“Incontriamoci in discoteca, ma rigorosamente senza telefonino. Per conoscerci e per conoscere persone nuove vis à vis”. L’invito sta funzionando tant’è che in sole due serate gli Escape Wor(l)d by Fondazione La Ricerca hanno raccolto circa duecento adesioni, un centinaio a serata nei locali del Califfo di via Tortona.
Il titolare del locale, Leonardo Marchini, ha offerto la propria disponibilità ad ospitare questo format aggregativo web-disconnesso ideato da una psicoterapeuta piacentina, Lucia Catino, in collaborazione con le colleghe del suo staff di Arca, Area Consulenza e Ascolto La Ricerca, sulla scorta di un bisogno che agli occhi di queste professioniste dell’ascolto si fa sempre più evidente: uscire dall’isolamento. Un isolamento che spesso è anche cercato.
“Perché questa è una generazione che sa pensare molto, ma fatica ad abitare il corpo, ad esporsi nella relazione, a sentire ed esprimere senza filtri – sottolinea Catino -. La paura dell’imbarazzo viene evitata a tutti i costi. Ma è proprio l’imbarazzo che consente il riconoscimento reciproco, che rende il corpo visibile, che attiva la soglia dell’incontro. Senza di esso, il noi fatica a generarsi”.
“All’ingresso della discoteca – spiega Elisa Vezzulli che con Anna Filippa, Maria Rizzi, Debora Massari, Francesca Spadola, fa parte dello staff di educatrici che affianca la dott.ssa Catino – viene distribuito un kit con braccialetto di riconoscimento e una missione da compiere, ovvero spunti per una presa di contatto con gli altri aderenti al gioco”. A chi partecipa viene chiesta un’offerta di due euro destinati ad un fondo benefico a sostegno delle iniziative La Ricerca pro-giovani, iniziative come questa che oltre al sostegno di Emil Banca stanno ricevendo sponsorizzazioni anche da parte di aziende del territorio, Cantine Mossi, Bulla, Bar Lemoire di Loris Prossimo, Sesto Elemento Tattoo di Paolo Garbazza.
“Il gioco di parole nel termine anglofono wor(l)d, che fonde “word” (parola) e “world” (mondo) richiama l’idea che “non si può abitare il mondo senza abitare anche le parole” e che “uscire dall’isolamento relazionale richiede passaggi di verità, presenza e contatto”. Escape Wor(l)d nasce da questa esigenza: offrire uno spazio di autenticità, relazione e sperimentazione. Un progetto che non propone soluzioni, ma esperienze trasformative. “Che non cancella la fatica, ma la abita, insieme”.
Intanto alcuni studenti universitari che hanno partecipato agli Escape hanno dato vita ad un’associazione di volontariato, Strason96, per organizzare esposizioni benefiche di abiti vintage donati a kg per sostenere iniziative a favore di loro coetanei. Altri hanno contribuito a dar vita a gruppi di parola per offrire spazi di confronto e discussione su varie tematiche che li riguardano più da vicino: un nuovo ciclo partirà il 22 gennaio con incontri bisettimanali serali (18,30-20,30) condotti nella sede La Ricerca (Stradone Farnese 96) dalle psicologhe Anna Filippa e Maria Rizzi. Info: 346.6747670.
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