Politica

La Ragazzetta e mostra su Dante, maggioranza contro il centrodestra: “Sono tifosi del fallimento, l’importante è che qualcosa vada male”

“Da oggi li chiameremo così: i tifosi del fallimento”. Inizia così la nota rivolta al centrodestra inviata dai capigruppo di maggioranza in consiglio comunale: Boris Infantino – Partito Democratico, Luca Dallanegra – Lista civica per Piacenza, Caterina Pagani – Piacenza Oltre. Una nota che arriva dopo la conferenza stampa del centrodestra in cui l’opposizione ha individuato irregolarità nel bando legato al bar La Ragazzetta.

LA NOTA DELLA MAGGIORANZA

Sono quelli per cui ogni progetto è sbagliato prima di partire, ogni difficoltà diventa una catastrofe, ogni problema un fallimento, ogni soluzione propaganda. Quelli che passano le giornate a raccontare che tutto va male, nella speranza che alla fine qualcosa vada male davvero.

È quello che sta accadendo in questi giorni con due vicende molto diverse: la mostra dedicata a Dante e al Codice Landiano e la Ragazzetta.

Sulla mostra siamo arrivati al paradosso: la minoranza è riuscita ad annunciarne il flop prima ancora che abbia aperto. Una gara è andata deserta e immediatamente sono partiti “naufragi”, “fallimenti”, “incapacità”, fino agli attacchi personali all’assessore Christian Fiazza, che ha la piena fiducia della maggioranza.

Sulla Ragazzetta cambia l’argomento, ma non il copione: sospetti, accuse, insinuazioni. Tutto deve diventare uno scandalo, la prova che a Piacenza nulla funziona.

Da troppo tempo assistiamo a una minoranza che sembra avere un’unica preoccupazione: demolire.

Un progetto viene annunciato? È sbagliato. Incontra una difficoltà? È fallito. Si cerca una soluzione? È propaganda. E, quando non basta attaccare la politica, si trascinano nella battaglia anche dipendenti e dirigenti comunali.

Su questo il limite è stato superato.

Noi siamo politici: attaccate noi. Contestate le nostre scelte, proponete un’altra idea di città e provate a convincere i piacentini che sia migliore della nostra. Ma i dipendenti del Comune non sono avversari politici. Metterne continuamente in discussione professionalità, correttezza e competenza significa colpire l’istituzione, non la maggioranza.

Noi continueremo a fare il contrario: lavorare, affrontare i problemi, cercare soluzioni, assumerci la responsabilità delle scelte e anche degli errori, quando ci sono.

Perché Piacenza non ha bisogno di un teatrino in cui maggioranza e opposizione tifino l’una contro l’altra.

Ha bisogno che, pur da posizioni diverse, si tifi tutti dalla stessa parte. Quella di Piacenza.

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