premio è stato rappresentato dalla “Razdura”, la massaia della tradizione emiliana e piacentina. Per la maggiore età il Consorzio ha scelto di rinnovare questa narrazione affidandosi a Davide Groppi, designer piacentino di fama internazionale. Il Premio ha preso la forma della lampada Bugia, in un’esecuzione speciale.
Bugia nasce come reinterpretazione contemporanea del vecchio portacandele. Come racconta la descrizione dell’oggetto, è «la sintesi perfetta di memoria, tecnologia e poesia». È una lampada ricaricabile, e la sua è «la luce che viene da dentro»: sembra nascere dal cuore, con la delicatezza di un sentimento intimo. Evoca il gesto antico e quotidiano della donna che, prima della luce elettrica, si muoveva nel buio protettivo della casa con una piccola fiamma. Con quella fiamma vegliava sui figli e controllava la lievitazione del pane o la stagionatura delle provviste. Il passaggio è simbolico: la tradizione non viene abbandonata, ma riletta con un linguaggio contemporaneo, essenziale e riconoscibile. Come la luce di Groppi rende visibili gli spazi senza sovrastarli, il nuovo Premio vuole mettere in luce le persone, le storie e i valori che rendono Piacenza riconoscibile nel mondo.
Nato a Piacenza, alla fine degli anni Ottanta ha iniziato il proprio percorso in un piccolissimo laboratorio del centro storico per arrivare a importanti riconoscimenti internazionali, tra cui due Compassi d’Oro nel 2014. Davide Groppi incarna pienamente lo spirito del Premio per almeno tre ragioni: è un piacentino profondamente legato alle proprie origini; ha saputo trasformare un’intuizione artigianale in un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale; ha reso la luce una firma inconfondibile, facendo dialogare innovazione, poesia e concretezza. È, in questo senso, un piacentino orgoglioso delle proprie radici e, nello stesso tempo, un autentico orgoglio piacentino.
Protagonista della musica italiana e interprete sensibile del nostro tempo, capace di attraversare generazioni con parole, musica e immagini. Ha trasformato il legame profondo con Bologna e con le proprie radici in un linguaggio artistico universale, riconoscibile e vicino alle persone. Una carriera costruita con autenticità e coerenza, nella quale l’identità non è mai diventata un confine, ma un punto di partenza per parlare al mondo. La Coppa d’Oro celebra così un’eccellenza italiana che ha saputo trasformare la propria storia in patrimonio collettivo.» Luca Carboni intervistato sul palco parlerà del suo percorso artistico legato sia alla musica sia alle arti visive.
«La Guida MICHELIN è punto di riferimento autorevole e riconosciuto a livello internazionale nel mondo dell’alta gastronomia. Il Premio Coppa d’Oro celebra così un’istituzione che, da oltre un secolo, orienta il pubblico e accompagna l’evoluzione della ristorazione d’eccellenza nel mondo. Per la capacità di individuare, raccontare e valorizzare l’eccellenza attraverso criteri rigorosi, indipendenti e coerenti, contribuendo alla crescita della cultura gastronomica. E per aver reso la qualità della cucina un linguaggio universale, capace di mettere in relazione talento, territorio, materia prima, creatività e accoglienza. Per il ruolo svolto nel dare visibilità ai luoghi e ai protagonisti che trasformano il sapere artigianale in esperienza, identità e innovazione.» Ritirerà il Premio Massimo Leonardi, Responsabile Commerciale Michelin Lifestyle.
La serata, condotta da Chiara Marando, si aprirà con l’ouverture musicale del Maestro Corrado Casati del Conservatorio “Giuseppe Nicolini” di Piacenza, con le musiche da Il flauto magico di Mozart interpretate dalla soprano Corinna Baranovsky. Seguiranno il benvenuto della Sindaca Katia Tarasconi, il saluto del Direttore del Consorzio, Roberto Belli, e le premiazioni. Concluderà il saluto del Presidente di Visit Emilia, Simone Fornasari.
Nel corso della cerimonia sarà presentato anche il libro di Andrea Bricchi La mia cucina: ricette di famiglia e altre mie invenzioni, con prefazione di Carlo Cracco. Il ricavato sarà devoluto all’associazione PUNTOEACAPO che si occupa di disturbi dell’alimentazione.
Al termine, alle ore 19.00, si brinderà ai vincitori di questa edizione della Coppa d’Oro con i prodotti DOP piacentini: Coppa piacentina DOP, Pancetta piacentina DOP e Salame piacentino DOP.
La Coppa d’Oro arriva alla 18° edizione nell’anno in cui si celebrano i trent’anni delle DOP piacentine: il 2 luglio 1996 Coppa piacentina, Pancetta piacentina e Salame piacentino ottenevano la Denominazione di Origine Protetta. Piacenza è l’unica provincia dell’Unione europea a poter vantare tre DOP nel settore della salumeria.
