“Il caso non riguarda la scelta del nome del locale, ma il rispetto degli accordi che sarebbero stati imbastiti con la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi per lo sfruttamento dell’immagine e della denominazione collegata al celebre Ritratto di signora di Gustav Klimt”. È questo il tema al centro dell’interrogazione presentata dai consiglieri comunali di opposizione di centrodestra, che chiedono al Sindaco Tarasconi e all’Assessore alla Cultura di fare piena luce su una vicenda che, se confermata, rischierebbe di arrecare un danno economico e patrimoniale alla Galleria e, di conseguenza, alla città.
Secondo quanto risulta ai consiglieri firmatari, infatti, tra la Ricci Oddi e il gestore del nuovo locale di Palazzo Mercanti sarebbero stati definiti gli elementi essenziali di un accordo per la concessione dei diritti di utilizzo dell’opera di Klimt, comprensivi del pagamento dei relativi corrispettivi economici. Tuttavia, nonostante l’attività commerciale stia già da settimane utilizzando il nome e l’immagine della cosiddetta “Ragazzetta” su molteplici supporti e nella propria comunicazione, risulterebbe che tale accordo non sia stato formalmente sottoscritto, nonostante le legittime insistenze della Galleria, e che i diritti previsti non siano stati versati.
«Se questa ricostruzione fosse corretta – spiegano i consiglieri – ci troveremmo davanti a una situazione incomprensibile: un soggetto privato beneficerebbe del richiamo commerciale di uno dei simboli culturali di Piacenza senza rispettare gli impegni economici che sarebbero stati concordati proprio a tutela della Galleria. Cosa ancora più grave è che a farlo sarebbe proprio chi è affidatario di un servizio per 18 anni proprio del Comune.»
La questione assume un rilievo anche paradossale alla luce delle dichiarazioni rese dal Sindaco durante l’inaugurazione del locale, quando l’operazione venne presentata come un’iniziativa finalizzata a sostenere e valorizzare la Ricci Oddi. «Se davvero l’obiettivo era quello di generare un beneficio per la Galleria – osservano i consiglieri – è indispensabile sapere se tale beneficio si sia concretizzato oppure se, al contrario, il gestore stia già sfruttando il prestigio dell’opera senza aver adempiuto agli obblighi previsti.»
L’interrogazione chiede quindi all’Amministrazione di chiarire se il gestore abbia effettivamente sottoscritto gli accordi e corrisposto i diritti pattuiti. In caso negativo, i consiglieri domandano quali iniziative il Comune intenda assumere nell’ambito delle proprie competenze nei confronti del concessionario del servizio pubblico, che già in poche settimane ha generato numerose polemiche, qualora fosse accertato un utilizzo dell’opera difforme dagli accordi.
Qualora invece gli accordi risultassero regolarmente perfezionati, viene chiesto di renderne noti durata, contenuti, autorizzazioni adottate dal Consiglio di amministrazione della Galleria, corrispettivi economici, royalties o altre forme di sponsorizzazione previste, oltre alla data del loro effettivo versamento.
«La Ricci Oddi custodisce un patrimonio che appartiene all’intera comunità – concludono i firmatari –. Proprio per questo ogni utilizzo commerciale dell’immagine delle sue opere deve avvenire nel pieno rispetto delle regole e degli accordi. Chiediamo doverosa trasparenza e la certezza che ogni euro dovuto alla Galleria sia stato effettivamente riconosciuto. Se così non fosse, il Comune ha il dovere di intervenire.»
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