La giunta comunale ha presentato in consiglio comunale la proposta di Piano urbanistico generale (PUG). A illustrare il PUG è stata Adriana Fantini, assessore all’Urbanistica.
Ambiente, attrattività, lavoro e sicurezza. Sono le quattro grandi sfide attorno alle quali si costruisce la proposta del nuovo Piano urbanistico generale di Piacenza, presentata in Consiglio comunale dall’assessore all’Urbanistica Adriana Fantini. Un documento che punta a superare l’attuale Psc e a tradurre in scelte urbanistiche una visione della città fondata sull’equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo economico.
La seduta ha aperto quella che Fantini ha definito la «fase decisiva» del percorso verso il nuovo strumento urbanistico: prima la discussione complessiva sull’idea di città delineata dal Piano, poi, nelle successive sedute consiliari, l’esame delle osservazioni presentate. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è arrivare all’adozione del Pug dopo un percorso che ha coinvolto cittadini, associazioni, forze politiche ed enti e si è avvalso di studi e approfondimenti tematici.
Il punto di partenza politico è quello di una Piacenza «in equilibrio tra tutela ambientale e potenzialità di sviluppo economico». Da qui nasce quella che l’amministrazione ha chiamato “Prospettiva Piacenza”, articolata in quattro visioni: Piacenza ecologica, attraente, innovativa e affidabile. Quattro dimensioni che intendono rispondere rispettivamente alle sfide dell’ambiente, dell’attrattività, del lavoro e della sicurezza.
Secondo Fantini, il nuovo Piano non può limitarsi a governare l’espansione urbana secondo schemi del passato. L’attuale Psc viene considerato non più adeguato ad affrontare questioni come la desigillazione dei terreni, la salvaguardia delle aree verdi ancora inedificate, l’emergenza abitativa attraverso la rigenerazione urbana e una regolazione più precisa degli insediamenti produttivi e logistici.
La prima delle quattro prospettive è quella della Piacenza ecologica. Il Piano punta alla riduzione del consumo di suolo agricolo e delle risorse naturali, all’incremento degli alberi, alla rigenerazione degli spazi pubblici e delle aree dismesse e allo sviluppo della mobilità dolce e intermodale.
Tra gli interventi citati dall’assessore figura la realizzazione di una foresta periurbana lungo l’asse a sud della città, all’esterno della tangenziale, con 134mila nuove piante. Il Pug prevede inoltre la salvaguardia di aree rimaste inedificate, destinate a verde pubblico, la creazione di parchi nelle zone dismesse o sottoutilizzate e un rafforzamento della presenza del verde negli interventi di trasformazione urbana.
La seconda direttrice, Piacenza attraente, guarda invece alla capacità della città di essere accogliente non soltanto per chi già la abita, ma anche per chi la visita o potrebbe scegliere di trasferirvisi. Il Pug lega questo obiettivo alla valorizzazione dei luoghi storici, alla qualità degli spazi pubblici, alle infrastrutture sportive, alla rigenerazione delle periferie e all’ampliamento dell’offerta di abitazioni sociali.
Nel centro storico il Piano contempla il riuso degli edifici restaurati per nuove funzioni rivolte a cittadini, associazioni, turisti e servizi pubblici. Fantini ha richiamato, tra gli esempi, la riqualificazione di piazza Casali per mercati e attività culturali e il recupero delle scuderie di Maria Luigia. Sul fronte abitativo, particolare attenzione viene riservata alle giovani generazioni, con nuove residenze studentesche e interventi di housing sociale per le famiglie, da mettere in relazione anche con le politiche per la mobilità sostenibile.
Con Piacenza innovativa, la terza prospettiva, il Pug affronta più direttamente il tema dello sviluppo economico. L’obiettivo dichiarato è rendere la città capace di attrarre opportunità di lavoro e investimenti, puntando contemporaneamente su servizi, formazione, università e infrastrutture.
Tra le azioni richiamate figurano una gestione più efficiente del patrimonio immobiliare pubblico, la riqualificazione energetica e sismica degli edifici, l’ampliamento del polo universitario, la nuova sede della Facoltà di Medicina e la promozione di centri di formazione professionale in aree strategiche per l’industria.
Uno dei nodi centrali riguarda però il rapporto tra produzione e logistica. Il nuovo Pug introduce una distinzione che, secondo Fantini, manca nell’attuale strumento urbanistico: l’obiettivo è favorire gli insediamenti produttivi e, contemporaneamente, impedire nuovi insediamenti logistici al di fuori del polo individuato. In questa strategia rientra anche lo sviluppo del polo del ferro, pensato come nodo per il trasporto merci e per rafforzare l’intermodalità ferro-gomma.
La quarta prospettiva è quella della Piacenza affidabile, nella quale il concetto di sicurezza viene declinato in più direzioni: dalla capacità di affrontare gli effetti del cambiamento climatico alla sicurezza idraulica, dall’inclusione sociale fino al contrasto alla criminalità e al degrado urbano.