«Compiere diciotto anni significa conservare salde le proprie radici e scegliere una forma nuova per raccontarsi. È ciò che fa la Coppa d’Oro, ed è ciò che da trent’anni fanno le nostre tre DOP, ambasciatrici autentiche di Piacenza nel mondo. Con la nuova veste firmata da Davide Groppi, il Premio unisce due forme del saper fare, il design e la tradizione alimentare, e continua a mettere in luce le persone e le storie che rendono il nostro territorio riconoscibile.» Roberto Belli, Consorzio Tutela Salumi DOP Piacentini
Trent’anni, tre DOP: un mese di iniziative nei ristoranti, nelle enoteche e nei bar per celebrare i trent’anni di Coppa piacentina DOP, Pancetta piacentina DOP e Salame piacentino DOP.
Piacenza, 3 novembre 2026 – Dal 9 novembre all’8 dicembre 2026 Piacenza dedica un mese intero alle sue eccellenze con “Il Mese delle DOP Piacentine”, progetto promosso dal Consorzio Tutela Salumi DOP Piacentini in collaborazione con il Comune di Piacenza, nell’ambito delle iniziative sotto l’egida di Coppa d’Oro. Il mese è dedicato alle tre DOP piacentine: Coppa piacentina DOP, Pancetta piacentina DOP e Salame piacentino DOP.
Il 2026 è un anniversario speciale: sono passati 30 anni dall’assegnazione della DOP ai tre salumi piacentini. Un doppio numero che racconta un primato: Piacenza è l’unica città con tre DOP della salumeria. Non se ne conoscono altre in Europa. Trent’anni di tutela, qualità e tradizione, e tre prodotti che hanno portato il nome del territorio sulle tavole di tutto il mondo.
Il cuore del progetto è il coinvolgimento dei pubblici esercizi piacentini. L’elenco dei ristoranti, delle enoteche e dei bar aderenti sarà reso noto sui canali del Comune di Piacenza e del Consorzio. Ognuno di questi esercenti ha scelto una modalità propria per promuovere i Salumi DOP Piacentini, e sarà interessante scoprire come ciascuno di loro avrà interpretato “Il Mese delle DOP Piacentine”: degustazioni, assaggi, entrée di benvenuto, ricette dedicate e preparazioni gastronomiche.
Per sostenere l’iniziativa, il Consorzio di Tutela dei Salumi DOP Piacentini fornirà agli esercizi aderenti materiali promozionali e una prima fornitura di Coppa Piacentina DOP, Salame piacentino DOP, Pancetta Piacentina DOP.
L’iniziativa vuole promuovere le eccellenze del territorio e, insieme, il turismo: un mese per invitare piacentini e visitatori a scoprire la città attraverso i suoi sapori, nei locali che ogni giorno li portano in tavola. Il Comune di Piacenza e il Consorzio daranno visibilità agli esercizi e alle loro proposte attraverso i propri canali web e social.
«Il Mese delle DOP Piacentine è un’occasione per raccontare e valorizzare insieme le eccellenze del territorio, coinvolgendo chi ogni giorno le porta in tavola. Sono proprio i locali pubblici di Piacenza i primi ambasciatori dei nostri prodotti», sottolinea Roberto Belli, Direttore del Consorzio di Tutela dei Salumi DOP Piacentini.
«Le cose migliori nascono dalla sinergia tra i diversi enti del territorio. Lavorare insieme permette di massimizzare i risultati, e condividere gli obiettivi è un valore enorme. “Il Mese delle DOP Piacentine” ne è un esempio concreto. Comune, Consorzio, Associazioni di categoria e pubblici esercizi remano nella stessa direzione per far conoscere le nostre tre DOP della salumeria, un primato che Piacenza può vantare in Europa. Nell’anno in cui ne celebriamo i trent’anni, vogliamo che cittadini e visitatori scoprano la città anche attraverso i suoi sapori, a vantaggio delle attività produttive e dell’attrattività turistica del territorio. Ringrazio il Consorzio e tutti i ristoratori, gli enotecari e i baristi che hanno scelto di partecipare con entusiasmo e creatività.» Conclude l’Assessore del Comune di Piacenza Simone Fornasari.
Piacenza, 9 Novembre – La terrazza del Grande Albergo Roma, affacciata sui tetti della città, sarà il palcoscenico di una cena straordinaria dedicata alla celebrazione della gastronomia piacentina.
Questo evento, che si terrà il 9 novembre prossimo, presenterà un menu speciale ispirato alle prime “stelle Michelin” di Piacenza, rendendo omaggio a una tradizione culinaria che si distingue per la qualità dei suoi prodotti.
