Un viaggio dentro la Divina Commedia, dalle tenebre della selva oscura alla luce del Paradiso, con al centro uno dei tesori più preziosi del patrimonio culturale piacentino: il Codice Landiano, custodito dalla Biblioteca comunale Passerini-Landi, la più antica copia datata del poema giunta fino a noi, risalente al 1336.
È il cuore della mostra dedicata a Dante e al Codice Landiano, in programma a XNL dal 17 dicembre 2026 al 18 aprile 2027, con la curatela scientifica di Antonio Iommelli.
Il progetto prevede più di quaranta opere, affiancate da installazioni multimediali, suoni e immagini, per accompagnare il visitatore attraverso le tre cantiche e rendere accessibile a pubblici diversi la ricchezza poetica, filosofica e umana dell’opera dantesca.
“Piacenza custodisce una testimonianza straordinaria della storia della Divina Commedia – sottolinea l’assessore alla Cultura Christian Fiazza –. Vogliamo valorizzarla con un percorso coinvolgente e culturalmente rigoroso, capace di parlare sia a chi conosce e studia Dante, sia a chi desidera avvicinarsi al suo mondo. L’ambizione è lasciare al visitatore nuove conoscenze e il desiderio di tornare a leggere il poema”.
Il Codice Landiano costituisce il fondamento dell’intero progetto espositivo.
Attorno a questa testimonianza prende forma un itinerario nel quale il pubblico è invitato a ripercorrere il cammino dantesco di smarrimento, purificazione e trascendenza, attraverso un’esperienza che coinvolge lo spazio, la vista e l’ascolto.
La selezione delle opere risponde a un preciso disegno curatoriale: ciascuna è individuata per il rapporto con i temi e le atmosfere delle diverse sezioni.
La componente tecnologica e sonora svolge una funzione di mediazione culturale, dando forma alle immagini e alle suggestioni del testo e offrendo strumenti di lettura anche a chi non possiede conoscenze specialistiche.
Suoni, luci e installazioni dialogano con le opere per restituire la forza espressiva della Divina Commedia, dalle ambientazioni aspre e caotiche dell’Inferno alle armonie del Paradiso.
Il percorso prenderà avvio dallo smarrimento della selva oscura e dalla porta dell’Inferno, attraversando il passaggio dell’Acheronte, il dramma di Paolo e Francesca e la città di Dite, fino al gelo di Cocito e alla figura di Lucifero.
Una riflessione sulla caducità dei beni terreni preparerà quindi il passaggio alla dimensione del Purgatorio.
La risalita lungo lo scalone assumerà il significato dell’ascesa alla montagna della seconda cantica, trasformando lo spostamento fisico del visitatore in parte del racconto.
Al primo piano, il Paradiso sarà evocato attraverso superfici chiare, riflessi e giochi di luce, in un progressivo alleggerimento delle forme che accompagnerà il pubblico fino al Cielo delle Stelle Fisse e all’Empireo.
La preparazione prosegue con il lavoro degli uffici comunali, della curatela e il confronto con le istituzioni culturali coinvolte, in collaborazione con la Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Il programma dettagliato e l’elenco definitivo delle opere saranno comunicati con il completamento degli accordi e delle procedure di prestito.
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