Cronaca Piacenza

La paura di disordini “ferma” la scuola: attività esterne e spostamenti annullati, classi semivuote. Proseguono le indagini sulle chat

Nessun disordine, almeno fino a questo momento, ma tanti disagi e preoccupazione tra le famiglie. Il tam tam sui social relativo a possibili tensioni e scontri tra studenti, anche nei pressi degli istituti scolastici di Piacenza, ha avuto conseguenze concrete sull’attività didattica di questa mattina, martedì 20 ottobre. Alcune scuole hanno sospeso le uscite e le attività all’esterno, mentre numerosi genitori hanno preferito tenere i figli a casa. Il risultato, in diversi istituti cittadini, è stato quello di classi semivuote.

Scuole di Piacenza, sospese uscite didattiche e attività all’esterno

Le prime ripercussioni si erano registrate già nella serata di lunedì, quando alcuni istituti, in particolare scuole superiori, avevano comunicato alle famiglie la decisione di sospendere per la giornata successiva le attività previste fuori dagli edifici scolastici.

Una misura precauzionale che ha riguardato non soltanto le uscite didattiche, ma anche i semplici spostamenti verso le palestre esterne utilizzate per le lezioni di educazione fisica.

Allarme scontri tra studenti sui social, cresce la preoccupazione delle famiglie

A pesare sulle decisioni è stato il clima di apprensione alimentato dalla circolazione di messaggi e segnalazioni sui social, nei quali si paventavano possibili disordini tra gruppi di studenti.

La preoccupazione si è rapidamente diffusa anche tra i genitori. Molte famiglie, per prudenza, hanno scelto di non mandare i figli a scuola, determinando un calo delle presenze in alcune classi degli istituti cittadini.

Nessun disordine registrato, accertamenti sull’origine delle segnalazioni

I timori, almeno per il momento, non hanno trovato riscontro nei fatti. Non si sono infatti registrati gli episodi di disordine paventati nei messaggi circolati nelle ore precedenti.

Resta però da chiarire come sia nata e si sia diffusa una catena di segnalazioni capace di condizionare l’organizzazione delle scuole e le scelte di numerose famiglie.

Gli accertamenti proseguono proprio per ricostruire l’origine del tam tam e capire se alla base degli allarmi vi fossero elementi concreti oppure soltanto voci amplificate attraverso i social. L’attenzione resta alta in vista di sabato 24 ottobre: tra queste chat, infatti, è sorta la proposta di “Distruggere Piacenza” appunto sabato prossimo.

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