L’evento, concepito dal giornalista Giorgio Lambri e realizzato in collaborazione con il Comune di Piacenza e il Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini, avrà anche una forte connotazione benefica: parte del ricavato sarà devoluto in sostegno all’Associazione PUNTOEACAPO che ha come finalità la cura delle disfunzioni dell’alimentazione e della nutrizione soprattutto dei giovani.
Piacenza è unica nel suo genere, vantando ben tre diverse DOP della salumeria: il Salame Piacentino DOP, la Coppa Piacentina DOP e la Pancetta Piacentina DOP. Questi ingredienti di eccellenza sono il fondamento della grande cucina locale.
La storia culinaria di Piacenza ha visto brillare la prima stella con il Grande Albergo Roma nel 1960 e nel 1961, grazie al talento di Egidio Vecchi, Angelo Tavani e Romano Parvenza, e del pasticcere Nino di Codogno. Con il passare degli anni, chef pionieri come Valentino Migliorini, Georges Cogny e Isa Mazzocchi hanno continuato a portare lustro alla tradizione gastronomica piacentina.
Ma della “galassia Michelin” hanno fatto parte anche altri chef e ristoratori del territorio: da Renato e Maria Teresa Besenzoni (da Giovanni a Cortina di Alseno) a Giampiero Rigolli (Maps di Castell’Arquato), da Patrizia Dadomo (La Fiaschetteria di Besenzone) alle due stelle di Filippo Chiappini Dattilo (Antica Osteria del Teatro), da Carla Aradelli (Riva di Ponte dell’Olio) a Daniele Repetti (Il Nido del Picchio di Carpaneto), fino a Isa Mazzocchi, che con La Palta di Bilegno (Borgonovo) detiene oggi l’unica “stella” piacentina.
L’obiettivo della serata è onorare dieci maestri della cucina locale che, dal 1961 ad oggi, hanno trasformato le materie prime in vere opere d’arte gastronomiche. “La Stella Michelin – spiega Giorgio Lambri – non rappresenta solo un riconoscimento tecnico, ma è un segno di un impegno autentico per raccontare la memoria attraverso il futuro”.
La serata, dal titolo evocativo “… E le stelle stanno a brillare” nasce da un’idea del giornalista Giorgio Lambri con lo scopo di premiare dieci Maestri della Cucina, custodi illuminati di una tradizione antica e pionieri di un’evoluzione senza tempo che, dal 1961 a oggi, attraverso la dedizione quotidiana, il rigore della tecnica e l’amore viscerale per il proprio territorio, hanno trasformato la straordinaria dispensa della terra piacentina in un linguaggio universale di alta ristorazione.
“La Stella Michelin che fregia i percorsi di questi straordinari professionisti – spiega Giorgio Lambri – non è stata soltanto il riconoscimento di un’eccellenza tecnica o di un lusso sognato, ma il sigillo di un impegno autentico: quello di saper raccontare la memoria attraverso il futuro, eleggendo la tavola a luogo di cultura, emozione e convivialità. Con talento e visione questi chef hanno saputo entrare nel palcoscenico gastronomico internazionale, facendo della qualità una scelta di vita e della cucina una forma d’arte”.
In questa premiazione vi sarà prima di tutto un valore storico: ricordare l’importanza della Guida Michelin come punto di riferimento mondiale ed evidenziare come la provincia di Piacenza abbia saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano fin dalle prime edizioni storiche in Italia.
Ma anche il desiderio di valorizzare il binomio tradizione-innovazione sottolineando come i grandi chef piacentini abbiano saputo prendere piatti iconici della tradizione e reinterpretarli con eleganza e modernità. Ed abbiano scelto di celebrare i prodotti d’eccellenza della provincia (i salumi piacentini a Denominazione di Origine Protetta, i vini dei Colli Piacentini ma anche tutti i nostri migliori presidi) valorizzandoli nei loro menù.
Durante la cena, gli chef del Grande Albergo Roma prepareranno piatti storici che hanno contribuito a scrivere la storia della nostra alta cucina, in un momento di omaggio, saranno consegnate pergamene commemorative agli chef, o ai loro familiari “Per aver coltivato e onorato l’alta cucina italiana e internazionale nel nostro territorio”, come recita la motivazione.
L’evento sarà arricchito da interventi di esperti e storici della gastronomia, tra cui Fausto Arrighi, Andrea Grignaffini e Stefano Quagliaroli, che condivideranno aneddoti e riflessioni sulla cultura gastronomica di Piacenza.
Per prenotazioni alla cena, che avrà luogo tre giorni prima dell’attesissimo evento Michelin al Teatro Municipale, è possibile contattare il Grande Albergo Roma.
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