Sul versante ambientale, il Piano prevede due bacini per la raccolta delle acque in caso di precipitazioni eccessive lungo la tangenziale sud e interventi sui terreni fluviali per contribuire a contenere le piene. Per i nuovi interventi edilizi vengono inoltre previsti requisiti minimi in materia di sostenibilità energetica e sicurezza idraulica e incentivi per aumentare la permeabilità del suolo e la piantumazione di alberi.
Alla sicurezza viene collegato anche il tema dell’abitare. Nei grandi interventi di trasformazione urbanistica sarà prevista una quota minima di alloggi sociali Ers, accompagnata da incentivi premiali per chi andrà oltre il minimo richiesto. Il Piano recepisce inoltre gli indirizzi per l’eliminazione delle barriere architettoniche e contempla case della comunità con spazi polivalenti destinati ai servizi sanitari e sociali.
La rigenerazione urbana viene infine indicata come uno degli strumenti per intervenire sulla sicurezza e sul degrado: in questa cornice Fantini ha citato anche la riqualificazione del lungo Po e gli incentivi per recuperare gli edifici abbandonati.
L’arrivo della proposta in Consiglio è l’ultima tappa di un iter lungo. Il primo passaggio risale al 2019, quando la Giunta avviò il processo di adeguamento della pianificazione urbanistica alla legge regionale 24 del 2017. Nel novembre 2021 l’obiettivo venne modificato, scegliendo di procedere alla redazione di un nuovo Piano urbanistico generale.
Il percorso partecipativo è partito il 10 novembre 2022 con Palazzo Farnese individuato come “casa del Piano”. Da allora si sono susseguiti otto incontri tematici, un questionario pubblico, workshop partecipativi, iniziative dedicate ai ragazzi con “Pug Young”, laboratori nei quartieri e sei visite nei luoghi della rigenerazione urbana attraverso il progetto “Accendiamo il Pug”.
A questi appuntamenti si sono aggiunti sei incontri con la Consulta Ambiente e Territorio, sette audizioni delle commissioni consiliari e la fase di restituzione successiva all’assunzione del Piano da parte della Giunta. Tra febbraio e aprile 2024 si è inoltre svolta la consultazione preliminare prevista dalla legge regionale, mentre enti come Consorzio di Bonifica, Rfi, Snam, Ireti, Arpae, Atersir, Soprintendenza, Provincia e Regione hanno fornito i propri contributi conoscitivi e valutativi.
Ora il confronto si sposta nell’aula consiliare. Per Fantini il Pug deve essere la sintesi di esigenze che non possono essere affrontate separatamente: ambiente e sviluppo, casa e rigenerazione, lavoro e qualità urbana, sicurezza e inclusione. «Sintesi non è riduzione, ma tessitura», ha spiegato l’assessore, utilizzando l’immagine dei fili che, intrecciandosi, fanno emergere il disegno complessivo della città.
Un disegno sul quale il Consiglio comunale è ora chiamato a confrontarsi, prima di entrare nel merito delle osservazioni e arrivare all’adozione del nuovo strumento urbanistico.
Il confronto in aula è quindi entrato nel merito delle quattro sfide indicate dal Piano, con i primi interventi dei consiglieri che hanno posto l’accento su due dei temi centrali della proposta: sostenibilità ambientale e attrattività della città.
Per Luigi Rabuffi (Alternativa per Piacenza) la priorità è rappresentata dalla prima sfida, quella della “Piacenza ecologica”. Il consigliere ha richiamato in particolare gli obiettivi contenuti nei documenti del Pug: contrasto al consumo di suolo agricolo, tutela del patrimonio naturalistico, lotta ai cambiamenti climatici, densificazione urbana, depavimentazione e riduzione delle isole di calore, insieme al potenziamento della mobilità dolce e agli incentivi per la rigenerazione urbana ed edilizia.
Un impianto sul quale Rabuffi ha espresso condivisione, rimandando però il giudizio alla capacità di trasformare gli obiettivi dichiarati in scelte effettive. «Se queste parole si trasformeranno in fatti, bene, benissimo», ha osservato, dicendosi «molto ansioso di vedere come risponderemo a quella sfida». Un primo banco di prova, secondo il consigliere, sarà rappresentato dalla fase delle controdeduzioni alle osservazioni presentate al Piano.
Sul concetto di attrattività si è invece concentrato Massimo Trespidi, della civica di centrodestra, chiedendo di approfondire il significato attribuito dal Pug a questo obiettivo. Per Trespidi una città non può infatti misurare la propria capacità di attrarre soltanto attraverso gli indicatori economici, ma deve partire dalla qualità della vita offerta a chi la abita.
Il consigliere ha richiamato, a questo proposito, la disponibilità economica presente sul territorio piacentino, sostenendo che il vero nodo sia un altro: «Non è tanto una questione di attrattività economica, ma di attrattività dal punto di vista della qualità della vita». Una qualità, ha aggiunto, che deve essere insieme «percepita e reale».
È dunque sul benessere delle persone che, secondo Trespidi, dovrebbe misurarsi anche la pianificazione della città: «Lo stare bene con se stessi e lo stare bene con gli altri» rappresenta un elemento del quale, ha concluso, «non può non tener conto un documento di sviluppo urbanistico come quello di cui stiamo discutendo».
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