“La Piacenza che era”, visita alla città contemporanea sulle tracce della città antica

Nell’ambito delle iniziative collaterali alla mostra “La Piacenza che era” (fino al 16 gennaio, salvo proroghe, al PalabancaEventi), la Banca di Piacenza ha organizzato un itinerario esterno alla ricerca – nella città contemporanea – delle tracce della città antica. La prof. Valeria Poli ha condotto il folto gruppo di partecipanti lungo l’itinerario che collega le tre piazze (Cavalli, Duomo e Sant’Antonino) ben documentate dalle testimonianze pittoriche e fotografiche esposte in mostra.

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È stata l’occasione per ricostruire la stratificazione storica che parte dalla città romana percorrendo le mura meridionali (cortile di Palazzo Gotico, via Sopramuro) e ricordando le maggiori scoperte archeologiche (statua di Cleomene in Piazza Cavalli e mosaico in Piazza Duomo) passando poi alla trasformazione medioevale affrontando il rapporto tra Sant’Antonino (antico martirium) e la cattedrale di Santa Giustina (poi dedicata all’Assunta) ed il rapporto con la doppia cattedrale di San Giovanni de Domo e il battistero. A partire dalla fine del XIII secolo, con l’edificazione di San Francesco e del Palazzo Gotico, nasce la contrapposizione tra la piazza guelfa e quella ghibellina della Cattedrale che vedranno, nella storia piacentina, una serie di interventi di ridefinizione specchio dell’attenzione da parte del potere politico ed economico. A conclusione del giro esterno, i partecipanti hanno richiesto anche la visita alla mostra per poter meglio apprezzare il percorso storico proposto, che si ripeterà sabato 15 gennaio, alle 15.30, per rispondere alle numerose richieste arrivate all’Ufficio Relazioni esterne della Banca.

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